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Portfolio delle curatele realizzate con il progetto LITERARIA

Consulenza editoriale dedicata a: saggistica ambientale, ecocritica econarrativa, ecopoesia, nature writing, critica letteraria.

SAGGISTICA

UNA POSSIBILITA’ DEL LINGUAGGIO. di Alfredo Zucchi
MUCCHI EDITORE 2021

«Le idee più preziose vengono trovate per ultime», scrive Nietzsche. «Ma le idee più preziose sono i metodi». In questi saggi Alfredo Zucchi trae da Pierre Menard – il celebre personaggio di Jorge Luis Borges che, com’è noto, intende riscrivere verbatim il Don Chisciotte – lo spunto per posare uno sguardo paradossale sul segno letterario. Il metodo di Menard instaura infatti tra il soggetto osservante e l’oggetto osservato un’indistinzione esasperata e tuttavia alienante, talché l’uno e l’altro diventino, insieme, prossimi e incolmabilmente distanti. Così, nel saggio che apre il libro, un confronto serrato con il testo di Michel Foucault La follia, l’assenza d’opera mette in luce i legami tra una certa esperienza della follia e la letteratura fantastica d’impronta borgesiana. Questi legami investono il movimento del linguaggio che implica se stesso e si sdoppia, denudando le sue interne e inesplorate cavità. Di associazione in associazione, da Mallarmé a Borges, da Ricardo Piglia a Danilo Kiš, da Julio Cortázar a Nietzsche e Furio Jesi, l’indagine dell’Autore approda al confronto con l’opera di Roberto Bolaño. L’ossessione del vuoto percorre tutti i saggi e finisce con un congedo umoristico: quando, in “Specchio riflesso”, Zucchi tenta un consuntivo del metodo di Pierre Menard scopre un conflitto insanabile, comico e tragico al tempo, tra il segno letterario e il soggetto che, enunciandolo, semplicemente lo veicola nell’illusione di esserne l’Autore.

SU ZEST LEGGI UN ESTRATTO QUI.


STORIA DEL DIRITTO AMBIENTALE – Tullio Berlenghi
Primiceri editore  2018

Questo saggio ha l’obiettivo di ricostruire la storia del diritto ambientale, partendo dalle primissime organizzazioni sociali fino ai giorni nostri. Il saggio, dallo stile divulgativo, è destinato a chiunque sia interessato ai temi ambientali, anche senza avere una formazione giuridica.


Nelle terre esterne. Geografie, paesaggi, scritture | Matteo Meschiari
(prefazione di Andrea Cortellessa)
Stem Mucchi editore 2018
in copertina Lucerna 1972, di Luigi Ghirri

 

In che modo un’opera letteraria può arricchire la riflessione geografica? In che misura lo sguardo che ha uno scrittore sul paesaggio può fare luce sulle prerogative spaziali di Homo sapiens? Da tempo si insiste sul contributo che può dare la geografia all’interpretazione del testo o alla ridefinizione del canone e della storia della letteratura. Atlanti e cartografie letterarie, narrazioni spaziali, libri-paesaggio, eterotopie, distopie, palinsesti letterari e palinsesti geografici, mappe come testo e testi come mappe, parchi letterari e geositi culturali: qual è la struttura che connette queste esperienze di geografia più o meno intuitiva? Per rispondere, per cercare le tracce di Homo geographicus in autori come Sbarbaro, Calvino, Biamonti, Manzoni, Stoppani e Gadda, bisogna operare un’inversione di paradigma. I testi letterari, per quanto siano la cristallizzazione artistica di un io e di un’epoca, sono comunque degli etnotesti, dei documenti spontanei che registrano, nella storia individuale e collettiva, il «fare spazio» dell’uomo, cioè modi, strategie e narrazioni del suo stare al mondo nel mondo. Se allora la geografia ha anche a che vedere con l’immaginazione (esplorativa, modellizzante, predittiva), se i problemi di spazio sono il punto d’intersezione tra dinamiche ociali e dinamiche ambientali, e se, con Gaston Bachelard, l’immaginario spaziale è fotografato al meglio nella pagina scritta, allora per il geografo, l’antropologo e il critico letterario si apre un terreno d’indagine nuovo: la geoantropologia del testo.


L’INVENZIONE DELLA CASA. STORIA DI UNA TRAPPOLA 
Maurizio Corrado
Primiceri Editore 2018
Immagine di copertina:
Gaetano Fracassio, “Intimo rifugio” 2009, 175×130 olio e pigmenti puri emulsionati ad olio, su tela; collezione privata.

La casa, trecentomila anni senza averne bisogno, poi abbiamo cominciato a coltivare e abbiamo inventato confini, proprietà, capitale e ai larghi orizzonti aperti abbiamo preferito piccoli spazi chiusi. Perché? E sarà per sempre?

