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CONTRO LA LETTERATURACONTRO LA LETTERATURA | DAVIDE RONDONI
Bompiani 2016

 

di Antonio Russo De Vivo |


Il titolo è ingannevole. C’è scritto
Contro la letteratura ma poi vai a leggere e ci trovi un amore sconfinato. Mai fermarsi al titolo; o, meglio, mai prenderlo alla lettera. Contro la letteratura è un pamphlet contro un sistema che tradisce e svilisce la letteratura: il sistema scolastico.

Davide Rondoni poeta, con la commovente vis retorica di chi crede tanto in ciò che dice, getta strali sugli insegnanti e sull’insegnamento della letteratura italiana che di fatto è “storia” della letteratura italiana. La sua non è una lotta tesa alla demolizione di una categoria, meglio chiarirlo subito: Rondoni distrugge per ricostruire, critica con ferocia ma poi propone, c’è una volontà di rigenerazione che supera tutto, e la rabbia non macera dentro, ma stimola.

La pistola fumante è appostata sul portone di ingresso di tante scuole medie superiori italiane. La sentenza di morte è eseguita nelle aule e nei corridoi ufficialmente preposti alla conservazione e al tramando di quelle lancinanti e meravigliose bellezze.

È proprio lì che li accoppano. Ve lo confermerà il novanta per cento di coloro che si sono dovuti ‘sorbire’ la letteratura a scuola.”

(p. 10)

Il processo contro la scuola si alterna alle proposte. Rondoni con una sola parola sferra un colpo pesante alle fondamenta del sistema: «facoltativo». Non si può obbligare nessuno a leggere e a godere di certi autori o libri, l’effetto che si ottiene è quello che verifichiamo ogni giorno: odio e nausea verso ciò che dovrebbe essere percepito come “bello”. L’alternativa è un corso di “educazione alla lettura e alla interpretazione dei testi”, non obbligatorio, tenuto da insegnanti che sappiano “catturare” gli studenti, altrimenti che si occupino di altro; il principio di selezione è necessario affinché non si ripetano i danni visibili nel sistema classico.

Conseguenza di questo mutamento è un metodo alternativo di reclutamento degli insegnanti: nessuno può adagiarsi nella propria rassicurante condizione lavorativa, al contrario gli insegnanti vengono scelti da un “ordine degli insegnanti di lettura” e devono ottenere risultati.

Rondoni propone una rivoluzione, è vero, e ogni rivoluzione miete vittime, non garantisce risultati, non esclude un peggioramento, ma la posta in gioco è troppo alta:

Non ci sarà infatti ripresa di responsabilità rispetto alle faccende dell’economia, del lavoro e persino della politica che non nasca da una devozione e da una commozione capaci di attenzione al bello, e da sacrifici per il bello e il buono che un uomo vede dentro di sé e intorno a sé. Come se tra malora sociale e diseducazione al bello non ci fosse relazione…”

(p. 47)

L’insegnamento della lettura come educazione alla bellezza, in Italia, equivale a una possibilità di miglioramento di tutti foriero di conseguenze positive anche nel campo che oggi più ci ossessiona: l’economia.

Ma la domanda di chi legge, con dubbi annessi, resta: ciò che si propone è possibile?

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Contro la letteratura | Davide Rondoni