la nostra scelta di sostenibilitàscopri di più

Sul sito della libreria Walden leggiamo: “Tutti gli uomini hanno bisogno non di qualcosa con cui fare, ma di qualcosa da fare, o piuttosto di qualcosa per essere.” H. D. Thoreau, Walden

Milano una libreria con spirito sostenibile: abbiamo pensato di conoscerla meglio scambiando due chiacchiere per approfondire le scelte fatte.

Come nasce il progetto Walden e quale l’idea che lo caratterizza?

Walden nasce dall’idea di quattro amici d’infanzia (Leonardo Caffo, Paolo Augugliaro, Antonio Inserra e Matteo Pitanza) che hanno scelto di investire tempo e denari nella creazione di un posto che potesse diventare luogo di cultura, di dibattito e d’arte ma anche di distensione, una piccola oasi verde nella trafficatissima Milano. L’idea che abita Walden è quella della sosta, del restare, del riappropriarsi di un tempo di qualità. Ospitiamo mostre, presentazioni, reading, siamo pronti a cogliere le suggestioni di autori affermati ma anche di nuove leve dell’arte e della letteratura. D’altro canto siamo un bistrot, perciò ci si può fermare anche per colazione, pranzo, aperitivo…in ogni momento della giornata Walden si reinventa per accogliere il viandante in cerca di un attimo di pace.

Il nome ci ricorda il grande Thoreau, quale la connessione?

Leggenda narra che uno dei soci fondatori, Leonardo, dopo aver letto “Walden ovvero vita nei boschi” ne rimase folgorato e se lo tatuò. Al momento di scegliere il nome dell’-ora-Walden, l’occhio degli altri tre soci cadde sul tatuaggio: dal nome si passò all’intera filosofia che anima il testo, una filosofia che ci parla di rispetto per l’ambiente, di resistenza alla pressione sociale, di responsabilità rispetto al proprio definirsi come individui. Ecco che allora trovate la nostra cucina vegetale, i piccoli editori indipendenti, una vegetazione insolita alle pareti che strizza l’occhio ai boschi del Massachusetts, piccoli accorgimenti logistici che vanno nella direzione di una sempre maggiore sostenibilità ambientale. Soprattutto, però, Thoreau torna nella sua capacità di prendersi del tempo per distaccarsi e riflettere: ispira il nostro Walden ad essere prima di ogni altra cosa uno spazio di possibilità.

Quale pubblico riuscite ad attrarre?

La nostra clientela è molto variegata. Siamo conosciuti come spazio di smart working e di studio per le più disparate fasce d’età. Clienti affezionati sono diventati nel tempo i residenti (la nostra politica pet friendly è stata d’aiuto) ma anche chi è capitato per caso ad un aperitivo e non ha più saputo rinunciare alla nostra focaccia sfornata calda ogni giorno. Durante le presentazioni letterarie o artistiche spesso le facce cambiano, si tratta di interessati a temi o autori specifici. Walden offre un’atmosfera informale ma curata, attenzione e calorosità nel servizio, arredamento di design, una cucina originale e wi-fi libero: tutti questi elementi ci garantiscono un pubblico eterogeneo per età, genere e professionalità.

Che peso hanno gli eventi letterari nella vostra offerta?

Senza dubbio definiscono la nostra identità di caffè letterario, caratterizzando in senso forte quello che altrimenti sarebbe un semplice bistrot. Essendo aperti da poco più di un anno abbiamo ancora ampi margini di miglioramento rispetto alla programmazione culturale, alla selezione dei testi e delle opere che esponiamo (e vendiamo). Ci stiamo ancora assestando come punto di riferimento nella ristorazione e questo richiede grandi investimenti di tempo e di energie; inoltre su Milano la proposta di eventi culturali è vastissima e questo si traduce in un’altrettanto vasta dispersione della partecipazione. L’obiettivo per il 2019 è quello di “illuminare” l’anima letteraria di Walden con eventi di qualità che consentano il vivifico scambio di energie e cultura che ci ha motivato a intraprendere i primi passi in una scena al limite della saturazione quale è quella milanese.

Quello del libraio è un lavoro affascinante ma difficoltoso: come affrontate la sfida?

Appellandoci ad un amore per la cultura in cui abbiamo ancora piena fiducia. La scelta di avere autori indipendenti ci consente di lavorare molto sulla selezione dei testi e sul rapporto di fiducia che va pian piano instaurandosi con il libraio (qui: libraia). Organizziamo dei piccoli eventi a latere che avvicinino il pubblico al mondo-libro, come corsi di conversazione in inglese (a partire dalla lettura in lingua di “Walden”), laboratori di scrittura, un piccolo ma agguerrito gruppo di lettura. In primo luogo però trasmettendo la passione per ciò che facciamo: la qualità del rapporto che nasce tra gli avventori e lo staff è un ingrediente fondamentale non solo per l’ormai stra-citata “fidelizzazione del cliente” a livello di ristorazione, ma anche per quel che riguarda l’umanità della professione di libraio. Siamo una piccola libreria, in una piccola traversa di una grande città: la sfida è ripercorrere la strada che dalla relazione porta allo scambio di idee, al confronto, alla libertà di pensiero e di scelta. Solo allora potremo tornare al libro come emblema di un dialogo più ampio, tra esseri umani prima che tra lettori.

Libreria Walden: http://www.waldenmilano.it/

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Libreria Walden a Milano: concept green e cultura letteraria