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indexUna nuova vita | Roger Rosenblatt
Nutrimenti Edizioni

La morte improvvisa della loro figlia Amy, a soli 38 anni, cambia l’esistenza di Roger Rosenblatt, scrittore con un passato di giornalista di successo, e di sua moglie Ginny. Irrompe il dolore, naturalmente, ma non annienta il coraggio, l’intraprendenza dei coniugi Rosenblatt. C’è una famiglia da soccorrere: supportare Harris, vedovo quarantenne, e i piccoli rimasti senza la loro mamma, Jessica e Sammy di 6 e 4 anni e l’ultimo arrivato James di soli 14 mesi. Cambiamento o forse meglio dire stravolgimento, sia in termini di nuove responsabilità che di riorganizzazione logistica della vita: Roger e Ginny lasciano la loro abitazione di Long Island (cinque camere da letto, uno studio e una cucina spaziosa) per stabilirsi nel Maryland, nella casa scelta da Amy e da suo marito, in una semplice camera da letto con bagno che fino a quel momento era stata usata come stanza degli ospiti.

La prospettiva di doversi reinventare genitori potrebbe destabilizzare chiunque, ma i tempi di reazione nell’emergenza non permettono lunghe riflessioni, devono essere necessariamente rapidi: si stanno affacciando nelle vite di Roger e Ginny tre bambini feriti da una perdita incomprensibile, cuccioli d’uomo da conoscere nel quotidiano, tre personalità da assecondare e sorreggere, ma anche orari scolastici ed extra scolastici da far coincidere, predilezioni da tenere a mente dalla prima colazione fino al momento della “messa a nanna”.

Incombenze, consuetudini, passione e ottimismo nelle piccole cose, resoconto amorevole di gesti che fornisce la base, l’impalcatura necessaria a raccontare lo stupore e la devastazione di una morte ingiusta, inaspettata. “Una nuova vita” è cronaca lieve e deliziosa di attimi (il piccolo James che fa la “conoscenza” con lo scrittore James Joyce, i ricordi di Amy che riemergono come puntini di un planetario, l’ironia e la creatività di nonno “Boppo” al servizio dei nipotini…) ma anche confessione intima del dolore, la famiglia che si scopre nucleo arcaico, come quando George si “fotografa” con i suoi due figli maschi il giorno dopo il tragico evento… “Io, Carl e John abbiamo passato il giorno successivo alla morte di Amy insieme sul patio della casa di Bethesda a piangere. Abbracciati l’uno all’altro, abbiamo formato un cerchio, come dei paracadutisti, con i vestiti che sventolavano nell’aria”.

È ammirevole la capacità di Rosenblatt di implementare nel racconto autobiografico solidità narrativa e “dribbling” d’autore, vere e proprie miniature di bellezza profondissima, istantanee, qualcosa di indefinibile che si avvicina con naturalezza alla poesia. Materiale letterario che discende da una prosa chirurgica e dritta al punto, ispirazione controllata (nonostante il coinvolgimento emotivo appena sotto la superficie) non a caso modellata da un grande cronista, decano della stampa americana, per trent’anni firma riconosciuta di testate come Time, Washington Post, New York Times e New Republic.

Paolo Risi

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