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CREDIT: Photo by Austin Nelson

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di Otello Marcacci |

I Wilco sono un gruppo rock americano il cui leader è Jeff Tweedy. Il loro è uno stile alternativo e sperimentale. Ho sempre amato le loro sonorità, il gusto per arrangiamenti insoliti e molto curati, e il fatto che avessero collaborato con Billy Bragg (che stimo non solo come artista ma anche come essere umano) oltre alla loro disponibilità con i fans. Li ho visti una volta in concerto a New York e ricordo di aver aspettato Jeff per un suo autografo sulla copertina di “Yankee Hotel Foxtrot” e lui non solo fu felice di sapere che un italiano amava la sua musica ma mi incoraggiò a impararne i giri armonici.

Da allora sono rimasto un loro grande fan. E oggi più che mai sono orgoglioso di esserlo. E’ successo infatti che sull’account Facebook del gruppo Jeff ha postato una serie di foto di lui con la moglie durante la “Women’s March” di Chicago, una delle tante manifestazioni contro il presidente Donald Trump. A causa di questa presa di posizione ha ricevuto moltissime critiche, alcune persino terribilmente offensive da parte di tanta gente.

E lui, per tutta risposta, ha pubblicato questa lettera sul profilo dei WILCO:

Cari connazionali che state scrivendo cattiverie nella nostra sezione dei commenti,

visto che non vi conosco, per me è complicato ipotizzare con precisione quanto tempo trascorriate sui vostri dispositivi per commentare e togliere i “mi piace” sui social network di “celebrità” e musicisti discretamente conosciuti. Suppongo sia più di quanto siate disposti ad ammettere. Dal momento che non vi conosco mi è estremamente difficile capire fino a che punto dovrei prendervi sul serio. Dedurre delle cose sul vostro conto, però, è più facile di quanto lo sia accettare le vostre critiche nei miei confronti. Per esempio: quando scrivete qualcosa su Bill Clinton capisco che siete vecchi (o almeno che avete la mia età); ma per me quello che scrivete non ha nessun significato, perché lui non mi interessa e non so cosa vi abbia dato l’idea che le cose stiano diversamente.

Comunque, ho pensato che vista la posizione in cui mi trovo – avere a che fare con delle persone che dedicano tempo ed energia per lasciare commenti negativi e insultare il loro Musicista Che Prima Mi Piaceva™ (penso che quest’espressione prenderà piede nei prossimi anni) solo perché ha dato il suo sostegno a cose su cui lui, gli altri membri del suo gruppo e tutte le loro famiglie hanno delle opinioni – dovrei sfruttare l’opportunità di occupare il vostro tempo e le vostre energie il più spesso possibile per entrare nelle vostre teste. Non perché abbia grandi speranze di cambiare le vostre opinioni (di nuovo, non vi conosco, e quindi non sono sicuro di cosa vi interessiate), ma perché FORSE parlare sinceramente delle cose che ci preoccupano può ispirare altre persone a indagare in modo più profondo quelle preoccupazioni. Immagino sia per questo che condividiamo le nostre opinioni su Facebook, sui social network, eccetera. Ma credo che molto spesso serva solo per ricordare alle persone che la pensano come noi (la nostra bolla?) di non disperare e cercare di mantenere la speranza. È dove possiamo sviluppare le strategie di adattamento che ci fanno sentire dei cittadini migliori e ricordare alle persone di partecipare.

A proposito di bolle… Non c’è dubbio sul fatto che viviamo in un bolla. Ma sarei molto contento se più persone tra voi entrassero nella nostra bolla! È fantastica! Nella nostra bolla conosco poliziotti, rapper, cassieri di supermercati, artisti e netturbini… tantissime persone perbene a cui non importa granché se le persone sono diverse da loro. Se potete fidarvi di un miliardario quando vi dice «credetemi», di sicuro potete fidarvi di me quando vi dico che nella mia bolla siete i benvenuti. Sono cresciuto in quella che credo potesse essere una bolla simile alla vostra. Voi dovreste almeno provare questa! Accomodatevi!

Oppure… Magari vi piace semplicemente fare arrabbiare la gente e questo vi aiuta a sfogarvi e a darvi l’impressione di avere un po’ di più il controllo della vostra vita. Buon per voi. Oppure… forse siete seri quando dite tutte quelle cose offensive. Se SIETE seri, sarei contento di accogliervi di nuovo nel nostro piccolo angolo del web in modo che possiate sputare e schiumare rabbia ogni volta che vi va. Lo posso reggere. Non ho paura di voi. Qui non siamo soli e non lo saremo mai. Quindi tornate, per favore! Continueremo a disporre per voi piatti caldi pieni di cose su cui indignarsi, in modo che possiate nutrirvi della nostra idea di un mondo migliore, delle cause in cui crediamo, delle azioni che stiamo intraprendendo, eccetera. A nostra volta noi saremo sereni sapendo che non siete fuori nel mondo a dare sfogo alla vostra rabbia, che è così evidente nei commenti che scrivete in modo frettoloso e sgrammaticato per difendere un uomo che è stato elevato a una posizione di immenso potere, ma nel quale devo ancora intravedere una qualsiasi traccia di virtù. In questo modo sarete nel posto in cui vogliamo che voi siate e per i più vulnerabili tra di noi ci sarà un pericolo in meno.

Con affetto (sul serio),

Jeff Tweedy


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