la nostra scelta di sostenibilitàscopri di più

GIRO DI VITA | ALESSIO REGA
Les flaneurs edizioni 2019

di Paolo Risi

Avevo compiuto diciott’anni da pochi giorni ma mi sembrava di non aver mai vissuto.

Gabriele è uno come tanti, che cerca la sua dimensione facendosi largo fra le contraddizioni della vita. Studia in un liceo, e come per molti della sua età la scuola rappresenta una specie di rito di passaggio, una parentesi sospesa fra passato, presente e un futuro imperscrutabile. La città (nello specifico Bari) propone intanto i suoi colori, le sue stagioni, raccoglie e propone i miti, le inquietudini giovanili, le imposizioni delle mode e delle figure educative. Insieme all’amico Giulio – quello libero e spigliato, senza paura di apparire sempre inadeguato e in ritardo su tutto – Gabriele mette in scena la vita nei bar, sulle panchine del lungomare, nel piazzale davanti alla scuola.

Le giornate scorrono su un sentiero a tratti accidentato, com’è normale che sia, fino al primo distacco traumatico, l’esempio plastico di come l’idea di sé e delle proprie relazioni possa risultare ingannevole. I genitori di Gabriele si stanno per separare, e l’equilibrio confortante della famiglia sta per disperdersi in un mare di recriminazioni e strategie di fuga. Un ragazzo, un’esistenza fragile, inquieta, perde il suo punto di riferimento, il padre idealizzato della fanciullezza, che per elaborare la fine del suo matrimonio si trasferisce in una grande città del nord Italia.

Le giornate vanno ricalibrate, i sentimenti devono riassestarsi, e come uno sfolgorante bagliore lunare compare sulla scena Chiara, il primo amore incerto e inebriante, la fluttuazione di elementi corporei che arriva a sfiorare e a confondere l’anima. Benzina di allegria definisce Gabriele la ragazza, un carburante necessario senza il quale nemmeno la più veloce delle Ferrari avrebbe potuto correre. La bellezza seduce, scompone la realtà, ma nonostante la passione profusa il rapporto con Chiara, fin dall’inizio, si rivela intriso di equivoci, un andirivieni sfiancante che mette allo scoperto i nervi dell’amore, e che troverà il suo naturale approdo dopo una profonda e dolorosa presa di coscienza. Gabriele si sente perso, sfiduciato, si allontana dalla sua città per rincorrere nuove sfide, per permettere ai suoi talenti di sbocciare e comporre un’identità solida, un progetto di felicità. Dentro anni interlocutori riallaccerà i rapporti con sua padre, conoscerà Daniel, un datore di lavoro che diventerà anche il suo amico più prezioso, si innamorerà nuovamente, questa volta di Beatriz, imprevedibile, sempre in grado di sorprendermi e di lasciarmi a bocca aperta.

A questo punto la ruota degli accadimenti sembra essersi fermata su una casella favorevole, e quasi fisiologicamente riemergono nodi irrisolti, chiaroscuri della personalità che rifuggono le apparenze e le soluzioni di comodo. Per Gabriele la ricerca di se stesso, evidentemente, non si è conclusa, proseguirà sollecitata da urgenze interiori e da un’irrequietezza che non dà pace. L’ex liceale non cadrà più nella trappola dell’amore mitizzato (il mio cuore era solo mio, dovevo capirlo e smetterla di pensare di poterlo donare a chiunque se prima non me ne fossi riappropriato) e si rimetterà in marcia come ha sempre fatto, imparando dagli errori e accettando le sfide che gli si presenteranno lungo il cammino.

E avevo come l’impressione di aver fatto un lungo giro, un giro di vita, ed essere tornato al punto di partenza. E invece no. Mi sbagliavo. Non ero mai tornato indietro, ero sempre andato avanti, e ora ero arrivato alla fine del mio percorso. Mi è scesa una lacrima. Ho premuto il pedale della frizione, ho inserito la prima e ho accelerato, senza più guardare lo specchietto retrovisore.

È facile riconoscersi nella storia di Gabriele. Giornate che trascorrono nel libro della vita, noiose o eclatanti, che accomunano una generazione, e che silenziosamente scavano in profondità. Gli innamoramenti, la fragilità degli affetti, i fuochi adolescenziali, la consapevolezza di se stessi che confonde e brucia sulla pelle. Alessio Rega con Giro di vita modella una sostanza narrativa spinosa, infiammabile, dà voce a un’esistenza esemplare, un ragazzo che cresce, sbaglia, persevera nell’errore e prova a redimersi. Gabriele non è un eroe, non è una persona speciale: è una guida inconsapevole, verrebbe da dire, e la sua normalità meritava di essere raccontata, accompagnata passo dopo passo. E appunto il merito maggiore di Alessio Rega è quello di aver condiviso con i suoi lettori un cammino unico e comune allo stesso tempo, senza forzature o strategie fuorvianti. Il romanzo ha una natura eclettica: è una vita in prosa, che potrebbe essere un diario, il diario di Gabriele, Giulio, Chiara, di tutti noi.

Share

Giro di vita | Alessio Rega – Les Flaneurs edizioni