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la finestra sul mareLa finestra sul mare | Sabrina Grementieri
(Sperling&Kupfer 2016),

Viola Cardelli arriva dal nord Italia in un imprecisato paese del Salento, con i genitori per partecipare al funerale della nonna materna, da poco scomparsa. È la lettura del testamento a mescolare le carte in tavola. Viola risulta essere l’erede unica della masseria di famiglia. Il lascito e la richiesta di restare come ultima volontà di sua nonna genererà un conflitto tra la ragazza e suo padre Edoardo.
La decisione di restare, caldeggiata dalla madre Mariannna, in contrasto con quella di partire, voluta da suo padre, rimane sospesa e indefinita fino alla fine, e si fa scaturigine delle storie che si intrecciano nel racconto.
Viola dovrà infatti fare i conti con l’iniziale diffidenza di Vito e Carmela, custodi della masseria e di un segreto legato al piccolo Nico, loro nipote, e conoscerà due uomini molto diversi: Angelo e Aris. Il primo ricco, elegante e sfrontato. Il secondo tormentato, introverso e ruvido. Entrambi agevoleranno la scelta di restare e prendere le redini della masseria di famiglia, come richiesto da sua nonna, o saranno l’incentivo per tornare nella sua città?
La finestra sul mare è un romanzo corale che vede in Viola l’albero di maggio; il maypole che tiene insieme nastri di colore diverso. Ad ognuno dei personaggi corrisponde una diversa cromia con tutte le sfumature possibili. Personaggi che le girano attorno con una danza che ha i ritmi disperati e dolcemente ipnotici della pizzica; la pizzica de core e la danza delle spade. La tipologia ritmica riconduce al partecipante che le si annoda attorno e al passo che sostiene. In un caso, al corteggiamento in cui tutto è legato al proprio sentire e nell’altro, una sfida, quasi un duello, nel quale la regola vuole che non si volti mai la schiena all’altro, che invita ad essere sempre vigili e a mantenere le distanze.
Viola possiede inconsciamente quel patrimonio coreutico. E ne diventa protagonista. Il potente gioco estenuante e aggregativo al cospetto di chi danza nella suo stato di trance e alienazione. Una catarsi che è rinascita. Purificazione. Nuovo inizio.
La nonna fisicamente assente accompagnerà con il suo lascito l’intera narrazione. È la sua descrizione a spiegare perché molti dei suoi concittadini non fossero presenti al suo funerale:
Adele Manieri era una guaritrice. Per anni aveva esercitato questo suo dono per aiutare le persone che ricorrevano alle sue mani quando sembrava non ci fosse altra soluzione ai loro malanni. L’aveva fatto con umiltà, quasi di nascosto perché certi poteri attirano invidia e malelingue. Ciononostante l’appellativo di strega aveva fatto presto a diffondersi tra la gente soprattutto tra coloro che avevano timore di lei e dei suoi occhi azzurro cielo che ti leggevano l’anima. […] Era impossibile mentirle e farla franca. Ma non c’era bisogno di farlo. Adele era la prima che ti spronava a provare nuove esperienze, a vivere la vita a piene mani senza lasciare nulla di intentato. E confidarsi con lei era naturale quasi quanto tenere un diario segreto”.
Viola per discendenza matrilineare scoprirà quindi le verità scomode che sua nonna non le aveva raccontato ancora in vita e acquisirà la saggezza legata all’istinto primordiale femminile, che spesso per le emozioni sociali acquisite si tende a soffocare e rimuovere. Un recupero fondamentale che le permetterà di affrontare le difficoltà che le si infrangeranno addosso come le onde del vicino mare sugli scogli, che sbatteranno come imposte sugli imbotti della finestre della casa o giungeranno come schiaffi improvvisi sul suo volto, guidati e spinti dalla furia del vento.
Tra pratiche burocratiche e lavori di ristrutturazione, Viola avrà modo di ri/conoscere la sua interiorità, di rimpossessarsi delle sue potenzialità e di superare i suoi limiti, le sue paure e riscoprire la sua audacia.
Una donna che non nasconde la sua fragilità e che non riconosce come debolezza. Viola è una donna giovane e pura. La sofferenza per il suo amore precedente e sofferto non la spinge a chiudersi. Sa vivere l’amore con naturalezza e misura. Non si sottrae. Non ha aspettative e non si lascia limitare dalle potenziali delusioni.
Si muoverà verso Aris, l’amore impossibile; l’amore che la respinge razionalmente poiché legato da qualcosa di indissolubile alla sua fidanzata Sara. Pur essendo fortemente attratto da Viola. Insieme lavorano fianco a fianco alla ristrutturazione della masseria.
Lui non poteva permettersi di non essere padrone delle sue emozioni. Con Viola era quello che stava accadendo. Si preoccupava per lei, si arrabbiava se scompariva senza avvisare. E questo arrabbiarsi lo irritava ancor di più, perché non c’era nessun motivo per provare quell’istinto protettivo. Lei era il suo datore di lavoro. Non c’era nessuna speranza che questa cosa si trasformasse in altro. Continuando a mescolare con violenza il cemento, l’unica cosa a cui Aris pensava davvero era che l’indomani l’avrebbe rivista”.

