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Abbiamo il piacere di intervistare Eleonora Mazzoni la brillante autrice del libro Gli ipocriti Ed. Chiarelettere 2015, recensito da noi qui.

Eleonora Mazzoni è scrittrice e attrice. Nel 2012 ha esordito per Einaudi con il romanzo Le difettose, messo in scena da Serena Sinigaglia al Festival della Mente di Sarzana nel 2014 e attualmente in tournée nei teatri di tutta Italia. Come attrice ha lavorato in teatro, in televisione e al cinema, dove debutta con Citto Maselli in Cronache del terzo millennio (Festival di Venezia, 1996). Diretta da Maselli ha recitato anche ne Il compagno (1999). È nel cast, tra gli altri, di Tutta la conoscenza del mondo di Eros Puglielli (Festival di Berlino, 2001), Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio (Festival di Venezia, 2004) e L’uomo che verrà di Giorgio Diritti (Festival di Roma, 2009 e vincitore del David di Donatello come miglior film, 2010). Fonte www.chiarelettere.it

Ospite gradita di ZEST, ringraziamo Eleonora  per la disponibilità a rispondere alle nostre domande su Cultura, letteratura e vivere sostenibile.

Le esperienze della vita ci aiutano a determinare una nostra idea di benessere, qual è la sua?
Mi sento bene quando sono piena di energia, come un bel sole di giugno alle 10 di mattina, caldo, morbido, potente. E allora la mia testa è curiosa, il mio spirito è vitale ma rilassato, attento a quello che c’è dentro di me, ricettivo rispetto al fuori. Quando recitavo in teatro, dopo che avevo finito di fare il training per riscaldare il corpo e la voce, mi ero truccata e avevo messo gli abiti del personaggio, c’era un attimo in cui, poco prima di andare in scena, poteva capitarmi di stare così. Presente a me stessa, disponibile, creativa. Che bellezza.

Un libro può essere importante nella crescita individuale e può costruire la nostra visione del mondo. Ne ricorda uno determinante per lei?
Soprattutto da adolescente e fino ai 25 anni ho letto tantissimo ed è anche grazie a quei libri che sono diventata la donna che sono. È difficile sceglierne uno solo. Però ricordo un’estate in cui mi imbattei in Memorie dal sottosuolo. Tutto il discorso dell’irragionevolezza, di un doppio oscuro che alberga dentro di noi e ci conduce in direzioni diverse rispetto a quelle che la logica ci suggerirebbe, mi toccò così profondamente da farmi male. Penso che quell’estate sia stata decisiva per le mie scelte di vita.

In che modo la letteratura e l’arte possono supportare una visione di vivere sostenibile?
Perché l’arte e la letteratura ci aiutano a pensare più in profondità, ad andare oltre le apparenze, ci educano alla libertà e all’ascolto. Ci migliorano e di conseguenza migliorano anche l’ambiente che ci circonda.

Un commento personale: crisi dell’editoria o crisi culturale?
Dico la verità. Per il benessere sia personale che altrui preferirei non parlare di crisi per un po’ di tempo. E non lo faccio per non voler vedere qualcosa che è sotto gli occhi di tutti, ma per evitare di crogiolarmi in visioni pessimistiche e aver la scusa così per rassegnarmi e restare immobile. Abbiamo bisogno di sproni, non di deterrenti.

Ci parli dei suoi lavori in corso e come si dice: progetti per il futuro?
Ho appena consegnato un romanzo su Giovanni Evangelista che mi ha commissionato la San Paolo edizione. Un progetto di dodici romanzi che usciranno a maggio in libreria e in contemporanea allegate alle riviste del gruppo, affidato a dodici scrittori. E con Chiarelettere ho cominciato a lavorare a un romanzo che dovrebbe uscire a fine 2017.

Grazie a Eleonora Mazzoni per il suo contributo a ZEST

Antonia Santopietro

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Intervista Eleonora Mazzoni: arte e letteratura ci aiutano a pensare più in profondità