la nostra scelta di sostenibilitàscopri di più

Post somnium - Marco Corvaia
Ensemble edizioni - 2019

Marco Corvaia (Palermo, 1980) ha pubblicato il libro Pino se lo aspettava. Il racconto della vita e della morte di padre Puglisi (Navarra, 2012) e numerosi testi, narrativi e poetici, segnalati dalla critica e vincitori di numerosi premi.

per gentile concessione di casa editrice e autore vi proponiamo la lettura di un Estratto dalla raccolta.


#1

Una fragranza acre si è impigliata
nei cavi elettrici che collegano nembi
al di là della persiana
indolenzita e svogliata e verde
io copro il viso con mani che
non sono più abbastanza grandi
riassorbiti i calli, le cicatrici e le fratture
mi nascondo sotto il tavolo degli scarabocchi
dietro la tenda dei mille strappi
sopra l'armadio come una valigia inoperosa
e di nuovo dietro le mie mani, fresche;
in questa giungla romanzesca
riconosco le piante a cui ho confidato utopie
gli animali che ho incontrato e amato e perduto
«Raccontami un'altra fiaba»
come la racconterò io, superate le bufere
le frane, gli strazi, i putiferi e i massacri
le fortune, l'ilarità, i traguardi e le rinascite
superate le cataste di soffici quaderni
che conserveranno questa e tutte le altre;
reclamo una scodella di mirtilli, un paio di capricci
ma là in fondo... delle presenze appannate
non si prendono cura di me
«Prendimi in braccio»
una volta e tutte le volte
sempre fino a farmi addormentare
nella grammatica della tenerezza
che non devo scordare, che voglio ridare
restituirla come un bambino, all'improvviso;
avere cinque anni, otto, dieci
scovare gufi, periscopi discreti, giganti robotici
escogitare proteste, contestazioni, insurrezioni
arrampicarsi dappertutto, nuotare nel silenzio
con un ninja fedele che mi protegge da lontano
ma non ha un nome e non parla mai
in un caleidoscopio festoso di corse e salti
in un condominio criptico, in una vacanza asmatica
mia madre è Sophia Loren, mio padre è Zorro
mio fratello è l'unico più piccolo di me
e la morte non è ancora stata inventata.

#10

Questo cuscino non è mai stato tanto confortevole
quanto adesso che la luce è per me
frastagliature sinergiche
vividezza quiete e leggiadri sorrisi
sfumatura seducente e incisione fantastica;
lo abbraccio ancora un po', trattenendo serenità.

Che poi mi piace fare bei sogni
assaporarli a lungo, serafico
e strofinarci il viso dentro
finché sono lì, con me.

Ero dove vorrei essere, screziato da barlumi
esaudito nei petali di salsedine
tra la boscaglia gentile e poche fattorie
animate dagli amici più leali.
Ero la persona che vorrei essere, consistente fulgore
negli impegni e nelle delizie
tra progetti di carta e intenzioni di pietra
con l'atteggiamento adeguato a zenit e nadir.
Ero con chi vorrei essere, in attraenti scintillii
quanto è bella quando pensa all'aurora boreale
e alle piogge di meteoriti che disegnano pentagrammi
chi non vede la sua bellezza non la vede affatto.

Che poi è benefico
arrendersi alle sue carezze, ai vini liquorosi, ai tulipani
alle melodie della natura, alle stelle sopra la montagna
al suo profumo, alle spiagge coralline, alle spezie
alle scoperte gioiose dei bambini più affettuosi;
arrendersi alle bizzarre storpiature della creatività.

La luce sovrasta il dedalo successivo
mi solleva, agile
e volteggio in un viaggio esotico
come un aquilone senza filo.

#12

Mancherai alla grazia dei gigli eterei
al garbo dei limoni che non origliano mai
alle libellule cangianti che arrivano da ovest
ai vortici sensibili nella mia tazza da tè
alle colazioni soavi e alla generosità
alle sporgenze arrotondate e ai violini
ai lecci, ai faggi e alle querce che ci ospitano
ai merli, ai cervi e ai conigli più amichevoli,
se ti sperderai nelle emozioni minori
nelle variabili, negli imprevisti e nei turbinii
waiting for
ma non accadrà, non in questa oasi affettiva
«Com'è il mondo visto dai tuoi occhi?»

lo esplori con il dosatore di gentilezza
che è una perla fra i tuoi pregi di velluto
e quest'amabile nostalgia è puro sollievo.

Mancherai ai miei lineamenti assonnati
ai bei ragionamenti ispirati dalla saggezza
alle stoffe che si arricciano al tuo passaggio
alle lusinghe maliziose che ti sfiorano la sera
alle infatuazioni luminose e alle similitudini
ai giocattoli d'epoca e alle pipe che sono pipe
alle noci, alle ghiande e alle mandorle
alle briciole, alla fuliggine e al pulviscolo,
se ti sprecherai in neologismi gracili
nei criteri, nei metodi e nella tecnica
la saudade
ma qui sai essere trascendentale, altroché

«Quando piango sai esserci»
certi sentimenti
alterano la percezione della forza di gravità
e quest'armonia compassionevole spiega le ali.

Share

Post somnium – Marco Corvaia – ESTRATTO su ZEST