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di Mariangela Camocardi

Foto di Corrado Meregalli

Foto di Corrado Meregalli

da I PIRATI DEL LAGO
Anno Domini 1450

“Il tramonto incendiava il lago e il sole, prima di inabissarsi oltre lo scuro profilo delle montagne, spennellava di riflessi rosso intenso le sue placide acque. Immobile a qualche metro dalla locanda che li avrebbe ospitati quella notte, Cristiana osservava rapita lo spettacolo offerto della natura in quell’angolo del creato che lasciava ammutoliti per la suggestiva armonia del paesaggio. Il lago Maggiore, che in quel punto si accingeva a fondersi maestosamente nel Ticino, si insinuava tra canneti che correvano lunghe le rive, esaltando la verdeggiante bellezza di scenari e prospettive che mutavano con il mutare della luce. Più sopra, sul pendio collinare che dominava il borgo, la Rocca di Angera si delineava superba sull’orizzonte. Sembrava un falco momentaneamente appollaiato sulla roccia, in procinto di spiccare il volo verso l’infinito. A un’occhiata superficiale sfuggivano le ferite che solcavano quella terra che fino a poco tempo prima era stata amena e ridente. Scrutando più a fondo si notavano i segni delle devastazioni subite e dei misfatti perpetrati da un branco di vandali a caccia di bottino. La stessa rocca non ne era uscita indenne, tanto che Giovanni Maria Visconti, pur avido di tasse, aveva emesso un decreto nel quale esentava l’abitato di Angera da ogni onere e taglia quale ricompensa della distruzione attuata in suo nome. I famigerati fratelli Mazzarditi, il cui covo nei castelli di Cannero era inattaccabile, l’avevano ripetutamente devastato con saccheggi, incendi e rapimenti di persone, anche donne, che avrebbero rilasciato solo dopo il pagamento di un ricco riscatto.”


pirati del lagoI pirati del Lago è un romanzo storico di Mariangela Camocardi,

Nella Milano del 1400 dominata dai Visconti, una giovane donna cade vittima della crudele congiura ordita dal patrigno e dalla malvagia figlia di costui.

I due, che mirano a carpirle il patrimonio, riescono a fare imprigionare Cristiana accusandola di aver assassinato la propria madre, mentre in realtà sono loro i veri colpevoli dell’omicidio di Ippolita.

Imprigionata e condannata a morte, la ragazza approfitta del caos che si scatena tra i soldati della guarnigione alla notizia che il Duca di Milano è stato ucciso, per evadere dalle segrete del castello.

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Da “I Pirati del Lago” un pezzo di storia del Lago Maggiore