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grande nudoGrande nudo | Gianni Tetti
Neo. Edizioni 2016

Un romanzo corale, esploso, torrenziale, i cui protagonisti mostrano il cuore feroce di un’umanità alla deriva. Il libro più oscuro, spietato e conturbante di Gianni Tetti.

 

Per gentile concessione della casa editrice un estratto

PROLOGO

Primi Respiri


UNO

Quello che vede. Come attraverso un vetro appannato. Vede o immagina. Come in mezzo alla nebbia. La porta è aperta. Un uomo parla. Parla di lei. S’è svegliata, si sta muovendo, leva la siringa dal braccio della troia. E un altro uomo oltrepassa la porta, le toglie la siringa, torna dietro la porta. Mai superata. Grande peccato superare la porta. Quattro gambe nude e i loro peli neri, e quattro calzini corti, due rossi e due bianchi. Una risata. Ma cos’ha che non va. Ma l’hai scaldata. Ma s’è bagnata. Ma la fica della troia puzza abbastanza. Sì, pesce marcio, marcio, marcio, settimane che gliela impiastro. E allora che succede. Un cane. Quello che vede. Un cane. Nella nebbia. Lei in ginocchio. La testa gigante di un cane gigante. Sente. Alito caldo. La lingua fuori. Occhi grandi. L’azzurro languido del cielo per quel che ricorda. Proprio di fronte. Il collo gonfio. Il cane non è buono. Cazzo di cane, merda di cane, dal cane delle suore non puoi mica aspettarti chissà che. Non puoi. Ha fatto il voto. Una risata. Questo c’ha la vocazione. Una risata. Che risata. I calzini ballano. Riproviamo. Basta, mi sono stancato. Prurito.
Insopportabile prurito. Lavala e ce la scopiamo noi. Prendo la pompa. Ottima idea, la pompa. Vado a fare il caffè. Bene, il caffè. Non dimenticare il sapone. Non dimentico. Io solo uno di zucchero.
Uno per te.

Sola, con la testa gigante. Quello che vede. La porta lontana, come la speranza. Due grandi orecchie che penzolano. Quello che vede o le sembra di vedere. Il cane si volta. Le porge l’orecchio. Non c’è, non c’è mai stata logica. Le voci che si avvicinano, sgradevoli come un rigurgito. Due passi, carponi. La bocca carnosa, gentile. Labbra screpolate. Ancora ricorda qualche parola. Ancora per poco. Sa che è per poco. Aiuto.

Il sussurro dolce. Aiuto. La sua bocca secca vicino all’orecchio della bestia. Aiuto. Puoi aiutarmi?

Gli occhi del cane. Quello che vede o immagina. La luce. Gli occhi del cane pulsano e sboccia una luce in fondo all’azzurro languido del cielo per quel che ricorda. Un respiro. Il respiro. Come ti chiami.

Un altro respiro. Paura. Quello che vede. Un cane che le ha chiesto il suo nome. E lei. Prurito. Incontenibile prurito. Non ricorda. Nella nebbia. Il tuo nome, ripete il cane. Silenzio. Il nome tuo. Non lo so. La luce sparisce. Le voci tornano, coi loro calzini. Quattro calzini, due rossi, due bianchi. Banali come ogni male. Lei respira. Non lo so, il mio nome. Non so il mio nome. Non.

La pompa puntata addosso. Adesso ti ripuliamo. Non so il mio nome. Non so il mio nome. Si scherma con le braccia sottili come stecchi. Si scherma. Inutile. Il pavimento nero. Quello che vede. Nella nebbia. L’orologio d’oro, una mano, l’anello, dita rosee, unghie bianchissime. La mano prende il cane per il collare, lo sposta. Tu vieni qui, o vuoi fare il bagno con Maria? Il nome. Il cane l’ha sentito. Lei piange. Il cane ulula. Zitto cazzo, cazzo di cane, non posso neppure picchiarlo che le suore sono pignole. Ulula il cane. Lo trascinano fuori dalla porta. Ulula lo stesso. Quell’ululato, il vento se lo porta. L’acqua è fredda, sempre più fredda di quanto Maria si aspetti.


Biografia

Gianni Tetti è nato a Sassari. Si occupa di cinema e letteratura. Ha scritto e diretto il documentario Un passo dietro l’altro, è sceneggiatore di SaGràscia e ha collaborato alla sceneggiatura di Perfidia (due film diretti da Bonifacio Angius). Suoi racconti sono stati pubblicati su numerose riviste (Frigidaire, Il Male, Atti impuri) e in diverse antologie. Per Neo Edizioni ha pubblicato I cani là fuori (2009) e Mette pioggia (2014).

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Grande nudo | Gianni Tetti