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VORREI CHE L’AMORE AVESSE I TUOI OCCHI
Diego Galdino | Sperling&Kupfer 2015

Tyron Lane, un fascinoso pittore australiano, si trasferisce per qualche tempo sui colli senesi, per la precisione nello splendido borgo di Cetona.

Una ricca imprenditrice newyorkese gli ha commissionato una serie di dipinti della campagna toscana, incarico che svolgerà avendo come base operativa la casa della famiglia Ferretti, magione panoramica situata nella parte alta del paese.

Farà conoscenza così con Aldo e Marcella Ferretti, anziani coniugi sempre un po’ ai ferri corti, e soprattutto con la loro bellissima figlia Sofia, dal “corpo snello e sinuoso, splendidi capelli lunghi e castani”, solare, istintiva e piena di vita, ma anche decisa a tener testa a quel tenebroso pittore che non fa nulla per risultarle simpatico.

Intanto il tam tam del borgo comincia a rimbalzare fra vicoli e piazzette, l’arrivo dell’artista famoso è la notizia del momento e Giulia e Giuliana, le migliori amiche di Sofia, pretendono rivelazioni e confidenze di prima mano. Sofia ostenta indifferenza ma è indubbio che la fama e la personalità di Tyron Lane, la cui biografia su internet tratteggia un carattere ombroso e un mistero nel passato, inesorabilmente iniziano a scalfire la sua ritrosia.

Entrambi sulla difensiva (Tyron segnato da una tragica perdita, Sofia insicura e in bilico sulla voragine dei sentimenti) troveranno il modo di capirsi, mandare tutto all’aria e ritrovarsi, una volta per tutte, in una calda mattinata d’agosto…

“Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi” di Diego Galdino, scrittore e titolare di un bar a Roma, riesce con una scrittura misurata a dare valore al tema dell’innamoramento e della passione, argomento abusato e per questo insidioso, e a realizzare un romanzo scorrevole e ben congegnato.

Sofia e Tyron trovano nell’attraente paesaggio toscano il perfetto palcoscenico della loro relazione accidentata e travolgente, e le descrizioni di luoghi e tesori architettonici forniscono un ulteriore motivo di interesse nel tessuto del romanzo.

L’arte, la ricerca della bellezza, ispirano la vita del pittore venuto da lontano e aiutano Diego Galdino a raccontare il sentimento più struggente e complesso… “L’AMORE… che cos’è, alla fine, l’amore? E se fosse puro colore? Senza forma, senza linee, una serie infinita di giallo, rosa, rosso, viola e così via… Una tavolozza di gesti, parole, pensieri da cui attingere a proprio piacimento usando il cuore come un pennello e la vita come una tela”.

Paolo Risi

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Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi | Diego Galdino

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