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salone del libroInnovazione digitale in Editoria.

In occasione della XXIX edizione del Salone internazionale del Libro di Torino si è tenuto presso lo Stand della regione Puglia un panel dal titolo L’innovazione necessaria – Le nuove prospettive dell’editoria organizzato dal Distretto Produttivo ‘Puglia Creativa‘ . L’appuntamento ha visto come protagonisti Emanuele Bevilacqua (direttore di Pagina99, cda di Internazionale), Michele Casella (vicepresidente del Distretto ‘Puglia Creativa’) e Luca De Biase (editor di innovazione Sole 24 Ore e Nova24).

I processi di cambiamento di certo necessitano di visione e impegno sistemico dell’intero settore, difficile pensare che la comunicazione digitale non rappresenti un’opportunità anche per i più scettici. I benefici non si raccolgono solo sul piano delle migliorate efficienze in seno a un settore che di per sè non è tra i più efficienti nelle procedure lungo la filiera, ma sopratutto in termini di velocità di andata al mercato. La voce virale dei social media oggi ha economie di scala affrontabili anche da piccolissime realtà e rende democratico un approccio alla cultura che sarebbe altrimenti riservato a chi è in grado di esprimere maggiore massa critica. Il web, in relazione alla comunicazione mette invece sullo stesso piano di capacità penetrativa delle communities sia il piccolo editore che le major. Si tratta di bravura nel guadagnarsi spazi premium stimati sulla capacità di stare nel contesto in modo continuativo.

Abbiamo dunque approfittato di questa iniziativa, che ha inteso trovare un punto di raccordo tra innovazione tecnologica, nuovi linguaggi di comunicazione ed editoria, per fare un paio di domande a Michele Casella:

Alla luce dell’incontro del 14 Maggio al Salone del Libro quali sono le linee di lavoro che a tuo avviso deve seguire una realtà editoriale per sommare in maniera efficace la competenza del settore con le opportunità della comunicazione digitale

Bisogna puntare su tre elementi fondamentali e interconnessi: la formazione, l’innovazione digitale e l’internazionalizzazione. In primis è infatti necessario far entrare sempre più giovani nella case editrici, ma affinché forniscano valore aggiunto all’azienda devono essere formati in maniera utile e strumentale alle necessità del nostro tempo. Bisogna quindi ripensare i piani formativi universitari e adattarli alle necessità produttive delle case editrici di oggi. In secondo luogo si deve puntare sulla digitalizzazione, sia nella fase di produzione sia nella promozione e distribuzione del prodotto libro. Si devono dunque supportare le imprese nel processo di rinnovamento interno, aiutandole a migliorare la propria presenza online sia nella promozione che nella distribuzione/vendita. Infine le imprese editoriali devono avere il coraggio di puntare in alto, proponendo una vision realmente innovativa e capace di superare i confini nazionali. Gli strumenti – anche finanziari – per farlo ci sono, bisogna però essere in grado di raggiungerli e utilizzarli con adeguatezza.

Che tipo di innovazione è richiesta in termini di skills alle nuove professionalità e dove formarsi.

Le professionalità da mettere in campo devono ben più eterogenee che in passato, non foss’altro perché i canali di produzione e vendita sono aumentati in maniera esponenziale. Ponendo come base la massima cura editoriale del testo – l’unica che forse oggi è ancora “garantita” anche dalla formazione universitaria –, oggi bisogna saper adoperare i pacchetti software di Office e Adobe, conoscere il mondo dei social media, comprendere le dinamiche del marketing digitale, utilizzare registri linguistici mutevoli, adoperare con intelligenza le possibilità del multimediale, compiere delle scelte efficaci e di carattere. Si deve, in poche parole, essere capaci di padroneggiare il sistema mediatico contemporaneo e allo stesso tempo avere grande passione per la parola e l’affabulazione.


MICHELE CASELLA è giornalista ed esperto di comunicazione. Collabora con La Repubblica XL e Pagina99. Dal 2007 è direttore responsabile di Pool (www.ipool.it). Dal 2012 è direttore di Pool Academy, spin-off in partenariato con l’Università degli Studi di Bari e il Master in giornalismo della regione Puglia. Dal 2013 è Project Manager del L.ink Festival, manifestazione internazionale sul mondo del giornalismo; dal 2014 è direttore artistico del Loop Festival, sul mondo della musica contemporanea e il filmmaking.


Antonia Santopietro

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Innovazione digitale nell’editoria

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