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Vi presentiamo la Libreria DIARIO DI BORDO, un progetto tutto da raccontare. Abbiamo intervistato Antonello Saiz e Alice Pisu.

Antonello: È dal settembre del 2014 che io e Alice abbiamo creato questo spazio di Borgo Santa Brigida al numero 9: uno spazio che abbiamo voluto fortemente identitario fin dall’inizio, per dare vita a una realtà focalizzata sul tema del viaggio per ospitare editoria indipendente di qualità. Siamo amici da diversi anni; ci siamo trovati e incontrati a Parma per amore. Io sono lucano e la mia scelta di vita per i libri e la lettura è del tutto casuale. Dopo studi universitari scientifici a Bologna, mi ritrovo a fare il servizio civile nella Biblioteca di San Giovanni in Persiceto in un lontanissimo 1994. Fu amore a prima vista per l’oggetto-LIBRO e cambio quasi radicale di vita. Ho iniziato a occuparmi così di libri, dapprima nel tempo libero e con varie associazioni culturali, e poi con l’avvento dei social media a gestire pagine culturali che si occupavano di libri e letture. Determinante l’incontro con Alice: assieme per diversi anni abbiamo gestito una libreria, così, dopo diversi anni di esperienza lavorativa insieme, nonostante le mille difficoltà che la gestione di una libreria comporta, abbiamo provato a creare un luogo intimo e informale di scambio e condivisione tutto nostro,in seguito ad un licenziamento. Nel settembre del 2014 il salto nel vuoto, e per giunta in un periodo di grande crisi economica, ma con coraggio è partita la grande decisione di fare il passo importante di investire tutto quello che avevamo messo da parte nella creazione di una libreria tutta nostra. Un rapporto molto profondo di amicizia ci lega e questo rapporto si è solidificato proprio sui libri e a distanza di tre anni siamo ancora qui che resistiamo.

Alice: Ho passato anni sui libri, prima laureandomi in Lettere a Sassari e poi specializzandomi in Giornalismo e cultura editoriale a Parma, cercando sempre di cavarmela da sola e di arrotondare con lavori di vario genere per mantenermi con gli studi. L’amore per i libri è stato sempre l’elemento dominante della mia vita, sin dall’infanzia, poi la scelta di occuparmi di giornalismo mi ha permesso di sviluppare strumenti in più per approfondire anche da altre prospettive questa attitudine. Ho lavorato in diverse aziende di comunicazione, giornali, ho collaborato per diverse edizioni di un festival jazz ma forse la mia prima scuola è stata l’esperienza radiofonica in una piccola e bellissima realtà indipendente cagliaritana dalla forte vocazione giornalistica. Quell’esperienza mi ha forgiato perché mi ha dato la possibilità di imparare dai grandi giornalisti che ci lavoravano e mi ha permesso di intervistare figure di riferimento come Milena Agus, Paolo Fresu, Chiara Vigo e altri grandi esponenti nel panorama culturale. Dopo anni di lavoro incentrato sul giornalismo e la comunicazione ho sentito che era arrivato il momento di mettermi davvero in gioco e creare qualcosa che realmente mi rappresentasse. In questo è stato fondamentale l’incontro con Antonello, una persona con cui mi sono trovata da subito in grande sintonia e con cui ho condiviso la stessa visione delle cose nella gestione di una libreria. Questo ci ha permesso da subito di definire in modo chiaro l’indirizzo che avremmo poi dato alla nostra libreria. Un percorso che per me ha rappresentato una avventura doppia, perché l’apertura della libreria nel settembre 2014 ha coinciso con l’inizio di una gravidanza che poi ha portato un nuovo lettore tra il pubblico, il piccolo Giaime.

Partiamo dall’inizio, come nasce l’idea della libreria, con la vocazione per letteratura, viaggi, arte e poesia?
Diari di bordo è una piccolissima libreria indipendente nel cuore del centro storico di Parma, dedicata al tema del viaggio ma non solo. Aprire una libreria indipendente in una realtà come Parma, particolarmente attenta ed esigente, che ospita librerie radicate storicamente nel territorio oltre alle grandi catene, è una sfida che mette a dura prova. Per questo era fondamentale partire con un chiaro e preciso progetto culturale di base, anzitutto differenziandosi. Non avrebbe avuto alcun senso aprire l’ennesima libreria generalista, non solo per l’impossibilità di competere con catene editoriali su tre piani e con le altre realtà già presenti da anni in città, ma anche e, soprattutto, perché non si offrirebbe niente di nuovo e di realmente attrattivo per il lettore che, se è davvero tale, è curioso e necessita di essere stimolato con proposte insolite, alternative e di qualità, come lo sono tutti i nostri titoli. Per questo chi entra ai Diari di bordo ha da subito la percezione di trovarsi in un luogo diverso dagli altri, dove non si rincorre necessariamente l’ultima uscita, dove non si trovano libri di calciatori o di soubrettes solo per fare cassa, ma dove si trova invece un libro in edizione limitata che racconta le impressioni di viaggio di navigatori veneti sulla rotta per l’India, le suggestioni vissute da Montesquieu nei suoi primi soggiorni in Italia, la Grecia raccontata da Kavafis, i reportage dai luoghi dell’ex Jugoslavia, le storie di navigazioni e di montagna, i racconti di epici viaggi in bicicletta o del viaggio lento a piedi, le poesie di grandi autori del nostro tempo che raccontano i luoghi, o bellissimi libri di viaggio per l’infanzia o graphic novel che sono testimonianze da luoghi di guerra attraverso lo sguardo di un bambino. Ma anche romanzi e poesie dell’editoria indipendente di qualità che fanno riflettere su temi sociali e su reazioni a volte distaccate su grandi problematiche dei nostri giorni, o grandi libri di fotografia e che si interrogano sulla fotografia, in modo intelligente e non meramente didascalico. Libri che chiamano i lettori e che si fanno leggere anche se sono usciti da qualche anno, un buon libro è tale se riesce a scuotere il lettore e a portarlo a creare collegamenti continui e sempre nuovi con altri libri e altre realtà. Tutto questo e molto altro è racchiuso tra gli scaffali di Diari di bordo.

