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se Roma è fatta a scaleSe Roma è fatta a scale | Alessandro Mauro
Exorma Edizioni

 

SE ROMA E’ FATTA A SCALE è una guida sussurrata, mescola le mete turistiche per antonomasia, questa volta in secondo piano, agli obliqui intagli della città, scalinate da e verso luoghi anonimi o immortali.
Le rampe di Roma quasi sempre esplicitano la complessità del tessuto municipale e rappresentano il tentativo di accordare, di istruire collegamenti. Fanno pensare ad un filamento connettivo fra i Poteri, le compagini sociali, l’antico e il provvisorio, automobili ed esercizi commerciali compresi.
Tra settembre 2014 e febbraio 2016 Alessandro Mauro decide di andare in giro per Roma per guardare le scale, con l’intenzione di scriverne. Non ha un’idea precisa di cosa l’aspetti e la dimensione dell’impresa via via si svela con la perlustrazione diretta, la ricerca cartografica e sentimentale. Giunge a incontrarne sui suoi passi un’ottantina e sono almeno altrettante le scale che non rientrano nell’elencazione proposta, un numero che testimonia la complessità del mosaico cittadino, la rilevanza di un tassello urbano solitamente poco considerato. Ovviamente – precisa l’autore – non si è trattato di un censimento, ma di una libera e per certi versi casuale raccolta di scritti, che quasi per infusione compongono un discorso su Roma, magari piccolo, e sicuramente parziale, ma inevitabile.
Il tono del libro edito da Éxòrma è di stupore, trasmette la passione di chi vuole assaporare l’anima dei luoghi, di chi è disposto ad affondare nell’essenza, che il più delle volte è appartata e silenziosa. Fenditure, rampe mimetizzate, ma anche scalinate celebri, vocianti, che accolgono moltitudini, come Trinità dei Monti (uno stato d’animo), la salita del Pincio o quella di accesso allo Stadio Olimpico … “Con la visione che comincia dal cielo, perché intanto che sali puoi guardare in su. Poi, come gli occhi superano la linea dello scalino più alto, l’orizzonte si spalanca intorno e verso il basso – spalti, pista, prato – e lo sguardo è come se si impennasse […] Questa cosa può succedere a qualunque età, ma di solito hai quasi dieci anni, è una splendida domenica di sole, gli spalti sono gremiti.”
Come nelle migliori rappresentazioni della vita e dei suoi palcoscenici, il libro di Alessandro Mauro è un alternarsi di ordinarietà e proiezioni nel sublime, di sopra e sotto, con la possibilità che fra le due dimensioni esista una consonanza impensabile, che la ricognizione ascendente o discendente riveli la trama nascosta della città, il suo palpito segreto.
Il Tevere – a proposito di ritmo vitale, di elementi fondatori – è fra i simboli capitolini più citati nella guida, con le scalinate d’accesso verso il lungofiume, la poesia del flusso inestinguibile o più prosaicamente con l’attrattiva di un ristorantino a pelo d’acqua e il battello della navigazione verso San Pietro. Seducono le visioni discordanti, capaci di sciogliere il filo dei pensieri, perché a Roma la cognizione del tempo è modellabile è può accadere di sostare incantati ad osservare l’Isola Tiberina, perfino gli oggetti di plastica che danzano nel gorgo di una breve rapida.
SE ROMA E’ FATTA A SCALE non è certo una guida classica, piuttosto fa pensare ad un prezioso quaderno di viaggio, magari scritto da un amico che ama e conosce bene la città ed è in grado di rivelarne gli aspetti più intimi e segreti. Mete parallele e percorsi da effettuare eventualmente con l’ausilio di una bicicletta, fra romanità distillata e target turistici, dove si fondono i rumori del commercio e l’aria diradata di vie piccole e tranquille, alcune di esse quasi inaccessibili. Viaggi minimi e quasi senza costo – ricorda Alessandro Mauro nella postfazione – di lentezza urbana, di tempo inteso come un lusso tra i più grandi.

Paolo Risi


Nota Biografica

Alessandro Mauro (Roma, 1965) scrive per mestiere da venticinque anni. Ha pubblicato centinaia di articoli su testate a diffusione nazionale di qualunque periodicità, dal quotidiano al quadrimestrale. Ha curato rassegne cinematografiche e un festival di cortometraggi. Quando non scrive, rivede testi altrui, dedicandosi in ogni caso alla cura di prodotti editoriali. Se Roma è fatta a scale è il suo primo libro.

 

 

 

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