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romanacci tua stefano vigilanteRomanacci tua! | Stefano Vigilante
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Cosa si faceva al Pigneto a Roma negli anni ’70?

Quel quartiere fatto di volti… e di tirare a campare,  oggi è invece un bel quartiere alla moda. Stefano Vigilante che ci è vissuto dipinge in meno di cento pagine e 24 fotogrammi scene di una romanità che ci aprono il cuore e ci strappano un sorriso, luoghi, atmosfere che sentiamo appartenere ad ognuno di noi tenuti insieme da un’ironia coinvolgente e allo stesso tempo malinconica.

L’attore Vigilante, complice un mestiere consolidato e la capacità di comunicazione acquisita sul palco, scrive dipingendo storie, usando il dialetto romano in modo così coinvolgete che ti vien voglia di rispondere qualcosa…. “anche a me! anche a me è successo così!” ad esempio…

Sono spaccati di vita di una provincia che è stata di tutti, momenti familiari, affreschi che fanno parte della memoria collettiva nell’attraversamento di un’epoca. Un sapore vintage che ci stringe in commozione anche quando è il riso a vestirla. E così si susseguono la mignotta alla porta, le domeniche pigre in famiglia a guardare la TV o i calzoni corti alla zuava cuciti con la Necchi da mamma di notte, le enciclopedie vendute durante il film al cinema, i Quindici per abbattere l’ignoranza e… la noia, le file dal dottore, il carnevale che allora era fatto di Arlecchini e Colombine. Non mancano dunque i molti riferimenti alla società del tempo, dalle serie televisive e ai film, ai fatti di cronaca, il rapimento di Aldo Moro, la legge sull’aborto…..

«capito che è st’aborto?».
«no».
«È che se tu madre pensa che non c’ha li sordi per datte da magnà invece de fatte nasce te fa abortì».
«Seee. Se fosse così allora saremmo tutti abortiti al Pigneto». 

e del 1978 si ricordano fatti forse sbiaditi nella memoria ma che allo stesso modo potremmo rievocare con nostalgia.

E poi il Pigneto evolve, diventa luogo pervaso dalla modernità eppure nella memoria di chi ci è vissuto ci sono ancora le fatiche di una variegata umanità fatta di straordinaria normalità, di sentimenti forti e semplici, di arte della vita che da sola è in grado di riempire un palcoscenico come le pagine di un libro quando a leggere tra le sue pieghe sono gli occhi dell’ironia sapiente e leggera.

Una bella prova di Stefano Vigilante che consigliamo.


Nota biografica: Attore comico cabarettista debutta sul piccolo schermo con GNU su RAI3. In TV è su RAI3 con programmi come BRA Braccia Rubate all’Agricoltura dal Piccolo Jovinelli di Roma dove ha fatto parte della Fattoria dei Comici di Serena Dandini. Over 50 romano. Si ritrova su RAI 1 con Pippo Baudo in Sabato Italiano e su Canale5 all’edizione 2007 di ZELIG-OFF. Ha condotto STAND UP spettacolo di comici in onda su SKY e ha partecipato a Sono Comici Questi Romani su SKY Comedy Central. Ogni tanto si ritrova in stage internazionali sul Clown sotto la guida di Philippe Gaulier. Da qualche anno scrive guidato dal motto: Verba Volant Scripta Control Alt Cancel.


Nota a margine: Il libro Romanacci tua! fa parte della Collana Little Walter della roundmidngihtedizioni casa editrice di cui abbiamo parlato qui, e ci fa piacere riportare cosa dà origine a questa collana apprezzando la scelta originale che sottende l’intera impostazione di lavoro di questa realtà editoriale. Altresì ci piace ricordare il lavoro meticoloso e continuo delle piccole realtà dell’editoria indipendente, mosse da passione e desiderio di fare bene ciò in cui si crede.

Little Walter (marion Walter Jacobs) fuggì di casa a dodici anni approdando a New orleans, suonando la sua armonica in strada per poter sopravvivere. Walter è l’unione tra due mondi: il blues del passato (perfettamente visibile nel suo stile di vita, fatto di vagabondaggi e di incertezze) e quello del futuro (il suo modo di cantare pulito e l’elettrificazione del suo strumento). Durante le incisioni cambiava all’improvviso il suo modo di suonare, non avendo mai imparato a leggere uno spartito improvvisava al momento. irrequieto e attaccabrighe, genio e famoso a soli trent’anni, utilizzava la sua “harp” come unico modo per poter evadere dalla sua povertà e allontanarsi dalla sua malinconia. il bluesman è quindi l’emblema di quei sognatori, che lavorando faticosamente realizzano i propri sogni. muddy Waters: «Little Walter was dead ten years before he died».

I Little Walter sono pamphlet costituiti da un massimo di cento pagine, una copertina con sfondo monocromatico e un disegno in nero realizzato a mano, non superano mai il costo di sette euro, rilegati con punto metallico o con brossura, sono lo specchio underground e popolare della linea editoriale.

Libri pubblicati in questa collana:
Nicolò Gianelli, Brutto vizio morire
Raffaello Ferrante, Orecchiette Christmas stori
Giorgio olmoti, On the road again
Giorgio olmoti, Sassi unplugged

 

Antonia Santopietro

 

 

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