xhamster xvideos pornhub redtube xxx thumbzilla
Supporta il progetto ZEST: associati, Sostienici oppure Abbonati alla Rivistascopri di più

polly samsonLA GENTILEZZA | Polly Samson
Unorosso (marchio editoriale di Paralleo45) 2016

Recensione di Otello Marcacci

Polly Samson è una grande scrittrice e su questo ci sono pochi dubbi. La sua vita all’interno del mondo editoriale britannico è là a dimostrare che conosce tutte le regole e le tecniche di scrittura, ma questo testo porta alla luce un talento raro. La sensibilità e l’intelligenza con cui tratta i personaggi e le loro storie intersecate mi ha veramente toccato il cuore.
La gentilezza, amici, sia chiaro, non è affatto un libro facile da leggere. Non è intrattenimento. E’ un libro frustrante, esigente e straziante. Eppure gli ingredienti del romanzo sono decisamente basici: un uomo, una donna, una casa, una figlia, un segreto nascosto che viene rivelato, non tutto insieme ma un pezzettino alla volta.

Julia e Julian sono separati da una lettera, ma anche da anni di passi falsi ed errori. Si incontrano per caso, e la loro attrazione è immediata ed intensa. Non solo: Julia e sposata ed è anche otto anni più grande di Julian. In un primo momento, tutto va bene. Hanno una bambina, Mira, e la loro vita a Londra li rende felici. Lui è uno scrittore, lei è un artista, e sono contenti. Il che significa che qualcosa sta per andare storto. Oppure, in questo caso, non solo una.

In primo luogo Firdaws, casa d’infanzia di Julian che, in vendita, viene acquistata dallo stesso Julian con il rammarico di Julia. Lei è una ragazza di città e uno stile di vita di campagna non è ciò per cui prova interesse. Tuttavia ama Julian e spera che Firdaws rafforzi ulteriormente il loro legame.

Quando Mira si ammala, però, Firdaws non fornisce la cura che Julian cerca disperatamente. Niente ci riesce. E così alcuni segreti vengono rivelati e le cose iniziano a cadere a pezzi.

La scrittura di Polly Samson affonda dentro il lettore prima che lui si chieda che cosa stia succedendo. Racconta la sua storia con un’intimità così delicata che a volte ci si sente a disagio. Leggendo, ho provato più volte il desiderio di una pausa dalla sua intensità spiazzante, per ricomporre le emozioni, e proprio quando si pensa che a Julia e Julian andrà tutto bene, non importa se insieme o separatamente, Polly Samson introduce un’altra fessura, una crepa che non si se possa essere riempita. Con eleganza la Samson riesce a farti sentire in conflitto e poi a svelare il segreto alla base di questo grande romanzo. La gentilezza di una persona (da qua il titolo del libro) è, allo stesso tempo, per qualcun altro crudeltà.

Il gioco degli specchi e delle contrapposizioni è messo così in bella vista da creare un forte coinvolgimento emozionale, sia a riguardo della storia di Julia e Julian che della loro famiglia e dei loro amici.

L’uso della prolessi e dell’analessi con i suoi continui salti temporali è assolutamente perfetto e, se pure Polly in buon stile anglosassone abbonda con le descrizioni (soprattutto quelle tattili e legate alla natura), si viene risucchiati nelle pagine del libro da una forza superiore. Si è portati, così, a rivivere un evento molte volte e ogni volta rivela ulteriori informazioni, cambiando prospettiva, spingendo il lettore a fare lo stesso, e a rivalutare tutta la situazione più e più volte.

La gentilezza è la prima opera tradotta in italiano di Polly Samson, scrittrice e autrice delle parole delle canzoni di del marito David Gilmour.


Per gentile concessione della casa editrice, vi proponiamo un estratto dal libo

Lucifero interagiva bene con lei nella luce evanescente, planando nel cielo al suo richiamo e allontanandosi di nuovo verso l’immenso sfondo livido del tramonto. Era sola sul crinale, all’inizio: solo lei, il rapace e lo spazio aperto. Era una di quelle irrequiete giornate estive di vento forte e improvviso, e le piume del falco sembravano impastoiate mentre la osservava dal suo posatoio sul guanto.

La donna portava una lunga camicia rossa su un paio di jeans e i sandali, i capelli le sfuggivano dalla fascia. Aveva una borsa di pelle appesa alla cintura e un cordone con il fischietto intorno al collo. Il falco puntò le zampe sul suo polso, facendo ondeggiare la nappa di pelle appesa al guanto, e spiccò il volo. Sentì il respiro delle piume sul viso mentre il rapace si staccava da lei e lo osservò librarsi con le ali sostenute dal vento, disperdendo i corvi come gocce scrollate via da un ombrello.

Julia si stava impegnando al massimo per non commettere errori con Lucifero: i bocconi di cibo erano piccoli per mantenerlo attivo. Quella mattina la bilancia aveva segnato un vergognoso “737 grammi”. Lo chiamò con il fischietto. Due trilli bruschi ed eccolo lì, nero arco di Cupido che puntava dritto su di lei dal cielo.

Continuò lungo il crinale, Lucifero saldo sul suo braccio, gli occhi febbrili incollati al suo viso in attesa che gli desse il segnale. Lo fece volteggiare avanti e indietro, e nessuno dei due sapeva che sarebbe stata la loro ultima danza.

La sera cominciava a rinfrescare. Si era quasi dimenticata che Julian avrebbe dovuto raggiungerla lì, o forse aveva semplicemente perso la speranza. Quando arrivò aveva il fiatone, rosso in viso dopo la corsa su per la collina, la bici e la ruota inservibile lasciate indietro. Aveva l’aria di un ragazzo che aveva attraversato tre continenti per vederla, con la felpa annodata intorno ai fianchi. Incredibilmente giovane, con i capelli che gli ricadevano sugli occhi e il passo lungo ed esitante, una gamba dei jeans ancora infilata dentro il calzino. Non osò baciarla, le disse, con il rapace che lo fissava con occhi di fuoco dal suo posatoio sul polso. (p 9-10)

© Tutti i diritti riservati

Share

La gentilezza | Polly Samson (con estratto dal libro)