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GLI IPOCRITI
di Eleonora Mazzoni
Chiarelettere, Milano 2015

“Non so perché, i miei ridono solo fuori di casa, mai dentro.”

Scoprire a 16 anni che tuo padre è un libertino impenitente mascherato di moralismo e contemporaneamente fare i conti con l’esclusività di certo impegnativa, di certo stimolante, di un noto movimento confessionale, significa affacciarsi alla vita adulta schivando raffiche di realtà e messaggi contraddittori.

Emanuela spia la vita della sua famiglia con piccole telecamere camuffate da suppellettili, scopre le divagazioni amorose di papà critico cinematografico (“con le giovani attrici faccio scorpacciate”) e osserva lo scialbo estinguersi dell’amore fra papà Amedeo e mamma Sara con quest’ultima ad arrendersi ad un declino da casalinga compulsiva.

Emanuela vive l’inadeguatezza dei genitori a intercettare le sue mute invocazioni, il suo fisiologico bisogno di avere una guida autorevole, si arrangia sull’otto volante dell’adolescenza adottando punti di riferimento cangianti: l’amica Paola, cavalla di razza del Movimento, l’ispirato Don Ettore, un po’ filosofo un po’ mental coach, l’amica “fuori dal giro” Linda, assolutamente carnale e leggera, “porcellina epicurea”.

Emanuela insicura, consapevole e sensibile, ironica, distante dalle teorie sull’amore e il sesso professate dalla frivola Linda, ma allo stesso tempo ricettiva, sufficientemente disincantata, capace di soppesare il turbamento provocatole da Sam, il bello e canaglia della scuola.

Dunque una protagonista perfettamente imperfetta, ma non solo.

Nelle derivazioni del racconto, nel racconto di una crisi famigliare, il tragitto complesso di Amedeo, una storia tragica che rivela l’infanzia turbata e dolorosa dell’uomo, un presente aggrovigliato.

Amedeo sul punto di crollare, in piena crisi di mezza età, errori imperdonabili i suoi, forse da comprendere, destinati a figliare l’odio instabile di Emanuela, sempre più dubbiosa, distaccata e sul margine del precipizio quando il mondo inizia a fluttuarle davanti incomprensibile.

“Gli Ipocriti” di Eleonora Mazzoni è lo sgomento e la fatica di ritrovare ogni volta un senso profondo dopo la caduta. Con nitidezza e brio testimonia l’adolescenza, e poi l’età adulta, la maturità genitoriale che si contraddice, la bruciante consapevolezza del tempo trascorso e l’accanimento nel volerne ritrovare traccia. Ma è anche il quasi reportage dal cuore di Comunione e Liberazione, la descrizione di una piccola comunità forse esemplificativa del disegno generale, microcosmo solidale e gerarchizzato al suo interno, sprezzante, intraprendente, desideroso di incidere all’esterno, come testimoniano le parole di don Ettore: “Dobbiamo portare Cristo dentro alla scuola, al lavoro, dentro alla politica e all’economia. Addirittura dentro agli affari, no? Perché Cristo c’entra. Con tutto. Cristo e febbre di vita”.

È sincero il romanzo di Eleonora Mazzoni, incalzante, documentato per quanto può essere documentabile la vita. È una lettura che muove pensieri. Al di là di opinioni religiose e sistemi confessionali ricusa l’individualismo, infido male dei nostri tempi.

Lo consiglierei volentieri a chi ancora non crede di potersi guadagnare la propria identità… ad un’ipotetica Emanuela, ad un ipotetico Amedeo.

Paolo Risi

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Gli ipocriti – Eleonora Mazzoni