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Pinna Morsicata | Cristiano Cavina
Marcos y Marcos, 2016

di Emanuela Chiriacò

In prima liceo, l’insegnante di inglese assegnò un compito a casa: descrivere il proprio carattere attraverso un animale. Io scelsi il delfino perché è un animale che sembra sorridere sempre e da una ricerca, ovviamente analogica ai tempi, scoprii che ha una spiccata sensibilità e soprattutto perdona ma non dimentica.

A distanza di trentuno anni, incontro il libro per ragazzi dal titolo Pinna Morsicata (Marcos y Marcos) di Cristiano Cavina e decido di leggerlo con mio nipote Lorenzo che ha dieci anni.

Pinna Morsicata, il protagonista, è un delfino con una cicatrice sulla pinna caudale causata dall’attacco di uno squalo che le ha ucciso la mamma. Educato ai principi del gruppo rimane un diverso e non risponde alle logiche del clan; la curiosità lo spinge a superare le sue paure e a sperimentare, mettendosi anche nei guai.

Dalle prime pagine si capisce infatti che gli è successo qualcosa di brutto e che attraversa un periodo blu (Lorenzo pensa subito a Sadness/Tristezza di Inside out) e destrutturante tra irrequietezza e solitudine, senza rotta e direzione, in balia del mare.

Ha il cuore spezzato e ne è il principale responsabile; lo sguardo deluso di chi ha perso la gioia, e quando un delfino perde la gioia, perde tutto e deciso di non voler continuare a vivere; è arrivato al punto di lasciarsi andare allo sprofondamento verso gli abissi, verso la notte eterna senza opporre resistenza perché è consapevole che Le cose belle sono quelle che fanno più male, quando ci si ritrova a essere soli. Ti cadono addosso quando meno te lo aspetti, come se fossero brutte.

La vita però è quello che ti capita mentre sei impegnato a fare progetti, anche i peggiori e irreversibili, e nel racconto accade il miracolo dell’imprevisto.

Pinna Morsicata incontra un pesce a forma di baule o forse valigia con un problema alle code che gli impedisce di risalire la marea e che gli fa notare che un fratello Non è così che dovrebbe navigare e gli chiede aiuto «Ho un guasto alle code, continuo a colare a picco, potresti nasarmi in su?»

Pinna Morsicata lo percepisce come un intralcio al suo piano e pensa quanto sia difficile scomparire come si deve, quando ci si ritrova qualcuno tra le pinne.

Due pesci con due caratteri molto diversi; Spigolo, un pesce giallo, poliglotta, loquace e impiccione e Pinna Morsicata un delfino diffidente, introverso e poco propenso a diventargli amico. Anche

Spigolo però ha navigato in molti mari e ha perso qualcosa e grazie al potere attrattivo della similitudine, Cavina permette loro di unire le rotte e nuotare pinna a pinna; così il delfino capisce che si può andare più veloci e nonostante battibecchino, si scontrino, imparano a conoscersi.

Questa amicizia in costruzione permette all’autore di toccare sentimenti come la tristezza, la paura, la fragilità, la diversità, il senso di colpa, l’amicizia e dire che il percorso di crescita non è sempre lineare e immune dal dolore, e che nessun incontro capita per caso.

Nel suo stupore, Lorenzo percepisce i punti di criticità degli adulti, parliamo di emozioni sociali, delle loro inutili applicazioni e contraddizioni.

Ecco perché Pinna Morsicata è un libro per ragazzi che può fare bene agli adulti.

È prosa haiku che permette con l’immediatezza e l’apparente semplicità, la possibilità di scorgere tra le righe uno spazio vuoto ricco di suggestioni, che il lettore, a prescindere dall’età, può colmare a modo suo.

Spigolo e Pinna sono la dimostrazione che nell’infelicità il coraggio sostituisce il sole; che la vita è l’arte dell’incontro e se capita quello fortunato, tra anime diverse ma simili, è possibile crederci ancora.

Alla fine del libro, Lorenzo mi chiede se almeno qualche volta può dire Vaffancoda ma si capisce che lo dice per nascondere il magone del dover lasciare la storia. Gli spiego che la fine di qualcosa è trasformazione e saper lasciare andare è amore e che solo quello ci offre la possibilità di un nuovo inizio.

Mi guarda e mi dice che le illustrazioni (curate da Laura Fanelli) sono bellissime e che l’artista ha usato due colori primari: il blu e il giallo e mi chiede: « Lo sai che se li mescoliamo ci regalano il verde?»

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Pinna morsicata | Cristiano Cavina