E il corteggiamento sfacciato (e probabilmente interessato?) di Angelo Rinaldi, sicuro del suo charme, noncurante del suo matrimonio di facciata con Arianna, una donna ricca e ben più sfacciata e spregiudicata del marito.
Angelo Rinaldi la guardava con un sorriso stampato sul viso sbarbato. Il suo profumo, deciso e delicato, l’avviluppò in una nuvola di eleganza. Indossava una polo azzurra su pantaloni chiari e un maglioncino blu annodato sulle spalle. Gli immancabili occhiali da sole nascondevano gli occhi verdi e Viola gliene fu grata, perché avevano il potere di turbarla. […] Rinaldi si sedette, accavallando le gambe con scioltezza. […]. “Posso stare qui in compagnia di una bella e interessante ragazza senza dover guardare l’orologio”. Viola arrossì.
Viola è una donna alla soglia dei trent’anni ma è matura e strutturata. Chi crederà di intimidirla e dissuaderla dal portare avanti il suo piano di ristrutturazione e rilancio della masseria, con colpi bassi e anche crudeli, dovrà fare i conti con il suo piglio determinato. Tra esitazioni e ripensamenti riuscirà tuttavia a portare a termine il suo progetto?

La finestra sul mare è un romanzo che si legge d’un fiato. Un romanzo che racconta il Salento con gli occhi e la penna intinti in un immaginario allogeno, che crea la giusta distanza di prospettiva non di affinità per restituire un quadro sincero e autentico mai manierato e oleografico.
L’inchiostro di china blu è il colore che predomina le descrizioni anche del paesaggio umano, rurale e marino. Un orogenesi cullata dal vento, che si fa soffio immateriale di poesia sulla terra secca, arsa dal sole e ingiallita dalla calura estiva. Sembra di sentire orchestre di cicale fare da sottofondo alla china che bagna il cielo notturno per restituire pensieri bui ma pacificati sia dalla frescura che dalla mancanza di inquinamento luminoso. È la natura scontornata in cui Viola si muove e pazientemente attende il dipanarsi della storia tra speranze e consapevolezza.
La narrativa di Sabrina Grementieri è sincera, asciutta e solare. Crea ed evoca un topos imprecisato del Salento e lo restituisce al lettore con ambientazioni fisiche fatte di natura selvaggia di fatto ammansita da un’umanità i cui paesaggi interiori sono il risultato del mescolamento di acqua e farine chiare e scure. Un impasto fresco con cui modellare e definire i personaggi, percepirne il profumo della genuinità e condirli con ingredienti narrativi alle volte dolci e alle volte amari come i frutti della terra salentina ancestralmente dicotomica.
Siamo in una casa fatta di pagine in cui la finestra sul mare è senza vetri; non possono appannarsi per nascondere corpi e auree dei personaggi né appannare i sentimenti che li dominano.
Si consiglia la lettura con un buon bicchiere di prosecco rosato di Negramaro.


Recensione per ZEST di Emanuela Chiriaco
Emanuela Chiriacò vive tra Lecce, la lettura e la scrittura. Laureata in Lingue e Letterature Straniere (Inglese e Francese), cura la comunicazione social e alcune presentazioni per la libreria Icaro Bookstore di Lecce. Collabora con Ius Law Web Radio (www.webradioiuslaw.it) per il programma #svegliatiavvocatura che va in onda ogni domenica mattina alle 7.45 (#svegliatiavvocatura è uno spazio dedicato a musica e letteratura) in cui legge prosa poetica di cui è autrice e brani selezionati da romanzi.
Autori preferiti: Balzac, Zola, Amado, Marquez, Chavarria, Emecheta, Kureishi, Bennett, Dickens, Morante, Buck.
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La finestra sul mare |Sabrina Grementieri