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Ecofiction [esclusiva dall’estero]

Bird Song: A Novella by Clara Hume

Bird Song: A Novella  è un romanzo breve di genere indistinto; è la storia di una donna che si sveglia su un’isola deserta i cui pochi residenti, due sirene e un marinaio misteriosamente naufragato, le rivelano i paradossi del mondo moderno e le decisioni che deve prendere per trovare una strada nella vita. Questo racconto di 134 pagine ripensa la mitologia greca come una parabola contemporanea ecologicamente weird.

di Emanuela Chiriacò (ITA)

Bird Song coniuga diversi generi letterari; sicuramente lo young adult e il weird, ma appare soprattutto come un romanzo di formazione. Thelsie, la protagonista, infatti ricorda Karana, la ragazza indiana de L’Isola dei delfini blu di Scott O’Dell, una neo Robinson Crusoe che si ritrova ad affrontare la natura selvaggia dell’isola su cui è rimasta da sola, imparando a convivere con se stessa.

La dimensione onirica proposta da Clara Hume fa pensare a Doppio Sogno (Traumnovelle) di Schnitzler, e non è solo l’espediente con cui l’autrice sposta fisicamente Thelsie dalla periferia povera di Chicago su di una spiaggia paradisiaca, il sogno permea tutto il racconto.

Il lettore è immediatamente attirato dal canto magnetico delle Sirene che popolano l’isola su cui si svolge la storia, e accompagna Thelsie in un viaggio liberatorio negli abissi della coscienza, in un percorso di rivelazione e crescita; e al contempo chi legge si ritrova immediatamente catapultato in un’atmosfera surreale e cede infantilmente all’immaginario.

L’isola, luogo che non lascia possibilità di fuga, pur rappresentando la fuga per eccellenza nell’immaginario collettivo, è per Thelsie un ricongiungimento con i ricordi, i suoni e i profumi dell’infanzia, un consolidamento esistenziale (perché bilancio è pretenzioso considerato che ha solo vent’anni), e un viaggio interiore di crescita e maturazione; un elemento molto importante del racconto è il canto perché rappresenta il legame di Thelsie con la madre, funge da lingua franca tra Thelsie, Aglatha e Peisina, le due sirene dell’isola e permette loro di comunicare, e stabilisce una relazione tra la ragazza e Dion, un naufrago.

La dimensione di Thelsie sospesa tra l’onirico e l’odeporico involontario ricorda quanto il contatto con l’io interiore distratto da troppe sollecitazioni si sia perso; Clarissa Pinkola Estes invocherebbe la loba attraverso cui poterci riappropriare di quello spazio selvaggio della mente che lascia la possibilità di scegliere la strada da perseguire nella vita, e di sentire che la congiunzione con se stessi è ancora possibile. Quello di Thelsie è un rito di passaggio dall’irrisolutezza alla compiutezza di una pace interiore in cui tutto pare acquisire una prospettiva esistenziale possibile.

Bird Song è un racconto mitologico contemporaneo, una favola per adulti scritta con una lingua intensa e musicale, ricca di assonanze e allitterazioni, essenziale che fa trasparire quanto l’arte della scrittura possa essere intensa e quanto non abbia bisogno di colpi di scena, avvicendamenti e suspense se lo spessore del racconto ha una sua forza intrinseca.


di Emanuela Chiriacò (EN)

Bird Song is a short novel that combines several literary genres; certainly the young adult and the Weird, but it appears above all as a coming-of-age novel. Thelsie, the protagonist, in fact, remembers Karana, the Indian girl of Scott O’Dell’s Island of the Blue Dolphins, a female Robinson Crusoe who finds herself facing the wild nature of the island on which she remained alone, learning to live with herself.

The dreamlike dimension proposed by Clara Hume makes one think of Schniztlers’ Dream Story (Traumnovelle), and it is not just the device with which the author physically moves Thelsie from the poor suburbs of Chicago on a beach paradise, the dream permeates the whole story.

The reader is immediately attracted by the magnetic singing of the Sirens that populate the island on which the story unfolds, and accompanies Thelsie in a liberating journey into the depths of consciousness, in a path of revelation and growth; and at the same time the reader finds himself immediately catapulted into a surreal atmosphere and yields childishly to the imaginary.

