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Il Capitale Naturale in Italia
Aria, suolo, acqua e foreste. Un patrimonio da difendere e arricchire
di AA. VV. Ministero dell’Ambiente
Edizioni Ambiente 2018

Una raccolta di riflessioni di poeti, romanzieri, protagonisti dello sport e della cultura del cibo, sul rapporto tra uomo e natura, per suggerire e promuovere il rispetto di un patrimonio comune, un bene che ereditiamo e al quale dovremmo pensare come un regalo da salvaguardare, da non disperdere o peggio distruggere.

Il benessere individuale è il risultato della valorizzazione delle risorse, dalla difesa del territorio e delle ricchezze di ogni tipo: naturali, culturali, architettoniche, strutturali, storiche.

La libertà della natura di Paolo Cognetti, Basta un’ala per volare di Marta Maggetti, ma anche La foresta che ci abita di Tiziano Fratus, Let’s talk forest di Stefano Boeri e Maria Chiara Pastore, La vera ricchezza del mondo di Riccardo Iacona, Le stagioni e i loro doni di Giancarlo Perbellini, e Ci stiamo mangiando il Capitale (Naturale)”di Luca Mercalli… sono alcuni dei contributi magistralmente incastrate in questo volume dedicato al Capitale Naturale.

Questo a dimostrare che l’argomento è talmente cogente che è davvero nel bagaglio intellettuale di ognuno di noi. Qual è il valore della natura e perché è così importante tutelarla e arricchirla?.

Nella seconda parte del volume troviamo un pregevole approfondimento tecnico e scientifico, di quelli ad altissimo valore aggiunto come la casa editrice Edizioni Ambiente ci ha abituati.


“Sono sempre più numerosi i casi che dimostrano che tenere conto del Capitale Naturale e delle informazioni sui Servizi Ecosistemici nei processi decisionali è utile e può garantire il conseguimento di un ventaglio più ampio di obiettivi.” Johan Rockström*


Riportiamo di seguito la prefazione al libro di 

Sergio Costa – Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

L’Agenda 2030, nel promuovere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da perseguire su scala mondiale al 2030, definisce in modo chiaro e imprescindibile il forte legame tra sviluppo economico, inclusione sociale e integrità ambientale.

Non può esserci sviluppo duraturo, sostenibile e condiviso se non quello orientato a riconciliare le diverse componenti del benessere. Questo presuppone la creazione e il mantenimento di varie forme di capitale: produttivo e finanziario, ma anche umano, sociale, culturale, naturale: ciascuna di esse non deve (più) andare a discapito delle altre, ma devono svilupparsi insieme.

Il Rapporto annuale sul Capitale Naturale richiesto dal Parlamento ha lo scopo di evidenziarne il ruolo fondamentale nel sistema economico e nel sistema ecologico. Evitare che il suo stato qualitativo continui a degradarsi, invertire la rotta rispetto alla sua crescente riduzione, conservare la capacità di generare Servizi Ecosistemici, valorizzare il suo contributo al benessere, alla crescita e allo sviluppo sostenibile. Questi principi sono alla base non solo di una corretta gestione delle risorse naturali e ambientali, ma anche il presupposto essenziale per lo svolgimento di tutte le altre attività socio-economiche di un territorio e, più in generale, della società odierna.

Il nostro Paese è povero in materie prime, ma ricco in natura e biodiversità: si tratta di un capitale, di un patrimonio, che abbiamo ricevuto in eredità dalle generazioni precedenti, che dobbiamo non solo conservare e proteggere, ma anche arricchire per lasciarlo ai nostri figli e alle future generazioni nelle migliori condizioni.


*Johan Rockström è professore di Scienze ambientali presso la Stockholm University, ed è il Direttore esecutivo dello Stockholm Resilience Centre. Riconosciuto a livello internazionale come esperto sui temi della sostenibilità globale, ha sviluppato il framework dei Confini Planetari.

 

 

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Il Capitale Naturale in Italia – Aria, suolo, acqua e foreste. Un patrimonio da difendere e arricchire