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Lindau è una casa editrice che nasce nel 1989, e contempla una proposta ricca e ricercata, abbiamo intervistato il direttore editoriale Ezio Quarantelli, per approfondirne la conoscenza:

Lindau è il nome di una piccola città situata su un’isola del lago di Costanza, perché lo scegliere per la casa editrice? Che principi fondanti ha ispirato o identificato?
Ci è piaciuto immaginare la casa editrice come una piccola isola al centro di un grande continente, cioè come un luogo appartato ma nel contempo assolutamente partecipe di tutto quello che accade intorno. Inoltre Lindau ha rappresentato una frontiera di libertà per quanti scappavano dalla Germania nazista verso la Svizzera. E poi è anche stata cantata da Hölderlin, da Montale, insomma ha avuto una certa fortuna letteraria.

Dal 1989 il posizionamento della vostra proposta editoriale passa da leader della saggistica cinematografica ad autorevole riferimento per il dibattito culturale contemporaneo, come sono avvenuti i passaggi?
In realtà, quando è nata, la casa editrice aveva una collana di narrativa, una di saggistica e molti “fuoricollana” di argomento artistico. Poi, è venuto il cinema che ci ha impegnato in modo pressoché esclusivo per una decina d’anni. E infine il ritorno a una programmazione molto varia e diversificata, che oggi comprende narrativa e saggistica, quest’ultima distribuita su un’ampia gamma di argomenti e temi (dall’attualità politica e culturale, alla spiritualità, alla storia ecc.). Quest’ultimo passaggio è dovuto essenzialmente al desiderio di tornare a parlare a un pubblico ampio di tutti gli argomenti che ci stavano a cuore, oltre ogni specialismo.

Leggiamo che il vostro catalogo contempla circa 70 nuove uscite all’anno, come si distribuiscono in percentuale tra i vari generi?
All’ingrosso, una trentina di novità di narrativa e una quarantina di saggi.

Senza frontiere è la collana di narrativa, animata da una intenzione di apertura a culture e lingue diverse, quali scelte avete operato in questi oltre 25 anni di narrazioni? E quali sono le caratteristiche di questa collana?
“Senza frontiere” è nata nel 2014 con l’idea di costruire uno spazio in cui culture, lingue, autori, generi diversi (anche molto lontani) potessero dare vita a una polifonia capace di restituire, almeno ai lettori più attenti, la complessità del mondo in cui viviamo.

Come avviene lo scouting della narrativa?
Ci guardiamo intorno, e ci guardiamo anche alle spalle, nel senso che non dimentichiamo di esplorare il passato, quello recente e quello più lontano. Non c’è nessuno schema, nessuna formula, nessun programma predefinito.

Osserviamo un’attenzione alle tematiche ambientali e alla responsabilità collettiva, è stato da voi pubblicato il testo Destra e Sinistra addio di Maurizio Pallante, e sappiamo della pubblicazione, a breve, di Domani il libro che segue l’uscita nelle sale italiane del film Demain di Cyril Dion e Mélanie Laurent, il 6 Ottobre prossimo, quanto spazio riservate a questo tipo di temi nella saggistica?
Per noi è importante ragionare sulle alternative, in qualunque campo. Ci interessa tutto quello che rappresenta uno scarto rispetto alla norma, a quella sorta di “ortodossia” fondata sul conformismo che perpetua l’idea di una realtà non modificabile, non riformabile.

Dal sito leggiamo dell’ultima acquisizione, Melchisedek, storico editore di libri di argomento esoterico, possiamo saperne di più?
Melchisedek ha un catalogo curioso, anche stravagante, mai banale. Molti suoi libri appartengono in una certa misura a quel genere che potremmo definire di “storia alternativa”. Qualunque cosa se ne pensi, sono libri che offrono la possibilità di una certa “ginnastica” mentale.

La casa editricie propone anche corsi di formazione, a chi si rivolgono e quali sono i contenuti?
I nostri corsi di formazione si rivolgono a quanti sono interessati a fomarsi un’idea di quello che è il più tipico (e qualificante) dei lavori editoriali, cioè il lavoro di redazione. Per lo più li frequentano giovani neolaureati, ma non mancano persone di età più matura, in genere molto appassionate di libri.

Secondo la vostra esperienza quanto ha aiutato o aiuta la comunicazione digitale? e da ultimo quanto ha impattato per voi l’arrivo dell’e-book?
L’ebook è un’opportunità in più, un nuovo formato che si aggiunge a quello tradizionale. Per il momento, però, incontra un interesse limitato. Quanto alla comunicazione digitale, è difficile stabilire quanto sia davvero efficace. Noi, in ogni caso, vi stiamo investendo molte energie e molte risorse.

Antonia Santopietro

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Casa editrice Lindau | intervista a Ezio Quarantelli

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