la nostra scelta di sostenibilitàscopri di più

Abbiamo intervistato con grande piacere Mara Bevilacqua, cofondatrice di un progetto editoriale innovativo. Ci ha colpito per la chiarezza della visone, per la ricerca di un contesto espressivo diverso ma allo stesso tempo definito e illuminato. Le abbiamo rivolto alcune domande per farci raccontare la loro idea e la loro storia e soprattutto la missione e la vocazione, per noi di ZEST del tutto coerente con una visione di Letteratura Sostenibile, laddove la sostenibilità viene interpretata nella creazione di un’impresa basata sulla interazione proattiva di realtà diverse che lavorano su una base partecipativa e sinergica. Accostare editoria ed enologia deve avere una forte connotazione valoriale perché si risolva con efficacia e in questo caso noi crediamo che Armillaria ci stia riuscendo con successo.

ajaxmailIl concept della vostra casa editrice è molto interessante, edizioni di testi particolari, un accostamento all’enologia, un occhio alle lavorazioni artigianali. Come nasce Armillaria?

Armillaria nasce qualche anno fa da un’esigenza di studioso. Il mio socio Manlio Della Serra aveva individuato una serie di testi filosofici e teologici da ritradurre, che per un po’ provammo a presentare come collana ad alcuni editori di settore, ma senza successo. Per fortuna, aggiungo oggi. Nel frattempo, infatti, iniziammo a lavorarci e quella collana si è trasformata un po’ per volta in Armillaria, un progetto in continua evoluzione che riporta in libreria opere del passato in nuove traduzioni, con apparati, testo a fronte e un Dispetto, il racconto di uno scrittore contemporaneo ispirato al testo, che regali un’ultima giravolta al lettore. Quelli che pubblichiamo sono ancora titoli di orientamento filosofico, che spaziano dalla teologia all’alchimia, alla letteratura, alla storia e qualunque altro campo susciterà la nostra curiosità. L’altra colonna portante di Armillaria è la ricerca in campo enoculturale, con l’obiettivo di individuare e presentare delle realtà vitivinicole di pregio ma di piccole dimensioni. Questi produttori vengono poi associati a un titolo e i loro vini sono parte delle Degustazioni letterarie che organizziamo.

Cosa sono gli PseudoBook? E a che tipo di lettore sono destinati?Gli PseudoBook nascono all’ombra di un cimitero. Si tratta della versione artigianale dei nostri libri. Sono edizioni da collezione, solo 50 per titolo e numerate, tutte diverse nella forma, per la scelta della carta e dell’artista la cui opera le arricchisce. Qui potete vedere la genesi dei primi due.

Il tipo di lettore a cui Armillaria fa riferimento è prima di tutto quello curioso. È ovvio che alcuni titoli possano attrarre un pubblico più specializzato, ma in realtà noi ci rivolgiamo idealmente a tutti coloro che si lasciano guidare dalla curiosità, che apprezzano l’attenzione ai dettagli, un approccio rivolto alla qualità e non alla quantità (difatti escono 4-5 libri l’anno), la scoperta di opere inusuali che secondo noi non hanno affatto esaurito quanto hanno da dire, il potere di affascinare nonostante i secoli. E lo PseudoBook rientra in questa visione, dove la cultura e la bellezza, la divulgazione e l’argomento di nicchia trovano casa, e un buon bicchiere di vino.

Come trovate il materiale o gli autori che aderiscono alla linea editoriale?
Quando sei curioso, e ti circondi di gente preparata e curiosa, l’unico problema che hai rispetto alle opere da pubblicare è, nel nostro caso, aver deciso di farne poche l’anno. Oltre al nucleo iniziale più “teologico” di cui parlavo prima, abbiamo già messo da parte un bel bottino di testi che man mano tradurremo. Li troviamo spesso per caso: leggi un articolo, segui un po’ di link e finisci con una cartella pesante di pagine che non vedono l’ora di prendere aria; oppure vai in vacanza, visiti la casa museo di un filosofo siciliano che si è occupato di fermentazione e sifilide, e decidi di ripubblicarne i testi (prossima uscita!). Seguiamo anche i nostri interessi, ovviamente, e ogni tanto riceviamo delle proposte, come quella della traduttrice Stella Sacchini, che sta curando un volume bellissimo di frammenti greci sul vino che porteremo a Book Pride. Per quel che mi riguarda, più la proposta è insolita e più mi stuzzica, e se decideremo di seguire questa linea guida tra qualche tempo potrete leggere altre chicche letterarie.

