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Titolo: Svegan
Autrice: Barbara Solinas
Editore: Emma Books
Collana: Cocktail
Formato: M
Prezzo: € 2,99 – in tutte le librerie digitali


Un estratto per gentile concessione della casa editrice.

C’è un nuovo modo di essere vegani, un modo meno schierato eppure altrettanto attento al benessere del pianeta e nostro.

Oggi ci sono i vegani semplici, o Svegan, che hanno fatto una scelta consapevole, magari poco emotiva, politica ed emozionale, ma altrettanto intensa.

Svegan – ricettario d’amor vegano con una storia intorno” nasce da questa constatazione fatta tra me e me, il giorno in cui mi sono resa conto che non sarei più tornata a un’alimentazione onnivora.

Racconta di una scelta, quella di mangiare vegano appunto, e dei pregiudizi che suscita. E’ un piccolo viaggio gourmet, tra ricette e riflessioni, ambiente e abitudini, più o meno buone, che forse sarebbe meglio rivedere.
Un po’ meno serio di così, lo ammetto.
Buona lettura 

Il cibo ha implicazioni imprevedibili. Sceglierlo scatena una reazione a catena, che investe molti aspetti della vita, nostra, degli altri e del pianeta.

Se una piccola comunità scegliesse di non mangiare carne anche un solo giorno a settimana, ridurrebbe il consumo di carne di ben 150 tonnellate l’anno, con la conseguente riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera e della deforestazione necessaria per fare posto ai campi di cereali per la produzione di mangime. Tanto per dire che si parte dal tuo colesterolo per far crescere foreste.

I veryvegan piantano foreste e quindi abbassano il colesterolo.

L’altra cosa che vvegan e svegan hanno in comune è la strada che percorrono. La percorrono in senso inverso, è vero, ma si incrociano spesso, si salutano, e poi ognuno va nella propria direzione. C’è una cordiale indifferenza tra i due pensieri vegani, sono fratelli che si frequentano poco.

Intendiamoci, Stefano continua ad andare al suo supermercato, a fare la coda alla cassa, a raccogliere i punti e a cercare l’euro per il carrello, ma con spirito diverso, critico, azzarderei. Non ha nessuna intenzione di coltivare l’orto, di auto-produrre o di sabotare la sagra della salamella. Solo gli basterebbe un supermercato molto più piccolo, ecco, e magari, essendo più piccolo, il supermercato, ce ne starebbe uno vicino a casa, da andarci a piedi. Capisci Prevenuta? Stavamo parlando di cibo e siamo alla viabilità e urbanistica.

E’ una scelta personale, te lo dicevo già all’inizio di questo strano ricettario. Diversa da un’ideologia, non sta in piedi grazie a una visione, ma per amorevole, divertita e curiosa volontà. Non è neppure necessario scegliere dopo un divorzio, un dolore o un trauma, intendiamoci. Decidi di mangiare vegano quando desideri cambiare davvero qualcosa, affermare un rispetto, pensare al cibo come a nutrimento e non come consolazione, abitudine o semplice necessità.

Ci arrivi, alla scelta, quando ti sganci dalla logica dei kg da perdere, del cibo preconfezionato tanto comodo e veloce, preferendo la salute, scegliendo di dedicare un minimo di tempo al cibo: in generale passiamo più tempo a decidere cosa indossare, che a preparare ciò di cui il nostro corpo ha bisogno.

Scegli quando ti rendi conto che puoi mangiare in modo consapevole, che non vuol dire schierarsi, ma semplicemente prendersi cura di sé e di ciò che ci circonda. E’ una visione olistica, che non separa te dal resto del mondo, ma nel mondo ti immerge e ciò che fai ha conseguenze.

Se pensi sia troppo filosofico e lontano da te, dovresti provare. Un mese. E poi raccontare la tua esperienza, un diario delle cose che hai scoperto, di considerazioni e di come a partire da te stesso tutto, ma proprio tutto, ti appaia diverso. Approfitta di quel mese, per capire. C’è vita oltre il pane e salame e non solo per il maiale.


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Speciale letteratura femminile: Svegan – Barbara Solinas