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bosco-di-ausNel bosco di Aus | Chiara Palazzolo
PIEMME, 2011

Recensione dei lettori di ZEST: Nadia Gambis

CARLA, CORRI! Un incipit che conquista da subito il lettore e che costituisce il filo conduttore dell’intero romanzo.

In una imprecisata cittadina del sud Italia, una famiglia comune, composta da un’insegnante stressata e sempre di fretta, Carla, con un marito disattento ai suoi bisogni e colleghe di lavoro arriviste o sciocche, e tre figli: il più grande è Andrea, che ha gli occhi cerchiati di rosso (si scoprirà che si fa le canne), Nikka (il suo vero nome è Nicodema, un nome che lei rifiuta), figlia ribelle che ha i capelli colorati di rosa, e il piccolo Albertino, lo gnomo malefico ed esoso, come dice la mamma che talvolta lo picchia convulsamente, anche se lo ama da morire, e che in cambio di regali tace sulla verità di lividi e cadute. E un gatto, Nuvola. Una vita come tante. Poi, finalmente, il trasloco nella casa dei suoi sogni, una casa vicino al bosco di Aus, simbolo della sua ascesa sociale. Ne è segno tangibile l’amicizia con Amanda Satriani, la potente signora padrona della collina dove si trovano altre splendide case colorate e un castello che sembra trasparente. Amanda la inviterà sempre più spesso a giocare a burraco con le sue amiche. Storie di quotidianità, all’apparenza, dove niente però è ciò che sembra. Nel bosco di Aus, contrazione dialettale per bosco dell’Abisso, cerchi di funghi che sono cerchi delle streghe, ombre inquietanti e fantasmi dal passato, possessioni e patti con il diavolo, partite a burraco dove ci si gioca la vita, una vecchia strega “brutta come la fame” che solo Albertino riesce a vedere, scontri di streghe. Non esistono le streghe vere, dice Carla. Invece esistono, dice Amanda, solo che non sono crudeli Arpie, ma donne che cercano di approfondire le loro capacità quando sprofondano nella disperazione. Al centro di tutto lei, Ecate, “L’eterna clandestina che si muove fra più mondi”, la donna che incede tra cani ululanti che le fanno corteggio. Dea della notte e della luna. O della morte. In un tragico duello finale di magia, che ha per posta Albertino, o meglio l’amore infinito di un bimbo, l’arcano si disvela. I corpi si fronteggiano fino all’esito sorprendente. “È nel corpo che risiede il potere”, “Perché a questo servono i corpi – a lottare.”

Palazzolo usa gli strumenti del fantasy e dell’horror per reinventare il genere e creare una storia suggestiva che recupera archetipi primordiali e superstizioni ancestrali. Domina la dimensione del perturbante: il quotidiano si fa elemento straniante dove tutto si fonde e si confonde, la linea del tempo si sovrappone e scompare nel nulla, lo spazio è altro da quello che sembra, una casa di fiaba che è un covo di streghe, un bosco dove tutto precipita.

Lo stile, che si muove tra il livello volgare e quello alto (fra i tanti, uno splendido omaggio a Leopardi: “È una serata bellissima. Chiara e senza vento – la luna non è ancora sorta, ma stanotte sarà piena.”, 438), appare lineare, ma nel contempo è sperimentale: al tondo si affianca il corsivo o il tutto maiuscolo seguendo i pensieri, il tono o l’emozione del discorso; mancano le virgolette nel discorso diretto; scompaiono i puntini di sospensione; la lineetta ritrova un suo valore molteplice; manca talora il punto fermo per l’affanno e l’urgenza della frase che non finisce; la terza persona si unisce alla prima senza soluzione di continuità; il lessico o la sintassi osano soluzioni ardite che ben si sposano al contesto: “le lacrime che non smettono di gocciare” (262), “Senti a nonna” (263), “Possibile che non capisce?” (352), “Mi hanno incantesimata. Mi hanno affatturata” (366), “Il polso si storta” (374), “Una Ecate furente d’amore che invasa il bosco di disperazione (463), ecc. Il ritmo talora è lento e meditato, talaltra si fa veloce e quasi furioso, accompagnando lo spartito delle scene.

In sintesi: uno stile che intriga e una storia che strega.

Un unico difetto (che non è del testo né tanto meno dell’autrice): il romanzo è fuori catalogo, perciò occorre rivolgersi al libraio di fiducia oppure ordinarlo online nei siti che vendono remainder. Ma ne vale la pena.


Nota Biografica

Chiara Palazzolo: Nata in Sicilia ma romana d’adozione, è mancata prematuramente nell’agosto 2012.
Autorevole firma dell’horror italiano, dal suo esordio nel 2000 con il romanzo La casa della festa (Marsilio), ha sempre conquistato l’apprezzamento di pubblico e critica.
Per Piemme sono seguiti I bambini sono tornati (2003) e la Trilogia di Mirta-Luna, con Non mi uccidere (2005), Strappami il cuore (2006) e Ti porterò nel sangue (2007).
Nel 2011, sempre per Piemme, ha pubblicato Nel bosco di Aus, un inquietante romanzo di altissima suspense con cui ha confermato il suo successo. (Fonte casa editrici Piemme)

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