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tu non lo sai da dove vengoTu non lo sai da dove vengo | Francesco Randazzo
Meridiano Zero Edizioni – 2015

 

Catania, Via Canfora 91, più che un indirizzo una richiesta di aiuto, un imperativo barcollante.
Un anziano, smunto e puzzolente, la mente svaporata, balza su una vecchia Renault Clio ferma ad un semaforo e chiede al conducente di accompagnarlo a casa, in via Canfora 91. Il caldo è opprimente, il traffico crudele, il vecchio si lamenta perché la strada del ritorno è confusa nella memoria, il conducente è sopraffatto dagli effluvi corporei, dalla frustrazione, oscilla sul ciglio di una crisi di nervi, il vecchio recita la sua litania, la strada è questa dice… “è questa, dice lui, ma non è quella neanche per un cazzo e si lamenta ancora e ricomincia la trottola.
I guerrieri della strada, automobilisti arroganti e incattiviti, strillano e intanto nell’abitacolo della vecchia utilitaria si intrecciano ricordi, risuonano rintocchi di Storia, di luminosi condottieri e il vecchio, approfittando di una sosta, scende dall’auto e si avventura su un fianco della tangenziale per declamare un passo dell’Odissea. Inizia così un’esplorazione senza meta per il guidatore e il suo passeggero, un tuffo nei rimpianti, nelle passioni estinte, riepilogo sorprendente perché nel menu abituale, nella consueta risacca dei giorni, non c’è tempo per darsi tempo e i secondi sfrecciano inconsistenti.
Intanto sopraggiunge la sera nella scatola a motore, divenuta palcoscenico di una drammaturgia accidentale, nel vortice urlante trovano spazio occasionali porti di attracco, parole che si innalzano dai fumi di monossido, acque cristalline che zampillano da IL BATTELLO EBBRO di Arthur Rimbaud, da LA TERRA DESOLATA di Thomas Stearns Eliot, dal discorrere carnale di William Shakespeare, dall’orazione dolente di un Anonimo Nativo Americano (Non piangere sulla mia tomba / Perché io non sono là sotto / Io non dormo / Io sono mille venti che soffiano / Io sono lo scintillio del diamante sulla neve…).
Emergono dal caos di svincoli e periferie gentilezze a mezza voce, l’umanità, la direzione verso cui ripartire, fino a quando non appare la sagoma notturna di un hotel sul mare e sembra giunto il momento di congedarsi, di mettere fine alla ricerca angosciosa. Un tuffo e il vecchio sfida l’orco addormentato, l’acqua che si increspa leggermente sfiorata dalle parole tumultuose del Bardo… Quasi dieci metri sott’acqua tuo padre giace / Le sue ossa son fatte di corallo / Ci sono perle dov’erano i suoi occhi / Niente di lui si dissolve / Ma si trasforma nel mare.

TU NON LO SAI DA DOVE VENGO di Francesco Randazzo nasconde sotto una patina spumeggiante, a tratti corrosiva, una malinconica e dolcissima descrizione di un incontro fra due uomini, due naufraghi di terra in cerca di un approdo ospitale e definitivo. Gli eventi di una giornata particolare, l’esasperazione che si trasforma in accettazione, fanno emergere considerazioni penetranti sulla vecchiaia, sul suo essere condizione sociale ambigua, fra commiserazione e desiderio di riscatto, e testimoniano l’inganno, lo spaesamento di anime prosciugate nel bailamme quotidiano.
A fare da sfondo alla vicenda, quasi un’epopea on the road, Catania con le sue contraddizioni e i suoi mondi in chiaroscuro, il mare che silenzioso sibila vendetta e l’Etna, il vulcano reale e leggendario che asseconda la purificazione eroica, la trasfigurazione definitiva di un Don Quijote malinconico… Ma adesso, tra i fumi delle bocche laviche, sfumato tra gli sbuffi di fiato del vulcano, appare splendido e superbo, un gran cavaliere della notte, un hidalgo fiero, soffuso nella luce dell’aurora che comincia a trasparire dal mare

Paolo Risi


Nota Biografica

FRANCESCO RANDAZZO, scrittore e regista diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico e allievo di Andrea Camilleri, ha realizzato regie per teatri pubblici e privati. Come drammaturgo ha vinto prestigiosi premi e molti suoi testi sono tradotti all’estero. Ha pubblicato testi teatrali, poesie, racconti e un romanzo.

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Tu non lo sai da dove vengo | F. Randazzo