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L’amazzone del deserto di Pëtr Nikolaevič Krasnov
Scrittura & Scritture 2018 – Traduzione di Sabina Ferri

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di Emanuela Chiriacò

Con L’amazzone del deserto di Pëtr Nikolaevič Krasnov la casa editrice Scrittura & Scritture ha svolto un’importante operazione di recupero e valorizzazione di un autore purtroppo dimenticato e di un’opera poco conosciuta in Italia. Il resto della produzione di Krasnov è composto da romanzi che ruotano attorno alla rivoluzione russa del 1917. L’amazzone del deserto, scritto nel 1928, si pone postumo e si svolge al confine tra Russia e Cina.

A un tratto l’orecchio finissimo del cacciatore Ivan Paulovic udì, […] lo stridere delle ruote di un veicolo militare e lo scalpitio di cavalli. […] Nessuno in quel momento doveva venire a Koldjat; […] Ma il suo orecchio non lo aveva ingannato […] Tre persone a cavallo, seguite da un carro molto carico […] si avvicinavano al posto […] Ivan Paulovic avvicinò il binocolo agli occhi ma poco non mancò non lo lasciasse cadere per la sorpresa e anche per lo scontento […] era una donna […] un’europea. Per giunta.

Ivan Paulovic Tokarieff è un comandante cosacco di guarnigione nella località di Koldjat, nella valle della Tekessa (probabilmente nomi di fantasia di cui non vi è traccia nelle carte geografiche); è un uomo solitario e bisbetico, immerso nell’imperturbabilità del tempo lento e silenzioso tra i monti Altaj, nel libro chiamati Altaus, la cui vetta più alta è il Khan-Ten-Gri, il «Trono del Signore»1Appena Tonkarieff riavvicina il binocolo, acquisisce la certezza che si tratti di una donna strana che sembrava un ragazzo e il suo malcontento e la sua preoccupazione aumentano. La giovane è la temeraria Fedossia ‘Fanny’ Nicolaievna Poliakoff, una lontana nipote che agli occhi di Tonkarieff è solo parentela annacquata; di fatto, un attentato alla sua esistenza da celibe, alla sua rassicurante routine. È qualcuno con cui dover dividere la bellezza di quella natura selvaggia di cui si sente proprietario.

Addio, ora, la caccia, le ricerche d’oro, e le spedizioni misteriose nelle gole e alle cascate d’acqua dove mai si era posato piede di europeo!

Tokarieff è convinto che sia necessario parlarle ancora per farle capire tutta la sconvenienza e l’impossibilità del suo soggiorno a Koldjat, consapevole tuttavia che Fanny sia stata spinta dallo stesso motivo a raggiungere quel luogo dalla complessa orografia, isolato e imponente, che all’epoca coincideva con i confini del mondo conosciuto. La giovane donna avrebbe potuto scegliere la comoda vita moscovita da salotto ma considera la troppa civiltà un ambiente in cui tutto è artificiale e l’esistenza […] monotona e insipida. Tokarieff è sconvolto dalla modernità e dalla forza di carattere della ragazza
Ha letto dei libri sull’emancipazione, sull’uguaglianza dei diritti della donna. […] Che cosa inventeranno queste donne? […] Un vera cosacca del Sud.[…] Una Prjevalski2 in gonnella.
Krasnov introduce così un tema di grande attualità nella Russia dell’epoca se si considera che nel 1910, Poliksena Nesterovna, prima donna russa a diplomarsi in ginecologia in tutta la Russia, divenne presidentessa della Lega russa per i diritti delle donne, movimento che guadagnò molto sostegno popolare sia all’interno che all’esterno del paese e il cui obiettivo primario era l’estensione del diritto di voto alle donne. Cosa che si consolidò con il governo provvisorio del 1917, con la caduta dello zar Nicola II.
La ragazza riesce dunque a sconvolgere la vita solitaria di Tokarieff,

Tutto era cambiato, ora; contemplare solo la natura, immergersi in un annientamento completo, come soleva fare, diveniva impossibile. Fanny era per lui come il completamento di quella natura e la sua più bella creazione; quando gli era accanto, le sue esclamazioni e le sue domande entusiaste ne eccitavano i pensieri e illuminavano come lampi l’oscurità delle sue idee nere.

L’indipendenza e la temerarietà della giovane Fanny riescono a fare breccia nel suo cuore nero? Il carattere irruente della giovane donna le impedisce di chiedere il permesso, anche quando Tokarieff parte in missione per catturare il brigante Zariff, lei lo segue senza il suo consenso e si rivela determinante per l’esito dell’operazione; cosa che rende i rapporti tra Fanny e Ivan Paulovic Tokarieff più cordiali.
L’attenzione che altri uomini rivolgono a Fanny, rende Tokarieff geloso. Lo è di Vassili Ivanovic Vassilievski, un giovane commerciante di Mosca, viaggiatore e amante di avventure, miliardario e mentitore e lo è durante il gioco della Ragazza-Lupo, il Kyz-Kuu, l’Acchiapparagazze; un gioco che vede da una parte una giovane donna a cavallo munita di frustino e un gruppo di ragazzi che la inseguono e devono schivare le sue frustate; il ragazzo indenne può baciarla.
Alla costruzione della relazione tra Tonkarieff e Fanny, Krasnov mescola il racconto della genesi e della maturazione della caduta dell’impero cinese in seguito alla rivoluzione Xinhai partita con la Rivolta di Wuchang nell’ottobre del 1911. Evento al quale Fanny e Paulovic assistono di persona e che coincide anche con il fallimento, forse momentaneo, di un loro progetto comune in territorio cinese.
Nel romanzo, Krasnov introduce il germe della rivoluzione attraverso Fanny; è il suo arrivo a Koldjat che cambia la balistica dei destini e movimenta le dinamiche: il mondo rettilineo e uniforme di Paulovic è scosso dall’arrivo di questa giovane donna che porta con sé la dirompenza della sua emancipazione, l’ingovernabilità del suo carattere testardo e tenace. In quel confine fatto di cento passi tra Russia e Cina, Fanny rappresenta il vento leggero della mutazione irreversibile. Umana e storica. Krasnovic che ha dedicato tutta la sua vita militare e letteraria in difesa della Russia zarista è comunque un intellettuale che intuisce i tempi e la contingenza.


1 La catena montuosa il cui nome deriva dal termine turco-mongolo altan che significa dorato, si estende per circa duemila chilometri, dal deserto del Gobi al bassopiano della Siberia occidentale, e attraversa Cina, Mongolia, Russia e Kazakistan.

2 Nikolaj Michajlovič Prževal’skij è stato un esploratore russo.

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L’amazzone del deserto | Pëtr Nikolaevič Krasnov