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Raffaella RomagnoloLa figlia sbagliata (2,6,9) | Raffaella Romagnolo
Frassinelli
Semifinalista Premio Strega 2016

Recensione dei lettori di ZEST: Emanuela Chiriacò

Raffaella Romagnolo racconta la storia di una famiglia composta da madre, padre e due figli.
Ines, Pietro, Vittorio e Riccarda.
È la descrizione di quattro vite rallentate dai loro stessi pensieri. Dalle loro esitazioni, trasmesse come dote e bagaglio per il matrimonio e il viaggio di nozze con la vita.
La favola non avrà mai inizio. Ci saranno solo false partenze che sfiorano i temi della tragedia greca classica, ambientata nel tempo e nello spazio scenico di una casa modesta di oggi.
Un décor semplice per la rappresentazione di vite comuni sopravvissute al dolore, sopraffatte da perdite che generano smarrimenti personali, tangenti alla traiettoria della linearità.
Due vite semplici e ignare del futuro, un uomo e una donna che si incontrano per costruire un progetto di vita.
Due figli, uno giusto e l’altra sbagliata.
Uno da accudire con eccessiva cura e attenzione, l’altra lasciata al suo voler essere diversa, tanto da risultare incomprensibile.
Quale sarà mai la colpa che la rende tale?
La figlia sbagliata è un romanzo che non si racconta. Il rischio di svelare troppo è in agguato.
Va guardato, letto e vissuto come un album di famiglia, ritrovato nella soffitta della memoria. Un tableau vivant e sanglotant i cui protagonisti annaspano in un mare di silenzio e solitudine. Tra apnee e affioramenti a pelo d’acqua per guardare l’altro con occhio miope.
Un accennato apeiron, piuttosto un moto circolare uniforme, ricongiunge inizio e fine.
In realtà però, uno smargina e sconfina come olio nell’altra, nell’acqua, senza mescolarsi.
L’ incomunicabilità cronica di queste esistenze solitarie è una lente di ingrandimento sulla disperazione lacerante di chi conosce esperienze definitive.
Il finale mostra la coppia Ines e Pietro che attendono la Dott.ssa De Giovanni.
Ognuno a suo modo.
È l’attesa che permetterà di rassettare la casa di pagine in cui i Polizzi hanno vissuto ingoiati per quarantatré anni. Sopraffatti dai loro problemi, dagli accadimenti della vita e dalle immagini del piccolo schermo, per quarantatré anni.


Nota Biografica:
Raffaella Romagnolo, nata a Casale Monferrato nel 1971, vive a Rocca Grimalda con il marito. Ha scritto L’amante di città(Fratelli Frilli, 2007) e, per Piemme, La masnà (divenuto anche uno spettacolo teatrale) e Tutta questa vita (finalista al Premio Peradotto).

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La figlia sbagliata | Raffaella Romagnolo