The island, a place that leaves no possibility of escape, while representing the escape par excellence in the collective imagination, is for Thelsie a reunion with memories, sounds and smells of her childhood, an existential consolidation (because analysis of life is pretentious considering that she is only twenty years old), and an inner journey of growth and maturation; a very important element of the story is the act of singing because it represents Thelsie’s bond with her mother, acts as a lingua franca between Thelsie, Aglatha and Peisina, the two sirens of the island as it allows them to communicate, and establishes a relationship between the girl and Dion, a shipwreck.

The dimension of Thelsie suspended between the oneiric and the involuntary odeporic remembers how much the contact with the inner ego distracted from too many solicitations has been lost; Clarissa Pinkola Estes would invoke the Loba through which we can regain that wild space of the mind that allows us to choose the path to pursue in life, and to feel that the conjunction with ourselves is still possible. Thelsie’s rite is a rite of passage from irresolubility to the fulfillment of an inner peace in which everything seems to acquire a possible existential perspective.

Bird Song is a contemporary mythological tale, a fable for adults written with an intense and musical language, rich in assonances and alliterations, an essential language that makes it clear how intense the art of writing can be and how it does not need twists and turns, rotation and suspense if the depth of the story has an intrinsic strength.


Del romanzo hanno detto:

Il romanzo breve Bird Song di Clara Hume ti trasporta in un mondo onirico il cui coro attrae – come le stesse sirene – in una seducente danza di paradossi e scelte. Prendendo spunto dall’Odissea di Omero, questa fiaba allegorica contemporanea segue il viaggio della giovane Thelsie – una studentessa di un quartiere povero e difficile di Chicago est alle prese con le sue scelte di vita. Una mattina si sveglia sulla spiaggia di un’isola paradisiaca e magica. Si sente al sicuro per la prima volta, e incontra due sirene sorelle che attirano e schiantano velieri per salvare il loro mondo dalla corruzione e dal saccheggio da parte di coloni che desiderano solo conquistare la Natura. Quando i paradossi dell’isola la spingono a operare scelte difficili e rischiose, Thelsie trova la sua voce e la sua via nella vita. Bird Song prende in giro le voci estreme del colonialismo mono-culturale e del protezionismo intransigente per rintracciare nella voce della mediazione il tessuto connettivo della compassione. Una bella e seducente fiaba di auto-scoperta.
Nina Munteanu, autrice di  A Diary in the Age of Water

Bird Song  intreccia mitologia e realtà attuale, e alterna le onde del mitico mare azzurro a un’innevata giornata invernale della Città del vento, dove Thelsie vive con uno zio alcolizzato. La fluidità della sua strategia di uscita in questa scena di apertura  ci porta sapientemente su una spiaggia alla Ali-Smith, forse in Paradiso. Ma questo romanzo ci insegna a immergerci in un altro mondo, pieno di ulivi incontaminati, cipressi, querce, piante dall’aspetto alieno e fiori di campo. Mentre ascolta una voce che le ricorda i canti del coro della madre, Thelsie vaga nell’entroterra per incontrare la gente del posto. Un giudizio positivo nei riguardi del mondo naturale pervade l’isola del passato e del futuro, ricca di erba spinosa, felci, e personaggi che parlano greco antico. Se gli sguardi possono uccidere, immaginiamo cosa possano fare i suoni. Le sirene lottano per proteggere l’ambiente dall’uomo, avvinghiato all’albero della nave, e dalla nave che si è scagliata sulle rocce.
Ma questo è il bello, assistere alla metafora dell’industria rovinata dalla sua stessa ingordigia e dannata presunzione. Questo libro mi fa sperare che gli esseri umani possano superare la loro avidità e proteggere l’ambiente. La critica puntuale e gli orizzonti sgombri di Bird Song liberano la mente: una lettura veramente piacevole.
Christine Wambui, scrittrice indipendente, Kenya


About the author:

Mary WOODBURY lives near Halifax, Nova Scotia, with her partner and two cats. She writes fiction under pen name Clara Hume and is the author of Back to the Garden (Moon Willow Press, 2014) and Bird Song: A Novella (Dragonfly Pub, 2020). She also was a contributing author to Wild Tales from the River (Stormbird Press, 2018). She has written for Artists and Climate Change, ClimateCultures, Free Word Centre, SFFWorld, and Fjord’s Review. She also curates Dragonfly.eco, a site that explores world eco-fiction.
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Ecofiction: Bird song. A novella | Clara Hume – Esclusiva