la nostra scelta di sostenibilitàscopri di più

round midnightFiori d’asfalto e altre solitudini | Allan Corsaro
‘roundmidnight edizioni 2016

 

Anonimo portatore di pseudonimo, Allan Corsaro è alla sua prima raccolta di poesie Fiori d’asfalto ed altre solitudini edito ‘roundmidnight Edizioni. 54 pagine di urbana solitudine in cui l’autore scrive sull’asfalto lacerato da radici prepotenti come la natura che tutto può e vince anche quando si cerca di soffocarla o nasconderla.


Scrivo di pomeriggio perché è più semplice
morire
tra televisioni che ci strappano il
tempo annodati in gomitoli di noia e
buonsenso sprofondati nell’attesa che
qualcosa si schianti su questo salotto in
formaldeide scrivo di pomeriggio per
combattere il tepore di questo cielo bugiardo
l’inganno che il tempo sia infinito che tu non
lo sia quando anche la bellezza si prende
una siesta
scrivo di pomeriggio perché di notte voglio
vivere?

La poesia di apertura richiama pomeriggi oziosi di un isolamento pomeridiano a cui il poeta predilige la notte; un ingoio di luce che bagna di nero il viaggio quotidiano della routine tra gatti che saltano su cassonetti dei rifiuti e gli occhi distratti della donna amata. Un viaggio notturno visto con gli occhi luminosi e tondi di fari di automobili, tra carte sparse che attendono il là del vento per danzare.

Un mondo popolato da una prevalente oggettistica senza linfa in cui pesa e stride l’assenza umana: tra silenzi squarciati da clacson e buio macchiato dagli aloni dei lampioni; tra sfioramenti accennati alla vorticosa velocità del mondo e dei suoi cambiamenti.

lampioni ipnotizzati dai passanti insegne
gettano grida sulla strada
il cielo si nega riservando il suo mistero ad
altri [luoghi mi rassegno alla stupidità di
macchine che fuggono verso il
traffico?

Blind date di solitudini personali tra ritrosie e paure. Come se la paura fosse il negativo della speranza; il dripping del desiderio sciupato dalla mancata corrispondenza. Condannati all’esercizio perpetuo della personale esistenza in cerca disperata e repellente dell’alterità; tra ironia e violenza di un conglomerato poroso impregnato di bitume, materia eterea la cui scaturigine è attribuibile all’evaporazione del petrolio.

è incontrarsi accettare l’asfalto
digerire il distacco e raccogliere i resti
è non impazzire per la solitudine?

Un manto stradale scenografico, vacillante e caduco di fiori calcarei e neri. Un mondo di rifiuti solidi e umani che cercano di riparare le crepe e gli squarci del terreno sconnesso della vita in cui le radici nodose della natura producono il dolore del ricordo del verde della vita, del respiro di una vegetazione e di un’umanità sfiorita all’unisono in un non luogo incastrato tra una pubblicità e l’altra: unica forma di comunicazione dirompente.


Recensione per ZEST di Emanuela Chiriaco 
Emanuela Chiriacò vive tra Lecce, la lettura e la scrittura. Laureata in Lingue e Letterature Straniere (Inglese e Francese), cura la comunicazione social e alcune presentazioni per la libreria Icaro  Bookstore di Lecce. Collabora con Ius Law Web Radio  (www.webradioiuslaw.it) per il programma #svegliatiavvocatura che va in onda ogni domenica mattina alle 7.45 (#svegliatiavvocatura è uno spazio dedicato a musica e letteratura) in cui legge prosa poetica di cui è autrice e brani selezionati da romanzi. 
Autori preferiti: Balzac, Zola, Amado, Marquez, Chavarria, Emecheta, Kureishi, Bennett, Dickens, Morante, Buck.

 

 

Share

Fiori d’asfalto e altre solitudini | Allan Corsaro

Discussion

Leave A Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *