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La rivoluzione delle api. Come salvare l’alimentazione e l’agricoltura nel mondo
Monica Pelliccia e Adelina Zarlenga
Prefazione di Vandana Shiva
Nutrimenti edizioni 2018

di Emanuela Chiriacò

Lo scopo di questa pubblicazione è quello di raccontare la storia di alcuni apicoltori, agricoltori ed esperti che promuovono progetti e attività di tutela delle api in Italia e nel mondo. (vedi)

Le due autrici ci portano tra i “pastori di api”, i coltivatori di mango indiani e le distese di mandorli californiani, dove il lavoro delle api è fondamentale per aver un buon raccolto.

Ma chi sono i pastori delle api? Sono coloro che corrono in aiuto degli agricoltori per portare gli alveari necessari nei campi, con lo scopo di ottenere una buona produzione di semi.

Uno di loro è Giorgio Baracani, un pastore che viaggia per soccorrere gli agricoltori che non hanno abbastanza api “residenti” e devono ricorrere all’aiuto di quelle “nomadi”, perché per avere una agricoltura di qualità e preservare la biodiversità, l’impollinazione è fondamentale.

Le interazioni ecologiche tra regno animale e vegetale sono fondamentali per il funzionamento di ogni ecosistema. Di conseguenza, l’interazione tra le piante a fiore e gli impollinatori è senza dubbio una delle più importanti perché garantisce alle piante la fecondazione incrociata e dunque il completamento del loro ciclo riproduttivo.

Le piante impossibilitate a muoversi attivamente non possono garantire la dispersione dei gameti da un individuo all’altro, e necessitano di qualcuno o qualcosa che lo faccia per loro. Gli impollinatori sono dunque organismi animali che trasportano il polline dalla parte maschile di un fiore (gli stami) a quella femminile (il pistillo) di un altro fiore della stessa pianta o di una pianta diversa della stessa specie.

Si tratta dunque di uno scambio durante il quale il fiore produce sostanze nutritive che attraggono l’impollinatore e quando si posa per nutrirsi usa la ligula per succhiare il nettare e accumula polline sulle zampe posteriori. Dopo averlo portato all’alveare, parte del polline rimane tuttavia intrappolato sui loro peli e visitando il fiore successivo i granuli di polline restano invischiati nella parte superiore del pistillo e fecondano l’ovario, garantendo l’impollinazione incrociata.

L’interazione tra fiori e impollinatori garantisce dunque alle piante la fecondazione incrociata e il completamento del loro ciclo riproduttivo.

Tra gli impollinatori più comuni e operosi ci sono sicuramente api e bombi.

Oggi purtroppo, le api sono indebolite dalla mancanza di varietà di cibo e spesso da intossicazioni chimiche dovute all’uso dei fitofarmaci e antiparassitari, hanno cominciato a diminuire, ad ammalarsi, a morire.

A Sheffield sono in corso studi sul cervello delle api per capire le connessioni tra i loro neuroni e riprodurle in laboratorio perché le api hanno la capacità di prendere decisioni complesse e le sostanze chimiche nella ‘migliore’ delle ipotesi creano danni neurologici che disorientano questi insetti.

Da Castel San Pietro all’India passando per la California, questo saggio presenta un personaggio per capitolo, permettendoci di conoscere un aspetto della natura che ci trasporta in realtà poco conosciute; un viaggio istruttivo nel mondo affascinante delle api, dei loro amici e anche dei loro nemici.

Forse la domanda da cui partire è “Quanto contano per noi le api?”

Da un punto di vista economico, incidono sulla produzione agricola mondiale per circa duecento miliardi di dollari, eppure il loro ruolo nei delicati equilibri ambientali è inestimabile.

Contribuiscono in modo determinante e inimitabile all’impollinazione, e di conseguenza alla produzione agricola e alla nutrizione globale.

Nella contea cinese di Hanyuan, nella provincia di Sichuan, dove non ci sono più api, quando arriva la stagione della fioritura i contadini salgono sugli alberi di pero e fanno manualmente il lavoro che in natura viene svolto dalle api, con costi di manodopera altissimi e risultati non sempre soddisfacenti.

Secondo le stime di un rapporto sulla biodiversità pubblicato dalle Nazioni Unite, dall’impollinazione animale dipende dal 5 all’8% della produzione agricola mondiale, quindi un calo sensibile degli impollinatori mette a rischio le principali colture e l’approvvigionamento alimentare a livello mondiale.

Per Simon Potts, direttore del Centre for Agri-Environmental Research dell’Università di Reading (Inghilterra), il numero degli alveari negli Stati Uniti è calato dai 5,5 milioni del 1961 ai 2,5 milioni del 2012; e le ultime stime in possesso del ricercatore dicono che oggi dovrebbero essere circa 2,7 milioni, la metà rispetto a mezzo secolo fa.

La rivoluzione delle api. Come salvare l’alimentazione e l’agricoltura nel mondo è un libro che racconta lo stato attuale, di certo sconfortante, di questa specie ma anche un buon modo per riflettere sul da farsi; come dice la stessa Vandana Shiva nella sua prefazione

le api ci insegnano la generosità… grazie alla impollinazione delle piante consentono la vita stessa…le api ci insegnano la cooperazione e l’arte di lavorare insieme…

Le api sono dunque un modello sociale di riferimento perché hanno una mentalità positiva che insegna l’arte di focalizzarsi sugli aspetti positivi e affrontare in modo opportuno le carenze di ognuno.

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La rivoluzione delle api. | M. Pelliccia – A. Zarlenga | Prefazione di Vandana Shiva