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Coltivare l’intelligenza emotiva. Come educare all’ecologia  
Daniel Goleman, Lisa Bennett, Zenobia Barlow
Tlon Edizioni 2016

di Otello Marcacci ||

In un mondo globalizzato e con un’economia sempre più complessa è difficile tracciare il percorso tra le nostre azioni e le loro conseguenze. Per molti di noi quella linea infatti rimane quasi sempre invisibile nonostante la Natura ci ricordi sempre più spesso che, come umani, siamo soltanto dei membri del suo mondo e non esseri distinti e superiori. Per questo motivo è indispensabile cominciare a vedere noi stessi come parte di una prospettiva più complessa, imparando quindi a valorizzare la sostenibilità. La gestione responsabile delle risorse deve tener conto della loro durata entrando in empatia con le altre forme di vita e riconoscendo la loro interconnessione con il mondo naturale.

Daniel Goleman (autore del classico “Intelligenza Emotiva”) è da tempo noto per il suo lavoro per promuovere i temi in questione. Assieme a Lisa Bennet e Zenobia Barlow (due direttori del Centro per Ecoliteracy di Berkeley che ha come obiettivo la creazione e il mantenimento di rapporti sani con le altre persone del pianeta e che cerca di integrare i programmi scolastici con questa materia), ha recentemente pubblicato un libro in cui cerca di identificare cinque pratiche per coltivare proprio questa dimensione di intelligenza e i vari modi per sviluppare la sua espressione.

La necessità di avere una formazione eco-sostenibile si basa sul riconoscimento che l’approccio antropocentrico dell’uomo sul mondo ha sconvolto l’equilibrio ecologico naturale colpendo al cuore la sostenibilità del progresso. Gli occidentali agendo in primo luogo come consumatori si concentrano esclusivamente sul prodotto finale piuttosto che sul sistema che lo produce. Cercare di cambiare il pensiero-sistema attualmente dominante è l’obiettivo dichiarato degli autori che mirano a cercare di insegnare la complessa rete di interconnessioni e dipendenze che sostengono la vita.

In questo contesto si offrono storie ispiratrici come una guida pratica e un nuovo entusiasmante modello di educazione che si costruisce (o almeno dovrebbe) sul successo di apprendimento sociale ed emotivo affrontando i più importanti problemi ecologici di oggi.

Nella prima parte di “Coltivare l’intelligenza emotiva” gli autori identificano come prima anticipato, cinque pratiche che integrano l’intelligenza emotiva sociale e ambientale in modo da cercare di sviluppare l’empatia per tutte le forme di vita, abbracciando la sostenibilità come prassi. È abbastanza chiaro ciò che avevano in mente: cercare di rendere visibile l’invisibile, anticipando le conseguenze non intenzionali e capire come la natura sostiene la vita.

Nella seconda metà del testo invece vengono condivise storie di passione e di grande ispirazione attraverso il racconto di pionieri educatori, di studenti e attivisti impegnati in questioni legate al cibo, acqua, olio e carbone in comunità dislocate nelle montagne di Appalachia o in un piccolo villaggio nella regione artica; nei deserti del New Mexico o lungo la costa di New Orleans; per le strade di Oakland, California o per le colline del South Carolina.

Soprattutto gli autori sfidano il lettore a pensare a modi in cui affrontare azioni quotidiane che aiutino un futuro sostenibile. La loro risposta principale rimane l’educazione scolastica poiché la scuola è il luogo che consente riflessioni per sradicare valori e comportamenti non responsabili. Conversazioni strutturate e collaborazioni interdisciplinari tra insegnanti appare quindi la soluzioni più quotata.

Tuttavia se gli educatori leggessero questo libro sperando di trovare materiali e strategie già pronte all’uso rimarrebbero delusi. Gli autori sostengono con forza che, nonostante la pressione enorme che grava sui docenti, essi dovrebbero avere la forza di estendere la discussione partendo dai programmi già esistenti allargandoli caso per caso a una prospettiva di sostenibilità e alla conoscenza delle barriere per l’attuazione degli stessi.

Coltivare l’intelligenza emotiva segna una ricca collaborazione tra Daniel Goleman e il Centro per Ecoliteracy, un’organizzazione molto nota negli Stati Uniti per il suo lavoro pionieristico con orti e mense scolastiche, oltre all’integrazione di principi ecologici e di sostenibilità nei programmi delle scuole. Per quasi venti anni il Centro ha lavorato con realtà che svolgono pratiche di insegnamento in più di 400 comunità negli Stati Uniti e in numerosi altri paesi.

Chiunque sia davvero interessato alle questioni ambientali dovrebbe leggere questo libro che risulta di lettura agevole e immediata. 

In conclusione penso che, seppur questo testo si basi su lavori realizzati negli Stati Uniti, il quadro viene descritto è di certo in grado di aiutare anche noi europei. 


Qui è possibile leggere un estratto,
per gentile concessione della casa editrice.


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