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Yves Bonnefoy (1923 – 2016)


La casa natale

I

Mi svegliai, era la casa natale,
La schiuma s’abbatteva sulla roccia,
Non un uccello, solo il vento ad aprire e chiudere l’onda,
L’odore dell’orizzonte da ogni parte,
Cenere, come se le colline celassero un fuoco
Che altrove divorava un universo.
Passai nella veranda, la tavola era apparecchiata,
L’acqua urtava i piedi del tavolo, la credenza.
Bisognava comunque che entrasse, la senza-volto
Che sapevo sbattesse alla porta
Del corridoio, dal lato della scala scura, ma invano,
Tanto alta era già l’acqua nella sala.
Giravo la maniglia, che resisteva,
Quasi sentivo i rumori dell’altra riva,
Quelle risa dei bimbi nell’erba alta.
Quei giochi degli altri, per sempre gli altri, nella loro gioia.

Yves Bonnefoy, da Le assi curve (Mondadori 2007). Traduzione di Fabio Scotto.

La casa natale

IX

E allora venne un giorno
In cui udii quel verso straordinario di Keats,
L’evocazione di Ruth <<when, sick for home,
She stood in tears amid the alien corn>>.
Ora, di quelle parole
Non avevo bisogno di penetrare il senso
Perché abitava in me fin dall’infanzia,
Non ho dovuto far altro che riconoscerlo, e amarlo
Quando è riaffiorato dal fondo della mia vita.
In effetti, cosa avevo dovuto raccogliere
Dall’evasiva presenza materna
Se non l’impressione dell’esilio e le lacrime
Che annebbiavano quello sguardo che tentava di scorgere
Nelle cose di qui il luogo perduto?

Yves Bonnefoy, da Le assi curve (Mondadori 2007). Traduzione di Fabio Scotto.

Il fulmine

Questa notte è piovuto.
Il sentiero ha odore di erba bagnata,
poi nuovamente la mano del calore
sulla nostra spalla, come
per dire che il tempo non ci porterà via niente.

Ma là
dove il campo inciampa nel mandorlo,
ecco, un animale è balzato
da ieri a oggi attraverso le foglie.

E noi ci fermiamo, al di fuori del mondo.

E io ti vengo vicino,
finisco di strapparti dal tronco annerito,
ramo, estate nel fulmine
da cui la linfa di ieri, divina ancora, scorre.

Yves Bonnefoy, da Ce qui fut sans lumière, 1987. Traduzione di Mario Benedetti.

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Yves Bonnefoy – tre poesie