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Tu che eri ogni ragazza | Emanuela Cocco – ESTRATTO
Wojtek edizioni 2018

Dietro le nostre porte c’è la cosa temuta, che accade: noi non verremo risparmiati. Un uomo a cui hanno ucciso la figlia cerca qualcuno da salvare, attende un segno. Alla stazione di Roma Termini distribuisce monete: lo chiamano Gesù. Jungla è una quindicenne afasica, imponente e rabbiosa che è scappata di casa. Per tutta la vita le è sembrato di stare ferma dietro a una porta chiusa, ad aspettare che la facessero entrare. Ora entrare non le interessa più: chi vuole uscire deve vedersela con lei. Duca è una donna sola e prova vergogna: del suo nome rubato ai romanzi di Scerbanenco, del suo lavoro da educatrice, di ogni azione buona compiuta, del suo proposito di ritrovare la ragazza scomparsa. Una storia violenta. Un romanzo morale in cui tutto si gioca sulla linea mediana tra il dentro e il fuori, tra la durata e l’estinzione.


per concessione di casa editrice e autrice pubblichiamo un estratto del romanzo

A – Uccidono la ragazza.
La madre e il padre piangono.
La madre dice: perché noi?
Il padre: lo prenderanno e gli faranno il culo.
La madre: non poteva capitare a qualcun altro?
Gli faranno molto male, risponde il padre.
La madre: pensavo che saremmo stati risparmiati.
Il padre: sputerà sangue e rimpiangerà di essere nato.
La madre: mi manca.
Il padre: gli faranno il culo.
E il giorno dopo (sempre il padre): l’hanno preso.
La madre: e adesso?
Il padre: mi manca.
VOTATE PIETÀ


Uno

La cosa alla porta

allora ho detto a tua madre: adesso sta’ a sentire la grande scoperta che ho fatto. Sarà per te una grande delusione. Ferma dove sei. Se fai ancora due passi, se vieni più vicino, smetto di parlare. Se resti lontano, posso farcela. Appena pochi passi; bastano solo quelli. Sarebbe meglio se fossi in un’altra casa, per cominciare. Un altro quartiere potrebbe andar bene. Meglio ancora un’altra città. Se tu vivessi dall’altra parte del mondo, non avrei problemi. Ho detto: mi manca, ma non era vero. Non riesco a vederla. Certo, è ancora con noi. Qualcosa di lei è colato lungo le pareti – hai detto: è ancora qui –, ti è rimasto dentro e non se ne vuole andare; resta fermo e al sicuro. Il suo volto. Anche adesso, avanza dentro di te senza fermarsi fino al fondo spostato sempre un poco più avanti; il fondo che non arriva mai. Il suo volto. Questa cosa. Se ne resta quieta, pozza inesauribile che ha la consistenza della pioggia, quieta, ma solo in superficie, quieta ma sempre sul punto di sgorgare. Il volto di nostra figlia. Solo che io non lo vedo. Dovevo dirtelo. Se non fossi così lontana, non ci riuscirei, perciò resta dove sei. Non muoverti da lì. Ho detto: mi manca, ma non riesco a vederla. Tu invece sì. Fissi il volto di nostra figlia. Io quello di un uomo. Solo questo. Nessun uomo mi è estraneo. Tu vedi il volto di nostra figlia, io quello dell’uomo che l’ha uccisa. Adesso sta’ a sentire la grande scoperta che ho fatto, ascolta bene, è importante che tu lo capisca: noi non verremo risparmiati. Non c’è nessuna ragione al mondo per cui dovremmo essere risparmiati noi, proprio noi, noi soltanto. E pochi altri. Che scoperta. Il resto del mondo ci passava attraverso con il suo carico di dolore senza volto, verso il quale eravamo ciechi. Adesso che ci ha raggiunto: sono tante le cose che non so. Ora è il nostro turno. Non sono pronto, nemmeno tu. Sono tante le cose che non so. Perché è successo e perché ora e non domani, un domani il più lontano possibile o forse mai? Sono tante le cose che non so. Perché ora oppure domani o forse mai? Perché il punto è proprio questo, non ti pare? Il punto è che avrebbe anche potuto essere mai. Non è questo quello che pensi? Perché io l’’ho pensato. Avrebbe potuto essere mai, per noi soli, noi soli al mondo, e pochi altri. Poteva essere mai e allora questo mondo sarebbe stato un mondo giusto. Lo stesso mondo, ma giusto, fosse stato mai. Fossimo rimasti anche noi tra quei pochi altri a dire: mai. Invece è adesso. Riguarda anche noi. Questa è la grande sorpresa.

L’autrice: 

Emanuela Cocco è autrice teatrale di drammi e monologhi pubblicati e rappresentati. Ha collaborato alla scrittura dell’audiodramma di Sandrone Dazieri Le madri atroci (Feltrinelli, 2012). È redattrice della rivista di drammaturgia contemporanea “Perlascena”. Cura la rubrica di analisi letteraria Esplorazioni, sulla rivista “L’irrequieto”. Suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste “Verde” e “L’irrequieto”. Tu che eri ogni ragazza è il suo primo romanzo

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Tu che eri ogni ragazza | Emanuela Cocco – ESTRATTO