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CRONOFAGIA | Davide Mazzocco
D Editore 2019

Recensione di Paolo Risi

Daniele Gambetta, nella prefazione, suggerisce la “mission” di Cronofagia, l’intenzione primigenia che ispira il volume pubblicato da D Editore: “Ma se vogliamo capire la nostra epoca, forse dobbiamo anche capire cosa è nuovo e cosa non lo è, distinguere quali sono i dispositivi – tecnologici, sociali, linguistici – che ci deprimono e ci sfruttano da quelli che dobbiamo riprenderci, riprogrammare, ridefinire.”

Cronofagiacome il capitalismo depreda il nostro tempo di Davide Mazzocco ri-attualizza i temi del saggio del 2015 I cronòfagi. I 7 principi dell’ipercapitalismo di Jean-Paul Galibert, sviluppa l’analisi sui temi dell’ipercapitalismo, pone molteplici accenti su una delle sue prerogative più perniciose, ovvero la capacità di impossessarsi del nostro tempo allo scopo di monetizzarlo (a vantaggio delle grandi corporation) e di farcelo apparire più fruttuoso (a nostro svantaggio). È in gioco ogni singola identità in questo sistema globale di appropriazione del tempo, che mira a una vera e propria mutazione antropologica e aspira a fagocitare sempre più porzioni di libero arbitrio, a logorare nel profondo il concetto di libertà, riducendolo a puro indice economico.

Alcune ricerche mediche hanno stabilito che il ritmo circadiano del sonno può venire alterato dagli schermi degli smartphone o dei pc; da ciò consegue che il sonno (una delle poche nicchie di resistenza all’invadenza del capitale, scrive Davide Mazzocco) diviene la nuova frontiera del capitalismo, terreno di conquista per elevare il potenziale produttivo delle masse.

La virulenza del cosiddetto ipercapitalismo intacca e rimodella i desideri delle persone, e lo fa usufruendo delle loro facoltà immaginative. Già agli albori del nuovo millennio Naomi Klein aveva delineato nel saggio No Logo questa sorta di sovrastruttura del bisogno: «i prodotti che si svilupperanno in futuro saranno quelli presentati non come “merci” ma come concetti»; il consumatore lavora quindi per il capitale acquistando prodotti e contribuendo a elevarne e a consolidarne l’appetibilità.

Veicolo di diffusione dell’ipercapitalismo è naturalmente la tecnologia, che negli ultimi quindici anni ha prodotto, con i social network, una delle più acuminate armi di distrazione di massa. A scalfire il mito del web libero e di un’architettura digitale degerarchizzata ci hanno pensato piattaforme chiuse come Facebook, vero e proprio walled garden che – scrive Mazzocco – restringe le funzioni a prodotti autorizzati o, nel migliore dei casi, ostacola il raggiungimento di contenuti o applicazioni su fonti esterne.

Cronofagia compie un excursus efficace sul percorso di quelle che possiamo tranquillamente definire dipendenze indotte; assemblando dati e raccogliendo osservazioni altamente qualificate, mette in discussione un sistema relazionale fittizio, che muove da intendimenti quantomeno predatori. Non si preoccupa di citare casi e fautori del consumo compulsivo, ricordandoci che non è necessario accedere alla rete per ritrovarsi all’interno dei cosiddetti walled gardens. Il discorso si allarga quindi sulle strategie della grande distribuzione e delle corporations, sul concetto travisato e rimodellato di vacanza (la vita durante le vacanze diventa un grande gioco, scrive Edgar Morin) e sull’urbanismo come esecuzione moderna del compito interrotto che salvaguarda il potere di classe: il mantenimento dell’atomizzazione dei lavoratori che le condizioni urbane di produzione avevano riunito (Guy Debord).

Nel grande RisiKo del tempo centrifugato e pilotato si muovono i rappresentanti dei nuovi populismi: Mazzocco sottolinea come la retorica emergenziale, eliminando il passato dal dibattito pubblico, consenta di concentrare l’attenzione sulle conseguenze di determinati eventi eliminando le cause che li hanno generati: si rafforza quindi una visione astorica del tempo presente che, come nel caso di due temi della molto dibattuti, le migrazioni e i cambiamenti climatici, è in grado di parcellizzare la narrazione della realtà e indirizzare consensi.

Se dovessimo individuare uno fra i molti pregi del volume edito da D Editore indicheremmo la capacità di sostanziare la presenza di un nemico (si potrebbe dire con la N maiuscola), di sottrarlo al flusso indistinto della quotidianità per meglio analizzarlo e, possibilmente, renderlo inerte; e in un contesto sociale che appare sempre più ricettivo nei confronti di chi progetta e struttura “cellule nemiche”, che siano individui o entità minoritarie, l’apporto di Cronofagia si rivela cospicuo, rivelatore, utile a illuminare una prospettiva di cambiamento e di maggiore consapevolezza. Davide Mazzocco informa attraverso dati e corrispondenze insindacabili; il suo saggio vorremmo fosse letto, in particolar modo, dai cosiddetti “nativi digitali”, generazione emersa da una cultura fluttuante, dominata dalle “preferenze” e dalla negazione della memoria.

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Cronofagia | Davide Mazzocco