Dal sito leggiamo “A predominare è la letteratura indipendente di qualità” come si individuano e scelgono libri aderenti a questo ambito?
Uno dei nostri obiettivi è stato ritagliarci fin da subito, all’interno della città, uno spazio originale per i lettori, lontano dalle logiche della grande distribuzione. Nella scelta delle case editrici indipendenti di qualità siamo parecchio oltranzisti e integralisti. Per reggere e durare nel tempo, dicevamo,era necessario differenziarsi dal panorama presente in città, così non solo abbiamo pensato al viaggio e ai luoghi come temi portanti del nostro progetto, ma anche di selezionare ogni singolo titolo dal catalogo di ogni casa editrice. Avere un indirizzo preciso era fondamentale come pure la scelta di creare solo ed esclusivamente rapporti diretti con le case editrici indipendenti di qualità per poter proporre, poi, titoli da scegliere uno ad uno e da poter inserire nei nostri scaffali. Fare la filiera corta, senza passare da agenti e intermediari, era uno di questi obiettivi proprio per poter scegliere in base ai propri gusti e poter dare un’impronta strettamente personale alla libreria.

Siete molti attivi sui social e anche molto creativi con video trailer, di vero intrattenimento, è possibile che questo identifichi un altro modo di essere “libraio” diventando dei veri e propri book-influencer?
Le librerie come la nostra che esistono e insistono e resistono devono per forza di cose inventarsi nuove idee, stimoli, pungoli per il lettore. Per restare in piedi saldi, bisogna proporre cose particolari e differenziarsi. I librai,poi,soprattutto quelli indipendenti, sono importanti, anzi, fondamentali per la promozione e la divulgazione dei libri. Con la crisi dei libri e della lettura i librai, quelli preparati e competenti, possono diventare supporto fondamentale per gli editori, per gli scrittori, ma soprattutto per i lettori. Differenziarsi e offrire Qualità comporta anche inventarsi alternative. Per far circolare buone idee e buoni libri bisogna essere “coraggiosi” e sperimentare, mettere a frutto la propria creatività e pure osare, sapendo ridere di sé.

Che difficoltà affronta sul mercato una libreria indipendente?
Nel tempo del digitale e di Amazon, nel tempo delle grandi catene e della grande distribuzione che ti ritrovi pure in Posta e al supermercato accanto al banco dei peperoni, le difficoltà per una libreria piccola e indipendente sono tante a partire dalla crescente scarsità delle vendite. Le vendite sono andate a calare pesantemente e l’aria di crisi, è inutile negarlo, si è fatta largo ovunque in questi anni e ha investito tutto il mercato dei libri, ma i continui segni meno hanno inciso sul quotidiano procedere soprattutto delle piccole realtà come la nostra che non sono supportate dalle grandi casi editrici e non possono permettersi una scontistica da canto delle sirene.

Moltissime sono le librerie indipendenti che negli ultimi anni hanno chiuso, librerie anche storiche. Colpa della crisi, della concorrenza sempre più spietata di grandi librerie di catena, dell’aumento delle vendite sugli store online, e della concorrenza degli sconti che una libreria indipendente non si può permettere. Di fronte a tutto questo, per far prevalere sempre la qualità noi abbiamo con grande entusiasmo e fatica cercato di creare quella filiera corta tra libreria e editori instaurando rapporti diretti e senza intermediazioni proprio cercando di ottenere una scontistica maggiore che ci permetta di respirare.Le spese per mantenere in piedi la baracca sono tantissime, tra tasse e affitti esosi in centro storico e bollette e fatture da pagare. È un attimo e si viene strozzati e travolti da questo andare, per cui è necessario mettersi a tavolino, librai e editori, e trattare. Io ti assicuro la vendita dei libri, una buona promozione e visibilità sui social media, presentazioni di grande livello e tu mi vieni incontro con una buona scontistica che ci permette di sopravvivere ad entrambi.

