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anatomia-di-una-grande-opera-9788866271963ANATOMIA DI UNA GRANDE OPERA (La vera storia della Brebemi) |
R. Cuda, Damiano Di Simine, Andrea Di Stefano
Edizioni Ambiente 2015

Il libro pubblicato da Edizioni Ambiente ricostruisce la storia dell’ultimo grande investimento autostradale italiano che sulla carta doveva essere anche il primo project financing del terzo millennio.
Con il termine project financing il legislatore italiano identifica “la realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione”. In parole povere – come sintetizza nella prefazione Andrea Di Stefano, direttore del mensile Valori – ci si indebita tantissimo, si mettono sul tavolo pochi soldi e ci si affida a un gruppo di banche e istituzioni finanziarie.
Nel caso della direttissima Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi) il debito lo avrebbero dovuto contrarre i privati in cambio della concessione di esercizio dell’autostrada, con gli annessi proventi derivanti dai pedaggi. Un’operazione imprenditoriale e finanziaria che fin dall’apertura dei cantieri si distingue per l’opacità dei suoi intrecci.
A 18 anni dall’ideazione del progetto, vera e propria sfida messa in campo dall’imprenditore bresciano Francesco Bettoni, e a cinque dall’inizio dei lavori, il 23 luglio 2014 si perviene all’inaugurazione dell’autostrada, che si svolge alla presenza del premier Matteo Renzi e delle maggiori autorità nazionali e regionali. L’opera (62 chilometri circa) è finalmente in rampa di lancio ma nonostante la retorica e il fervore propagandistico delle istituzioni, proiezioni e primi riscontri di esercizio iniziano ad alimentare e a confermare forti perplessità, che riguardano la resa economica dell’infrastruttura e in particolare la sua utilità rispetto all’assetto viabilistico lombardo.
Le stime sui flussi di traffico si riveleranno nei mesi successivi all’apertura clamorosamente sbagliate, la BreBeMi (costata in tutto 2,4 miliardi di euro) viene percorsa da troppo pochi veicoli (vista anche la “concorrenza” dell’A4 che gli corre in parallelo) e per evitarne la chiusura e garantire i profitti ai soci, che portano nomi blasonati come Intesa Sanpaolo e Gruppo Gavio, lo Stato stanzia 320 milioni di euro.
La favola del project financing si dissolve per rivelare sottotraccia il consueto intreccio politico-finanziario che ha ben poco a che vedere con la pianificazione e realizzazione di opere di interesse pubblico. Ancora una volta “il rischio di mercato alla fine ricade sulla collettività e se le cose vanno male c’è sempre la possibilità di chiedere un riequilibrio del piano finanziario e scaricare gli oneri sullo stato”.
Nel caso della BreBeMi emergono costi pressoché raddoppiati, conflitti di interessi imbarazzanti (Intesa Sanpaolo entra in BreBeMi nella triplice veste di azionista, finanziatore e consulente) e i fili che sostengono il congegno (convenzioni e piani finanziari) risultano invisibili, segretati, neanche si trattasse di segreti militari.
Attraverso documenti e un accurato lavoro di ricostruzione dei fatti e delle connivenze, “Anatomia di una grande opera” compone un mosaico esemplare sulle scelte infrastrutturali del nostro paese. Per avere – precisano gli autori – una visione completa e non ingenua di quel che succede nel mondo dei grandi appalti. Il messaggio è chiaro: se non avverrà un cambio di rotta, il sistema, inquinato dalla mancanza di supervisori indipendenti e da programmazioni calibrate sulle esigenze dei cittadini, continuerà a favorire le relazioni non propriamente disinteressate fra mondo politico e imprenditoriale a discapito dell’interesse pubblico.
E a ben descrivere, allargare, il concetto di interesse pubblico in una prospettiva di benessere globale dei cittadini, le parole del responsabile scientifico di “Legambiente Lombardia” Damiano Di Simine, uno degli autori dell’opera… “Contrastare l’ideologia Brebemi è una condizione necessaria per aprire un libro diverso, che narri di innovazione e di mobilità sostenibile, efficiente e accessibile, che renda credibili e consenta di perseguire le sfide del nuovo secolo, dalla decarbonizzazione dell’economia allo stop al consumo di suolo, sostenendo una nuova narrazione che risulti compatibile con i limiti naturali delle risorse di spazio ed energia e, allo stesso tempo, che sia desiderabile e sostenibile”.

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Anatomia di una grande opera – La vera storia della Brebemi | Cuda, Di Simine, Di Stefano

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