Gli oltre quarant’anni del costruire ecologico hanno rivelato che il problema della casa è la casa. Abbiamo un corpo fatto per stare in movimento, il nostro cervello si è sviluppato sulle strategie dei grandi spazi, ora l’abitudine alla rete mette in evidenza la contraddizione di fondo della nostra società, nata sul possesso della terra. È necessario trovare nuove soluzioni per l’abitare e per le città, ma fino a quando continuiamo a cercare la soluzione all’interno del sistema che ha generato il problema, possiamo solo fallire.

La prospettiva in cui si muove il testo è quella della Storia Profonda, non solo gli ultimi cinquemila anni, ma i trecentomila della nostra esistenza di Homo Sapiens, il tema dell’abitare è affrontato dalle radici della nostra specie, ampliando lo spazio di lavoro e sviluppando tesi che mettono in discussione la natura stessa dell’abitare, dell’ambiente costruito e della sostenibilità.

Il problema della casa viene così affrontato da quando ancora non esisteva per arrivare a esplorare soluzioni inedite. Si esce dal modello sedentario per iniziare a camminare in una cultura mobile altra con uno scarto che permette una visione più chiara del contemporaneo e fa intravedere possibili vie di azione, impossibili da identificare se continuiamo a dibatterci all’interno del modello dominante.


BenFatto – Innovare e crescere con la sostenibilità – Alessio Alberini
Primiceri editore 2018

In Italia ci sono già centinaia di Aziende, Marche e Persone che hanno deciso di partire per “fare l’Impresa” e fare dello sviluppo sostenibile la loro terra inesplorata. Una terra di eccellenza rinascimentale, dove il bello, il Benfatto, l’utile e con uno scopo, sono la regola e non l’eccezione.


IL CAUCASO. LA PESANTE EREDITÀ DELL’UNIONE SOVIETICA E IL DILEMMA STRATEGICO  – Bordeaux edizioni

La tormentata regione del Caucaso – considerata una complessa linea di confine tra l’Europa e l’Asia – è oggi percepita come l’epicentro di una esplosiva contingenza geopolitica. In quest’area ricca di risorse energetiche è iniziata una serrata competizione, senza esclusione di colpi, tra le grandi potenze in cerca di idrocarburi. Ma la situazione interna è ancora più turbolenta, e queste nuove presenze – oltre ai pressanti tentativi russi di mantenerne il controllo – rischiano di far riesplodere o di acuire le tensioni e i conflitti già presenti, come le guerre di Cecenia, gli scontri per il Nagorno Karabakh, le aspirazioni separatiste di molte popolazioni e le marcate differenze etnico religiose che rivendicano rispettive porzioni territoriali. Per molti analisti, il Caucaso è oggi valutato una delle regioni più conflittuali del panorama internazionale.


NARRATIVA

Collana Natura (Editore Les Flaneurs) è un progetto letterario che ha l’obiettivo di seguire la direzione e le tracce della complessa relazione tra umano e non-umano, uomo e natura, ecosistema e ambiente. Intende così restituire una prospettiva sull’attualità, determinata sia dalle questioni climatiche che dalla trasformazione dei luoghi, nell’interazione chiave col paesaggio. 

La stagione delle balene bianche 
Marco Nifantani
Lesf Flaneurs – Collana Natura 2021

Nel romanzo La stagione delle balene bianche, che dà avvio alla collana, Marco Nifantani ci mostra un’apprezzabile attitudine a tenere insieme i sentimenti, a legarli agli eventi osservando una misura che assicura al romanzo un equilibrio tra nostalgia e dialogo interiore. Diversi sono temi affrontati: l’allontanamento, l’adattamento a un nuovo territorio, il mantenimento del legame con la terra di origine.


FIDATI E AFFIDATI. L MIO CAMMINO DI SANTIAGO
Les Flaneurs edizioni 2019

Il Cammino di Santiago… più di 800 chilometri da St. Jean Pied de Port, ai piedi dei Pirenei, per arrivare a Santiago di Compostela, alla tomba di San Giacomo. Da percorrere rigorosamente a piedi. In molti ogni anno lo intraprendono spinti dalle motivazioni più svariate: motivi religiosi, ricerca di sé o del senso della vita, voglia di mettere alla prova i propri limiti, semplice moda, desiderio di avventura… ogni pellegrino porta con sé la propria storia e ciò che lo ha spinto a compiere questo passo. Questo libro è il diario di viaggio, redatto giorno per giorno, di una donna che ha deciso di lasciarsi alle spalle per un mese la propria routine, la famiglia e le comodità della vita “civile” per vivere fino in fondo questa esperienza, oggi più che mai fuori dall’ordinario; un cammino allo scoperta non solo di spettacoli paesaggistici senza pari, meraviglie architettoniche e paesini dove il tempo sembra essersi fermato, ma anche di una dimensione di vita più umana e autentica, del tutto svincolata dalla frenesia e dagli egoismi della società moderna. Un racconto ricco di significato, e al tempo stesso una guida pratica piena di preziose informazioni per tutti i futuri pellegrini.


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