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Sui passi di Francesco | Diego Fontana
Da La Verna ad Assisi per affrontare se stessi
Ediciclo editore

di Carlotta Susca

«Quello che accade nel mondo, accade nel pomeriggio. È per questo che crescendo è così difficile capire cosa ci succede intorno. Voi, nel pomeriggio, non siete qui fuori, nelle strade e nei campi, nei parchi e nei parcheggi, nelle piazze, dietro le scuole, sulle panchine e sui muretti; siete rinchiusi nella vostra prigione quotidiana fatta di procedure e scrivanie e pareti e osservare il mondo attraverso schermi. Ma nel frattempo i bambini e gli adolescenti, dal dopo pranzo fino alla cena, fanno accadere le cose, fanno succedere il nuovo alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti. Inventano, costruiscono, preparano il mondo che verrà. Non è meraviglioso?»

Ma come constata tragicamente Nanni Moretti in Palombella rossa, «i pomeriggi di maggio non torneranno più». La consapevolezza che con la crescita si è persa la dimensione magica dell’infanzia, l’autenticità che deriva dal non avere responsabilità, costringe Diego Fontana a riconsiderare la propria collocazione attuale nel mondo, e rende necessario per lui affrontare una prova di resistenza per riconnettersi a una dimensione umana.

Sui passi di Francesco è il resoconto del cammino fra la Toscana e l’Umbria ed è un confronto fra due versioni dell’autore: il copywriter di una agenzia milanese e l’individuo che si è confrontato con una prova fisica per poter sperimentare ritmi meno frenetici, con la speranza di disintossicarsi dalla dipendenza di una socialità fasulla («Puoi rivendertela su Facebook, quando torni alla tua vita a diecimila livelli di distanza dalla realtà»).

Il libro si compone di varie parti, come gli animali del bestiario immaginario che si popola sempre più nel corso del cammino: come una chipera, un trovopiteco o come l’animale più complesso di tutti, l’essere umano. Al resoconto del cammino, inframmezzato dagli appunti presi sul taccuino di viaggio, si accostano le sezioni ‘Un altro me’ che raccontano le richieste ottuse dei clienti dell’agenzia di comunicazione («Loro, il Nemico, il Cliente, l’Esercito del Male, sono in quattro. Amministratore Delegato, Responsabile Marketing, Direttore Vendite, Leccapiedi del Direttore Vendite»).

Il rallentamento metaforico e letterale consente a Diego Fontana di apprezzare la capacità del cammino di provvedere alle necessità del camminatore con una pianta di fichi, una fontanella, un’automobile provvidenziale o la gentilezza di un oste che si priva delle stecche della tenda da campeggio per consentire al gruppetto di proseguire nel percorso.

Anche la lettura di un libro impone il rallentamento e la riflessione e il confronto fra sé e i personaggi, e allo stesso modo leggere Sui passi di Francesco, affrontare a tappe di lettura le riflessioni di Fontana, è un modo per connettersi a un altro essere umano, per rimettere in prospettiva impegni lavorativi, dialoghi vuoti, deroghe all’autenticità e immaginare di poter tornare ai pomeriggi di maggio: in altra forma, con meno luce ma senza rinunciare all’intensità, ché altrimenti non si attraversa la vita, la si subisce.

Bestiario, Griphone: «Secondo una leggenda popolare, il Griphone sarebbe una specie nefasta per l’uomo, in grado di nutrirsi della sua memoria e della sua attenzione, rubando istanti preziosi alle nostre vite».


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