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PONTUALE Nessuno atomo di idrogeno PIATTO (1)Nessuno ha ma visto decadere l’atomo di idrogeno | Dario Pontuale
Bordeaux Edizioni

Zeno Bizanti, scapolo, quarantenne autore televisivo, con perfetto tempismo acquista una casa il giorno dopo essere stato licenziato. Aiutato da un amico ingegnere, rivale di Subbuteo in accese partite del giovedì sera, inizia a sistemare l’abitazione, una villetta incastrata fra palazzoni a sette piani e un lugubre centro commerciale. Appena il tempo di ambientarsi e l’uomo riceve la visita di una scattante vecchietta, venuta a restituire un’agenda trovata su una panchina di un parco cittadino e appartenuta al precedente proprietario della casa, il misterioso Eugenio Bisigato.

Zeno scopre che la moleskine fa parte di una serie e che contiene un’approfondita ricerca su Tlon, un’oscura regione tra l’Iraq e l’Asia Minore, introvabile sugli atlanti e sconosciuta ai più.

La situazione venutasi a creare alimenta la curiosità di Zeno anche perché, dopo l’apparizione della vecchietta (ideatrice di fiabe per un’affezionata schiera di bambini), nuovi curiosi personaggi si presenteranno alla sua porta per consegnare i rimanenti taccuini, il cui contenuto riporta sempre la stessa vicenda misteriosa e improbabile.

Occorrerà una visita alla nipote del misterioso Bisigato per gettare una luce sul caso dalle agende abbandonate e ritrovate. …..

Prevale in “Nessuno ha mai visto decadere l’atomo di idrogeno” (edito da Bordeaux) un interesse verso le ricognizioni, le dimensioni sottotraccia, come uno stupore che occhieggia dall’incastro di case e strade per spaziare nell’inatteso.

Dario Pontuale ricopre abilmente il tutto con una velatura leggera, scanzonata, un impasto delicato entro cui si muovono persone e caratteri in grado di attivare i motori dell’empatia.

Zeno è un fuggiasco della vita, si nasconde e prova imbarazzo quando viene riconosciuto. Si vergogna di essere stato un autore televisivo famoso, di aver inventato programmi incentrati sulle bassezze umane e sul cattivo gusto. Del passato di ciarlatano mediatico rimane vivido il ricordo di una telefonata notturna, le parole intrise di alcol e depressione pronunciate dal suo capo… “Abbiamo alzato talmente la soglia del lecito che non ci sarà scampo. Siamo riusciti ad inculcare l’indifferenza, non provochiamo più né sdegno, né reazione. Abbiamo condotto all’impassibilità della coscienza, e tutto per vendere”.

Il romanzo di Pontuale è quello di una svolta. Il protagonista, per caso (o forse volutamente), rintraccia nell’esistenza lattiginosa e deludente il classico filo che conduce all’essenza, lo percorre insieme a compagni di viaggio capaci ancora di stupirsi, di distinguere l’inganno e spazzarlo via con la forza dirompente e tenue dell’immaginazione… “Eravamo soltanto persone che avevano saputo credere, continuando a farlo, tramutando in realtà l’etereo. Persone convinte che la verità sia la più immaginaria di tutte le soluzioni”.

Nella nuova casa, Zeno riscopre il piacere di cercare, di lasciarsi attrarre, di scoprire fra la montagna di cianfrusaglie accatastate da Bisigato nel seminterrato tracce e percezioni di una galassia illusoria e al tempo stesso pulsante. In questo modo, abbandonandosi alla casualità e lasciandosi ispirare da una lastra posizionata sopra la porta di ingresso che riporta la scritta “Servabo” (conserverò), l’ex autore televisivo concepirà (insieme ai suoi amici recuperatori delle agende, cuori visionari e sognatori) il suo progetto più bello, più innovativo, più comunicativo, il Circolo Servabo, “mercato dell’usato, dell’immaginazione, della fantasia e dei sogni”

Dario Pontuale (Roma, 1978) è scrittore, saggista e studioso di letteratura otto-novecentesca. Autore dei romanzi La biblioteca delle idee morte (2007), L’irreversibilità dell’uovo sodo (2009), Nessuno ha mai visto decadere l’atomo di idrogeno(2012), della raccolta di saggi Ho visto il film (2014) e della biografica critica Il baule di Conrad (2015). Collabora con diverse riviste letterarie e a ha curato edizioni di Flaubert, Maupassant, Zola, Musil, Stevenson, Conrad, Puskin, Svevo, Salgari.

Paolo Risi

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Nessuno ha ma visto decadere l’atomo di idrogeno | Dario Pontuale