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Foto presa dal web

Era il 2005 quando Luigi Sangalli, fotografo e appassionato d’arte, costruì dal nulla Sangalleria facendo rinascere e riadattando uno spazio da anni abbandonato nel cuore di Arcumeggia.

Una sfida studiata in gran segreto, da paladino di altri tempi, di chi ama il bello e ritiene necessario condividerne i frutti, superando di slancio ostacoli tecnici e perplessità.

E il luogo della sfida, del sentimento, è altamente simbolico, perfino autorevole perché Arcumeggia (frazione del comune di Casalzuigno, sul culmine fra Valcuvia e Valtravaglia in provincia di Varese) è forse il più importante paese dipinto d’Italia.

Le sue venature di pietra, i suoi angoli misteriosi e le piazze riverberano echi di civiltà rurale e a volte con clamorosa evidenza, a volte quasi sottovoce, l’arte proietta l’incanto dalla parete di una casa, dal muro di un cortile.

Una storia, quella del borgo dipinto della Valcuvia, che ha un passo moderno e al tempo stesso remoto.

Dagli anni cinquanta, nell’intento di ridare speranza ad un paese minato dall’abbandono, grandi artisti lasciarono ad Arcumeggia il loro segno, i loro colori a cielo aperto.

Un progetto “illuminato” di accoglienza dell’arte che portò alla costruzione della “Casa del Pittore” e alla realizzazione di una quarantina di affreschi, opere perfettamente incise nell’atmosfera montana, firmate da grandi nomi fra i quali Aligi Sassu, Giuseppe Migneco, Aldo Carpi, Gianfilippo Usellini, Remo Brindisi, Innocente Salvini.

Foto © Paolo Risi

Foto presa dal web

Sangalleria (circa trenta le mostre organizzate ad oggi) rappresenta quasi un avamposto del Paese dipinto, un silenzioso ed accogliente salotto nel severo abbraccio di pietra, con i boschi ad incombere sui confini ultimi del paese. Luogo bello e vivo, che aprì i battenti non certo timidamente, ospitando Luigi Russolo e Marco Costantini, e che nel corso degli anni ha continuato a ribadire il suo delicato ma pugnace motivo d’essere, sorprendendo con magnifici allestimenti, come quello dedicato a Giovanni Battista Piranesi che portò ad Arcumeggia oltre 2000 visitatori, o accompagnando i tempi odierni, tambureggianti, omaggiando con la mostra “Arte cibo dell’anima” l’evento planetario per eccellenza (Expo Milano 2015) .

La costanza e la qualità delle proposte testimoniano il meraviglioso nucleo di passione che contraddistingue la piccola galleria d’arte.

Foto di © Paolo Risi

Foto di © Paolo Risi

Un generatore di cultura (personificato da Luigi Sangalli e dal suo collaboratore Flavio Moneta) che ha la forza di eludere l’indifferenza, la visione limitata di chi ritiene il sostegno all’arte un impegno complementare.

Missione cavalleresca, necessaria, perché dal borgo di Arcumeggia e da Sangalleria ci ricordano con pacata fermezza che “Taluni affermano che non c’è pecunia da destinare all’arte, ma nonostante ciò noi perseveriamo comunque e opponiamo a tale affermazione la stessa tautologica risposta: costa di più l’ignoranza che la cultura.”

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Zest ringrazia Paolo Risi per questo bellissimo articolo e per la foto gentilmente offerta. 

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Uno splendido esempio di amore per l’arte, la Sangalleria ad Arcumeggia (VA)