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TRADURRE IL PASTICHE
Ornella Tajani,
Mucchi 2018

 

Che cosa significa tradurre il pastiche? Come esplorare le soglie e i confini fra scrittura, riscrittura, lettura critica e traduzione? A partire da un corpus scelto di pastiches novecenteschi in lingua francese, in queste pagine il pastiche si trasforma per la prima volta in oggetto concreto di riflessione traduttologica.  Dall’Affaire Lemoine di Proust alla Chasse spirituelle di Rimbaud, dai Veilleurs di Desnos ai pastiche lipogrammatici di Perec, la dialettica fra invenzione letteraria e prassi traduttiva, fra produzione testuale e creatività interlinguistica dà voce a una serie di questioni al cuore del dibattito traduttologico contemporaneo: l’autorialità del traduttore, l’opportunità della nota di traduzione, i limiti imposti dalle contraintes, la restituzione dell’effetto mimetico…


Per gentile concessione della casa editrice vi proponiamo la lettura dell’intera premessa al saggio:

 

Premessa
Come accade per molti studi di traduttologia, qui intesa come analisi dei procedimenti traduttivi, l’idea originaria di questo libro scaturisce da un’esperienza pratica di traduzione, ossia quella che ha riguardato il testo Une soirée mémorable, pastiche o travestimento burlesco (sulla definizione di pastiche e sulle varie distinzioni entrerò in seguito nel dettaglio) scritto da Jean Cocteau e Raymond Radiguet, in cui i due autori giocano con un componimento di Rimbaud e, manipolandolo come una materia malleabile, creano dal testo di partenza qualcosa di nuovo. In quell’occasione si sono poste da subito alcune questioni: come consentire al lettore italiano il riconoscimento dell’ipotesto rimbaldiano? Occorreva ricreare quel pastiche mai tradotto in precedenza a partire da una delle traduzioni già note in Italia della poesia di Rimbaud? E come regolarsi, invece, se la traduzione preesistente non avesse consentito i giochi linguistici peculiari del testo di partenza? Al di là di questi interrogativi specifici, è parso subito chiaro che la traduzione del pastiche porta necessariamente ad affrontare alcuni grandi nodi traduttologici e contribuisce ad arricchire il dibattito scientifico su vari piani: il rapporto fra traduzione e scrittura imitativa; il ruolo del traduttore come coproduttore del testo; la questione della libertà, o della infedeltà creativa, per riutilizzare una terminologia borgesiana; il discorso sulle differenti voci di un testo (a partire dagli studi di Theo Hermans), e dunque sulla voce del traduttore alle prese, nel caso del pastiche, con almeno altre due voci (l’autore pastiché e l’autore pasticheur), quando non anche con la voce del precedente traduttore dell’autore pastiché; e via dicendo. continua

 

 

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Tradurre il pastiche | Ornella Tajani – ESTRATTO

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