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Jenny la secca | Claudia Lamma
TerraRossa Edizioni

di Emanuela Chiriacò

Il passato torna senza chiedere permesso, senza bussare. Torna a galla mentre si crede di nuotare verso l’orizzonte dei sogni realizzabili della vita adulta. Ciò accade a tutti i personaggi di Jenny la secca: Daniele Terni, Trip; Simone Gullini, Gull; Lorenzo Mascani, Lambo; Ivano Totori, Toto; Matteo Geini, Gei; Raffaele Pani, Bimbo; Luca Pevalli, Pèval; Fabrizio Galimberti, Faber.

«Trip è tornato. Gli hanno dato una lezione. Hanno massacrato Trip».

In un’atmosfera amarcord, una sorte diversa da quella di Trip toccherà agli altri protagonisti, per alcuni peggiore, per altri migliore. Ognunodi loro copre ricordi e macchie, nicchia su sospesi che partono dall’infanzia, e svela cosa li lega a Jenny la secca, l’unica donna del gruppo.

Jenny Romano detta la secca si afferma come protagonista del racconto con la sua assenza, innescando una ricerca febbrile e spietata per essere ritrovata. La donna, conosciuta da bambina per la sua magrezza, da cui l’appellativo secca, scompare insieme a Faber. Trovarla è lo scopo del suo uomo Gull, ferito da quel doppio tradimento, e la persona chiave per farlo sembra essere Trip. Questo è il motivo che spinge Gull a ordinarne a Bimbo e Lambo il suo sequestro e un terribile pestaggio.

«se non te la senti vado io. Lo ammazzo di botte e vedrai che il nome del posto dove è andata a ficcarsi Jenny con Fabrizio salta fuori». (È Bimbo a pronunciarsi così con Lambo).

Jenny si palesa durante la narrazione negandosi, facendosi scaturigine del racconto e sorgente della suspense che accompagna il dispiegamento della storia. Un investimento cospicuo nell’immobiliare da parte di Gull e Faber con il ruolo apparentemente marginale di Jenny e una copertura assicurativa curata da Trip; un pasticcio che alla fine coinvolgerà tutti. Un gioco pericoloso che si rivelerà vantaggioso per alcuni e deleterio per altri. Il racconto consente l’affiorare di un prima legato alla memoria di ogni protagonista, che consente la comprensione del dopo.

Il romanzo è concepito come una pièce divisa in due atti, incentrata proprio sul quel dopo, due giorni: il 14 e 15 dicembre 2014. Due giorni separati da un evento incendiario senza precedenti, che assume la funzione narrativa di catarsi. Un fuoco imponente che brucia tutto e genera una coltre spessa di fuliggine che sembra poter coprire tutto.

Le fiamme prendono a correre come le serpentine della fiaccolata sul fianco di una montagna. Assistono per qualche attimo all’ingrossarsi del loro tragitto mano a mano che sfiorano oggetti e cose.

Le lingue di fuoco lambiscono e inceneriscono anche l’amicizia che sembrava legare saldamente il gruppo. È possibile sacrificare un’amicizia agli interessi economici? Al denaro? e avvalora la tesi che chi smette di essere un amico, non lo è mai stato?

Le smancerie del “siamo cresciuti insieme” andassero serenamente affanculo. (Péval, pag 217)

Se Jenny la secca avesse una colonna sonora, la sigla di coda probabilmente potrebbe essere Friend is a four-letter word dei Cake (“ to me coming from you, friend is a tour lettera word” – Se la pronunci tu, per me, la parola amico diventa una parolaccia).

La lingua di Claudia Lamma è schietta, diretta e concentrata come un chupito, un bicchierino di parole liquorose e superalcoliche da bere tutto d’un fiato.

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