Invece, per quanto riguarda gli scrittori che contribuiscono con il loro Dispetto, siamo stati molto fortunati a trovare autori tanto disponibili e bravi. Crediamo molto nel potere che il Dispetto ha sul lettore, anche se si tratta di poche pagine; secondo me è davvero un modo per scoprire un’altra sfaccettatura del tema del libro, per come ispira lo scrittore. Vorrei ricordare che finora hanno scritto per noi Claudio Bagnasco, Michele Trionfera, Massimo Roscia e Ivano Porpora. Nei due prossimi libri ospiteremo Andrea Ballarini e Adrian Bravi – e questa è una notizia in anteprima!

ajaxmail (1)Si legge poco, i dati statistici non sono confortanti sebbene in miglioramento: crisi dell’editoria o crisi culturale?
A fronte di circa 60.000 libri pubblicati ogni anno, il 60% degli italiani legge meno di un libro l’anno, che è un po’ oltre il “si legge poco”. È sconfortante, soprattutto se il dato viene inserito nel quadro più generale di un consumo culturale bassissimo. Le persone non solo non leggono ma non vanno al cinema, a teatro, alle mostre… Non so perché accade, se è “solo una fase” o se la risposta ha radici più profonde. Quello che so è che il discorso ha vari strati: innanzitutto, è palese che una tale mole di libri pubblicati sia inutile e fa felice solo il macero – e certi meccanismi abnormi presenti nella filiera editoriale; poi credo sia ora che le campagne di sensibilizzazione alla lettura cambino approccio, perché il salvatore che ti apre gli occhi su quello che ti perdi non mi pare abbia successo. Nel nostro piccolo, dalla nostra nicchia, noi crediamo che una soluzione possa essere – o quanto meno vale la pena provarci – divulgare creando confronto e sottolineando sempre il piacere di quello che facciamo come un atto transitivo, un aspetto vitale e imprescindibile che deve passare anche al lettore, altrimenti rimane sterile e improduttivo, in tutti i sensi, perché noi facciamo anche impresa. ajaxmail (3)Anche per questo abbiamo deciso di associare i nostri libri “difficili” all’allegria del vino e di lavorare su singoli segmenti di pubblico, facendo pochi libri ma facendoli bene e con tirature contenute (per una questione di sostenibilità non solo economica), cercando di promuovere un rapporto anche più umano con i lettori che, e so di ripetermi, ne solleciti la curiosità. Bisogna creare occasioni di incontro vive, non cattedratiche, i vecchi modelli di presentazione non funzionano più da tanto. Ci sono numerosi esempi di librai che stanno seguendo questa via – Pallotta a Roma, Diari di bordo a Parma, La Libreria Volante a Lecco, Gogol & Company a Milano, solo per citarne alcuni – e tanti esempi pure di professionisti del settore che cercano di rimetterlo in sesto proponendo alternative, come Satellite Libri o Direct Book per la distribuzione. Chiedo scusa ai lettori per essermi dilungata tanto su questo, ma crediamo che solo insieme si possa cambiare quello che non va. E noi siamo fieri di lavorare insieme a queste persone!

ajaxmail (2)Qual è il libro che ti ha cambiato la vita?
Non esiste, ma non esiste nemmeno un ricordo di me, per quanto indietro nel tempo, in cui non fossi un’appassionata lettrice. Quindi mi sento di citare una scrittrice i cui libri da ragazzina ho letto e riletto e riletto fino a squadernarli, Marion Zimmer Bradley, autrice di fantasy le cui eroine creano da sé il proprio destino.

Dalla Germania, Manlio – coeditore, grafico e responsabile del settore enoculturale, nonché curatore di alcuni titoli – indica per sé invece Diceria dell’untore.

In che modo la letteratura e l’arte possono supportare una visione di vivere sostenibile?
ajaxmail (4)Sono dell’idea che senza letteratura o arte la vita sarebbe ben più insostenibile! Scherzi a parte, non ho una risposta, lo ammetto. Nel nostro piccolo combattiamo la sovrapproduzione editoriale a cui accennavo con pochi titoli e tirature basse. Scegliamo produttori vinicoli medio-piccoli con la stessa filosofia. Ci interessa il discorso della decrescita, ad esempio, che applicato al nostro progetto ci ha fatto optare per una nicchia di mercato (anzi, la nicchia della nicchia).

Altri progetti per il futuro?
Il 20 e 21 febbraio siamo a Buk Modena con lo stand collettivo di Satellite Libri e sabato ci sarò anche io, insieme a Ivano Porpora, autore del Dispetto nel nuovissimo Sulla Blasfemia, a cura di Manlio Della Serra. Per quanto riguarda l’attività editoriale, stiamo lavorando ai due prossimi libri (Discorso sulla fermentazione di Tommaso Campailla, curato da Aldo Gerbino con postfazione di Stefano Arieti e Dispetto di Andrea Ballarini, e la Raccolta di frammenti greci curata da Stella Sacchini -a cui non abbiamo ancora dato un titolo- con prefazione di Paolo Mazzocchini e Dispetto di Adrian Bravi) che porteremo a Book Pride, dove ogni pomeriggio offriremo un aperitivo dedicato a uno dei libri, con qualche ospite. Nello stesso periodo abbiamo organizzato delle degustazioni letterarie in alcune librerie della regione. Sul sito trovate tutti i nostri eventi.

E se tutto va bene come speriamo, aprile potrebbe anche essere il mese che ci vede dare vita ad una nuova fase di Armillaria, un bel po’ più a nord di Roma, ma è ancora presto per parlarne!

E allora noi facciamo tanti auguri ad Armillaria per questo nuovo progetto e io ringrazio Mara Bevilacqua per la disponibilità.

Antonia Santopietro

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Armillaria Edizioni | Un progetto editoriale innovativo