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Fonte foto Wikipedia

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Per la Rubrica Memorie, Otello Marcarcci ci parla di Sergio Bonelli.

Si dibatte spesso sul concetto di cultura. Esistono varie definizioni ma quella che preferisco fa riferimento al suo carattere antropologico come quell’insieme complesso di sapere, credenze, arte, morale, diritto, costume, che un uomo acquisisce in quanto membro di una società.

In questo senso credo Sergio Bonelli sia una delle persone che ne ha fatta di più nel nostro Paese.

Figlio d’arte (Gianluigi è stato colui che ha inventato Tex Willer) Sergio ha, se possibile, portato a compimento un progetto “divino” che ha elevato le strisce del fumetto a rango di letteratura. La creazione di personaggi fondamentali nell’iconografia della generazione dei baby boomers (Zagor su tutti – per me – , ma anche Mister No, il suo preferito, assieme a il Comandante Mark, il grande Blek, Nathan Never e tanti altri) fa comprendere di quanto fosse, di fatto, un romanziere rubato al suo lavoro per l’ottenimento di un bene superiore. Ha fatto sognare ma anche pensare. Un perfezionista maniacale, dalla tecnica ineccepibile ma che, lo stesso, poneva l’accento sul pathos e sulla suggestione più che sulla forma nel tentativo di denunciare storture e vizi della società. Aveva nel suo Dna le radici della commedia italiana, quella agro-dolce, dove la risata non è mai solo grassa.

E’ stato anche un coraggioso. Consapevole di essere ricco di talento non intendeva soffocare sotto i grossi rami della pianta del padre, totem del mondo che aveva scelto, e per questo usò molti nickname per avere una sua precisa definizione: Guido Nolitta il più famoso. Coraggiose anche le scelte editoriali che l’hanno visto protagonista. Come tutti gli imprenditori sapeva di dover rischiare e ha deciso di puntare su personaggi anticonvenzionali che non sempre gli hanno regalato successi commerciali sperati, per quanto la sua società sia diventata lo stesso un colosso mondiale nel settore.

Mister No è l’esempio più grande del suo essere tridimensionale e quindi scrittore tout court. Il personaggio, Jerry Drake, è un antieroe, molto umano e lontanissimo dalla figura dell’eroe tutto d’un pezzo che non sbaglia mai, che era stato per esempio Tex Willer. Aver saputo unire dentro strisce lette da milioni di fan, eroi fallaci e fallibili lo ha fatto diventare un punto di riferimento per molti scrittori moderni, che risentono in maniera più o meno evidente delle sceneggiature che Bonelli ha prodotto.

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Sergio Bonelli (di Otello Marcacci)

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