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Il campo dei cigni | Marina Cvetaeva
Nottetempo – 2017

Fino ad ora inedito in Italia nella sua interezza, il ciclo “Lebedinyj stan” (Il campo dei cigni), raccoglie poesie scritte da Marina Cvetaeva tra il marzo del 1917 e il dicembre del 1920.

Il ciclo, consegnato da Cvetaeva insieme ad altri materiali, ordinati e ricopiati, all’Università di Basilea, prima del suo rientro in Unione Sovietica nel 1939,  verrà stampato per la prima volta intero solo nel 1957, a cura di Gleb Struve (Monaco).

Traduzione, introduzione e note esplicative a cura di Caterina Graziadei.

 

Per gentile concessione della casa editrice pubblichiamo, in contemporanea con l’uscita del libro, e in esclusiva
tre poesie scelte dalla raccolta Il campo dei cigni


За Отрока – за Голубя – за Сына,
За царевича младого Алексия
Помолись, церковная Россия!

Очи ангельские вытри,
Вспомяни как пал на плиты
Голубь углицкий – Димитрий.

Ласковая ты, Россия, матерь!
Ах, ужели у тебя не хватит
На него – любовной благодати?

Грех отцовский не карай на сыне.
Сохрани, крестьянская Россия,
Царскосельского ягненка – Алексия!
4 апреля 1917 (третий день Пасхи)

 

Per l’Adolescente, il Colombo, il Figlio,
per il giovane principe Alessio
prega, terra devota, prega Russia!

Asciuga gli occhi suoi d’angelo,
rammemora come cadde a Úglič,
ucciso, il Colombo – Dimitrij.

O tenerissima madre, madre Russia!
non hai forse più in serbo per lui –
scorte d’amorevole benevolenza?

Non punire la colpa del padre nel figlio.
Proteggi, Russia contadina, Alessio,
il principe – l’agnello di Càrskoe Selò!
4 aprile 1917 (terzo giorno di Pasqua)


Гроши нищие,
Гроши острожные,
Потом и кровью добытые
Гроши вдовьи,
Про черный день
Да на помин души
Отложенные.

Так, на рассвете,
Ставят свечи,
Вынимают просфòры –
Старухи, воры:
За живот, за здравие
Раба Божьего – Николая.

Тàк, на рассвете,
Темный свой пир
Справляет подполье.
10 апреля 1917


soldi di mendicante,
soldi di delinquente,
soldi di vedova grondanti
sangue e sudore,
messi da parte
per i giorni di nera
e la messa dei morti.

Così, al far dell’alba,
accendono candele,
cavano fuori ostie consacrate –
vecchie, ladruncoli:
lunga vita, alla salute
del servo del Signore – Nicola!

Così, al far dell’alba,
allestisce il suo oscuro
festino il sottosuolo.
10 aprile 1917


Из строгого, стройного храма
Ты вышла на визг площадей…
– Свобода! – Прекрасная Дама
Маркизов и русских князей.

Свершается страшная спевка, –
Обедня еще впереди!
– Свобода! – Гулящая девка
На шалой солдатской груди!
26 мая 1917


Dal tempio armonioso e severo
uscisti ai fischi della piazza…
– Libertà! Bellissima Dama
di prìncipi russi e marchesi.

Fu un’orrenda prova del coro –
a Messa non ancora officiata!
– Libertà! Prostituta stretta
all’ebbro petto d’un soldato!
26 maggio 1917

 

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Il campo dei cigni | Marina Cvetaeva