L’editoria oggi tra grandi gruppi e miriadi di medie e piccole case editrici, come si orienta il lettore? è immaginabile dal vostro osservatorio definirne il profilo attuale?
Purtroppo il mercato editoriale attualmente è molto confuso: si pubblica di tutto senza filtri e senza regole e tutti scrivono libri e i libri si trovano ovunque. Il mondo editoriale è profondamente cambiato negli ultimi anni: ogni giorno escono circa 170 titoli, in gran parte novità.I libri che arrivano sul mercato sono davvero troppi e non sempre ce ne sono di validi. Saper fare da filtro non è semplice. La vita dei libri su uno scaffale, in questo modo, diventa così sempre più effimera, e nonostante il calo delle vendite si continua a pubblicare sempre di più, creando anche un effetto disorientante sul lettore. Noi siamo librai piuttosto anomali, nel senso che a questa logica abbiamo detto no. Per noi un buon libro non scade mai e per questo ci rivolgiamo a quella tipologia di lettore forte e vero che apprezza le belle Storie. E anche per promuovere meglio i libri e fare da filtro con i lettori preferiamo essere parte attiva nelle presentazioni dei libri all’interno della nostra libreria, per cui necessariamente studiamo già a fondo il libro che settimanalmente presentiamo. Ma non solo: Alice cura uno spazio molto curato e dettagliato di consigli di lettura all’interno delle pagine del giornale Repubblica Parma, mentre Antonello sul Blog di Giudittalegge ogni settimana propone uno Zaino con delle letture da suggerire. Siamo quella specie in via di estinzione di librai lettori, per cui crediamo fermamente che il compito principale di noi librai sia quello di consigliare e consegnare belle storie. Fare da filtro per cercare di capire le esigenze del lettore e saperlo indirizzare nelle scelte. Noi scegliamo i titoli della nostra libreria tra quelli dell’editoria indipendente di qualità e li scegliamo uno per uno cercando poi di raccontarli ai nostri lettori. E, naturalmente, non puoi mentire al lettore che risponde al profilo di lettore forte e vero, perchè stai trattando con una persona dal palato raffinato , abituato a masticare solo bella prosa e belle trame.

Organizzate anche molti eventi, che risposta riscontrate?
Le presentazioni, i reading e le letture ad Alta voce in librerie come la nostra funzionano, eccome! E abbiamo una risposta molto forte da parte della città. Siamo diventati molto affermati all’interno della città proprio per questo genere di eventi che ci caratterizzano per la loro formula innovativa. Libri e non solo. Diari di bordo vuole offrire ai propri curiosi lettori anche eventi, presentazioni e persino mostre. Dentro le mura di Borgo Santa Brigida il concetto di viaggio si fa esperienza. Un vero punto d’incontro per gli appassionati esploratori del mondo e della vita, insomma. All’interno di un piccolo spazio cercare di portare avanti un progetto culturale molto ben definito dove non solo proporre libri dell’editoria indipendente che non si trovano facilmente in altre realtà, ma anche cercare di trasmettere il valore del libro stesso attraverso incontri con autori e letture ad Alta Voce, in modo da coinvolgere i lettori ‘veri’ in maniera attenta e poco formale. Abbiamo cercato, in tutti i modi, di togliere la polvere dalla canonica presentazione con il giornalista locale autoreferenziale o con il trombone concentrato esclusivamente sul suo ombelico. Il lettore curioso ha bisogno di spazi intimi e informali, di stimoli nuovi e nuove formule più snelle di presentazione. Abbiamo trovato una formula basata sul piacere del confronto intorno al libro ma anche sul piacere dell’intrattenimento all’interno di una dimensione fortemente umana.

Date spazio anche a letteratura o saggi a temi ambientali?
Certamente. Ad esempio anche quest’anno partecipiamo per il secondo anno di fila al festival di turismo responsabile It.a.cà. di Parma con iniziative e promozioni di libri tematici sull’ambiente. Lo scorso anno, proprio in giugno, per quel Festival avevamo fatto un “viaggio alla scoperta di eco-migrazioni, cambiamento climatico e agricoltura sostenibile” discutendone con Andrea Merusi, autore del libro “La Sfida di Oggi. Il Cambiamento Climatico e il rapporto tra uomo e natura” e con Anna Kauber, autrice del libro “Le Vie dei Campi” e ideatrice dei progetti “Articoltura” e “PASTORE femminile plurale”. A mediare questi incontri ai Diari è un amico della libreria, Francesco Dradi di Legambiente. Sempre con Francesco Dradi, per due estati di seguito, abbiamo organizzato con i bambini dei campi solari estivi di Legambiente delle splendide mattinate di letture in libreria a tema ambientalistico.

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Le librerie indipendenti: I Diari di Bordo – Intervista a Antonello Saiz e Alice Pisu

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