la nostra scelta di sostenibilitàscopri di più

 

Abbiamo intervistato Luca Rizzatello,
direttore editoriale e fondatore di Edizioni Prufrock spa.

 

 

 

 


Quali sono le linee concettuali alla base del progetto Prufrock spa e da quali riflessioni nascono?

Prufrock spa è stato fondato nel 2005 da me e da Nicola Cavallaro (videoartista e incisore), come laboratorio di videoarte, realizzavamo videoinstallazioni e sonorizzazioni (https://vimeo.com/prufrockspa). Nel frattempo, essendo a mia volta autore, avevo maturato alcune convinzioni relative a quelle che a mio avviso erano le criticità dell’editoria di poesia, tanto sul versante produttivo quanto su quello distributivo/promozionale; così nel 2012, dopo aver valutato la praticabilità della cosa, abbiamo deciso di trasformare il laboratorio in casa editrice.

Questo progetto prova a suggerire un nuovo modello editoriale o esplora nuove modalità di comunicazione?

Credo che la specificità del nostro lavoro risieda nella compresenza delle due nature a cui facevo riferimento: da una parte la cura per quello che è l’oggetto-libro, attraverso la scelta dei materiali e di un progetto grafico coerente (a cura di Roberta Durante, che realizza per ciascuna copertina un collage-emblema); dall’altra la pratica di dispositivi multimediali differenti (le sonorizzazioni, i booktrailer, le gif animate), per offrire maggiori punti d’accesso all’immaginario che ogni libro sviluppa.

Ibridazione, contaminazione di formule espressive, commistioni quanto si avvantaggia di questo la moderna community di lettori?

Quando si comincia a introdurre il tema dei dispositivi multimediali differenti legati a un libro, il rischio è che questo apparato venga considerato come un elemento di distorsione, di doping, ovvero di depotenziamento del libro in sé. Credo occorra distinguere l’uso della contaminazione di formule espressive che si fa in sede promozionale da quello che invece pertiene alla costruzione del libro, oltre la sua dimensione tipografica. Se, per esempio, prendiamo in considerazione l’ipotesi di una lettura con sonorizzazione, è fondamentale che la parte sonora sia realizzata ad hoc e professionalmente, a partire da uno studio dei testi. La stessa cosa vale nel caso in cui si decida di realizzare un booktrailer, o una videoinstallazione. Costituire una filiera che tenga conto di tutte le professionalità riduce le derive amatoriali delle produzioni, a vantaggio delle lettrici e dei lettori. Crediamo sia una forma di rispetto.

Che riscontro avete ad oggi?

Nei primi quattro anni di vita la casa editrice sta crescendo in termini di riconoscibilità, e la cosa che maggiormente ci gratifica sono i riscontri trasversali che riceviamo, al di là delle logiche di appartenenza. Le criticità a cui facevo riferimento nella prima risposta sono in buona parte di tipo distributivo/logistico, ma questo è un sintomo. In altri termini, per molti anni l’editoria di poesia è stata in grandissima parte sinonimo di editoria a pagamento, secondo la pratica dell’autoproduzione, vuoi nella forma della copertura totale dei costi, vuoi in quella del contributo spese a carico delle autrici e degli autori. Questo ha comportato, a mio avviso, un fisiologico disinteresse da parte di questi editori (che, sia chiaro, hanno operato in piena legalità, in accordo con autrici e autori) a mantenere in piedi una rete distributiva, seppure selezionata, e a mettere i libri negli scaffali delle librerie. E le librerie, di conseguenza, hanno cominciato a ritenere buona parte dei piccoli editori di poesia referenti commerciali non particolarmente interessanti. Perciò stiamo cercando di ricostituire una rete di librerie fiduciarie (essendo la distribuzione tradizionale per noi economicamente insostenibile), e noto che progressivamente anche altri piccoli editori di poesia lo stanno facendo, e questo è vitale.

Quali strategie di comunicazione adottate?

Pubblichiamo mediamente quattro libri all’anno, e questo ci consente di anticipare l’uscita del libro strutturando volta per volta campagne dedicate, che facciano arrivare al libro mettendo insieme degli indizi: prendiamo molto sul serio la componente ludica del lavoro. Utilizziamo i social network per condividere i materiali, per segnalare le recensioni e i risultati dei premi letterari. Ma il contesto ideale e più gratificante, a nostro parere, è quello delle presentazioni, perché consente uno scambio effettivo, una comunicazione in senso proprio.

Come avviene la scelta delle scritture proposte? 

Ci interessa pubblicare dei libri tali per cui le poesie non sortiscano un effetto compilation. Ogni libro del catalogo esprime, e consente, un attraversamento, ciascuno secondo specifiche modalità stilistiche. Quando si parla della poesia, del perché i numeri che fa l’editoria di poesia siano bassi eccetera, nove volte su dieci emerge il tema la poesia non si capisce. Questo discorso è veramente importante, apre molti spunti di analisi, per esempio occorrerebbe parlare del fatto che, al contrario, i poetry slam sono molto seguiti dal pubblico, e quindi mi verrebbe da pensare, restando all’interno di questo ragionamento, che allora quelle poesie si capiscono. Ma se le poesie dette nei poetry slam fossero nei libri, ci sarebbe comunque lo stesso riscontro di pubblico, nella forma di lettrici e di lettori? Ma soprattutto, se quelle poesie funzionano quando sono dette, perché dovrebbero venire (anche) pubblicate?

Finora abbiamo pubblicato autrici e autori in cui la tenuta del testo è forte sia dal punto di vista lineare (sulla pagina) che nel momento della resa orale. Cercando di tirare le somme, direi che non si dovrebbe confondere il grado di complessità di un testo con il suo grado di leggibilità.

Quali pubblicazioni ci segnalate per avere una idea del lavoro della casa editrice e quali i progetti futuri?

Segnaliamo l’uscita più recente, Esercizi di vita pratica, di Gilda Policastro, (recensito da ZEST qui) che inaugura la nuova collana ago, in cui c’è una compresenza di testi in prosa e in poesia. All’interno del libro ci sono dei QR code, che rimandano a una pagina Soundcloud dedicata, nella quale Gilda legge, su sonorizzazioni di Stefano Di Trapani. Credo che questo sia il miglior modo per sintetizzare quanto detto finora. Per chi fosse interessato a consultare il catalogo, leggere gli estratti dai libri e vedere i booktrailers, questo è il link: https://prufrockspa.com/catalogo-generale-versione-scaricabile/

Share

Il progetto di Edizioni Prufrock spa: intervista a Luca Rizzatello

Discussion

Leave A Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *