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Emily Brontë – a duecento anni dalla nascita dell’immortale autrice di Cime Tempestose, un romanzo ne ripercorre “la vita e le morti”.

Per sopravvivere al dolore – e forse alla colpa – generato dalla morte di Elizabeth Siddal, Gabriel Rossetti ne fissò l’immagine in un dipinto di rara bellezza, Beata Beatrix, in cui elevò la sua sposa a eterno simbolo dantesco. Beata Beatrix non è necessariamente la rappresentazione più veritiera di Elizabeth Siddal, ma è così che Rossetti avrebbe avuto memoria di lei finché non fosse scomparso dal mondo anche lui. Dipingere quel quadro fu il suo modo di farsi una ragione dell’esistenza terrena di “Lizzie” e della sua tragica fine, ma anche l’ultima e più grande manifestazione della sua volontà di creatore. Ogni artista desidera afferrare ciò che è inafferrabile.

Similmente Charlotte Brontë  – che per anni aveva tentato di fare di sé una pittrice, scoprendo amaramente che quella figurativa non era arte sua – sentì il bisogno di racchiudere in un libro l’essenza dell’amata sorella Emily, perché il ricordo della sua morte “assai poco cristiana” continuava a tormentarla. Poco le importava che Emily si fosse immortalata già da sola – come Elizabeth, d’altronde – Lei voleva ricreare la sorella, e attribuirle quell’esistenza felice che forse avrebbe potuto avere, se le circostanze della sua nascita e lo stato della sua salute fossero stati diversi.

Così è nato Shirley, romanzo che stilisticamente risente dell’influenza di Elizabeth Gaskell e che, non riuscendo a reggere il confronto con le opere di ampio respiro storico di questa scrittrice, viene spesso considerato come un lavoro minore e degno di scarsa attenzione.

Ma un osservatore puntuale, che abbia esaminato la biografia delle sorelle nei suoi minimi dettagli, potrebbe trarre enorme godimento dall’attività di passare al setaccio il romanzo di Charlotte provando a separare i grani della verità da quelli del mito. 

È quello che l’autrice Sara Mazzini, ha cercato di fare nel suo romanzo di esordio Centinaia di inverni, pubblicato dalla casa editrice Jo March. Sara Mazzini ridiscende il fiume già risalito da Charlotte, compiendo un percorso inverso al suo ma sotto la spinta del medesimo intento: riuscire ad afferrare l’inafferrabile.



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Emily Brontë – a duecento anni dalla nascita dell’autrice di Cime Tempestose, un romanzo ne ripercorre “la vita e le morti”.