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Incubo radioattivo | Carlo Carere – Gian Giuseppe Ruzzu
Infinito edizioni 2017

Incubo radioattivo è un libro utile a sviluppare una coscienza civica ed ecologica di difesa dell’ambiente e della salute”. (Alfonso Pecoraro Scanio)

Con il patrocinio di PolieCo

di Paolo Risi

Quanto c’è di verosimile nell’eco-thriller scritto da Carlo Carere e Gian Giuseppe Ruzzu è facilmente riscontrabile scorrendo le pagine e le schermate di cronaca, leggendo, ad esempio, il rapporto Ecomafia di Legambiente; in quel documento il patto fra malavita, industriali e politici per far prosperare il business degli smaltimenti illegali dei rifiuti viene definito come un vero e proprio virus: “Un virus con diverse modalità di trasmissione e una micidiale capacità di contagio su scala globale, in grado di avvelenare l’ambiente, inquinare l’economia dei Paesi coinvolti e mettere in pericolo la salute delle persone”.

Le cifre non fanno altro che attestare la gravità del problema, evidenziano la portata di un giro d’affari che coinvolge in modo diretto l’Italia (il dramma della Terra dei Fuochi è sotto agli occhi di tutti) e i paesi privi degli anticorpi istituzionali in grado di contrastare la propagazione del virus. A questo proposito, nella prefazione curata da Alfonso Pecoraro Scanio, ex Ministro dell’Ambiente, viene ricordato come nel 2016 la gestione illecita dei rifiuti speciali abbia rappresentato il 25,4 per cento del business delle ecomafie, pari a 19,1 miliardi di euro.

I numeri sono da capogiro, ma non sempre portano ad una presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica. Necessariamente occorrono strumenti integrativi per mettere in piena luce una realtà sconcertante, per sviluppare una consapevolezza diffusa di quanto c’è in gioco in termini di salute collettiva e tutela dell’ambiente. La narrazione, con le sue innumerevoli modalità espressive, è in grado di amplificare una tensione drammatica spesso depotenziata da tecnicismi e formulazioni derivate dal politichese. Si tratta di mettere in scena, utilizzando stili di scrittura coinvolgenti e adeguati ai tempi, l’eterno scontro fra il bene e il male, la contrapposizione di intenti che nello specifico vede fronteggiarsi la criminalità organizzata (con le sue imprevedibili ramificazioni) e coloro i quali hanno scelto di diventare, pagando anche prezzi altissimi, paladini della legalità. E il contrasto fra mondi e valori trova nel docu-thriller, nella commistione fra circostanze reali e fiction, la sua cornice ideale per esprimere drammaticità e forza emotiva.

Al di là di possibili categorizzazioni di genere e di valutazioni sul valore educativo dell’opera, Incubo radioattivo (che affronta il tema della gestione dei rifiuti speciali nel Sud Italia e in particolare nel casertano) si rivela un romanzo riuscito, che fa del ritmo e della leggibilità le sue qualità principali. E perfettamente inserite in una trama incalzante, trovano spazio due figure ben delineate di antieroe e di eroina, due personaggi solo apparentemente agli antipodi, che da luoghi di origine e ambiti sociali differenti si ritrovano fianco a fianco al centro di un campo di battaglia a dir poco cruento.

È Charlie Serrano a vestire i panni dell’uomo caduto in disgrazia, che dagli abissi di una condanna infamante prova a risalire la china, affidandosi più all’istinto che alla ragione. All’inizio del romanzo lo troviamo a New York in procinto di uscire da un penitenziario, confuso dalla prospettiva di doversi ricostruire una credibilità umana e professionale. In una vita precedente Charlie Serrano è stato un giornalista di spicco che, al culmine della propria carriera, decide di entrare a far parte di un’organizzazione criminale divenendone un importante informatore. L’affiliazione, la scoperta dell’illecito e la successiva condanna, porteranno come inevitabile conseguenza il discredito e l’allontanamento di Charlie dal suo ambito lavorativo. Giungerà quindi inaspettata, dopo qualche tempo, l’offerta di una rivista scandalistica che proporrà al cronista di recarsi in Italia per realizzare un reportage sulle vittime innocenti delle ecomafie.

Nel paese dei suoi avi il giornalista americano farà la conoscenza con Enrica Siniscalchi, epidemiologa, consulente all’assessorato per l’Ambiente della Regione e membro di un’associazione per la difesa del patrimonio naturalistico. Fin dagli anni dell’università Enrica (naturalmente è lei l’eroina del romanzo) si occupa di smaltimento illecito delle scorie; è una sorta di guerriera dei tempi moderni, che senza esclusione di colpi combatte chi, attraverso il traffico di residui tossici e radioattivi, si arricchisce ai danni della collettività. Intorno a lei prospera la corruzione, il lassismo delle rappresentanze politiche e ovviamente la malavita, nella duplice versione locale e internazionale. Quotidianamente Enrica prova a stemperare la frustrazione, il senso di impotenza, e intanto, in una grotta segreta in Basilicata, una melma altamente radioattiva, fuoriuscita da dei bidoni lesionati, minaccia di raggiungere la falda acquifera nei pressi di un centro abitato. Il caso vuole che i due protagonisti (minacciati da una misteriosa entità che semina morte e distruzione) si incrocino nel tentativo di individuare l’area dove è avvenuta la posa illecita del materiale tossico. Fra loro, a partire da una naturale diffidenza, si stabilirà una complicità che avrà il potere di sconfiggere i rispettivi “demoni” personali e un potentissimo cartello delinquenziale.

Azione e suspense davvero non mancano nel romanzo pubblicato da Infinito Edizioni, ma gli spunti adrenalici non mettono in secondo piano le tematiche presentate da Carlo Carere e Gian Giuseppe Ruzzu, al contrario le vivificano e le rendono più coinvolgenti. Perché l’importante è testimoniare, diffondere consapevolezza attraverso la forza irriducibile della scrittura, raccontare storie per frantumare le barriere dell’omertà, come sottolinea nella postfazione Roberto Rossi, sostituto procuratore distrettuale antimafia di Bari: “Anche la storia di Enrica, eroina senza paura di Incubo radioattivo è l’icona delle storie di tante donne e uomini che combattono, senza mai smettere, contro i mostri degli inquinatori; nonostante i tormenti delle denunce e delle calunnie di chi non vuole che le storie si raccontino. Sono persone che ti rimangono nel cuore. Il cui incontro ti cambia, ti rende migliore…”.

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