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Transizione EcologicaTransizione ecologica (La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia) | Giraud Gaël EMI Edizioni

 

L’attuale stato di crisi recessiva in cui versa l’Europa, e che in particolare riguarda gli stati affacciati sul Mediterraneo, viene analizzato da Gaël Giraud a partire dalla tempesta finanziaria che colpì gli Stati Uniti dal 2007, evento che coincise con l’esplosione della bolla del mercato immobiliare e la conseguente riduzione sul lastrico di circa 3 milioni di famiglie americane. Un tracollo non del tutto inatteso, favorito da rappresentazioni politiche e culturali che (in base a differenti angolature) identificano il benessere con la realizzazione di una “società di proprietari”, di cittadini sospinti dall’utopia di una “crescita sempre maggiore”. Si tratta di strutture di pensiero a cui contrapporre una valutazione adeguata dei tempi odierni e in divenire, nuovi paradigmi – scrive Mauro Magatti nella prefazione all’opera – capaci di rispondere alla lezione che la crisi sta portando con sé.
Collegandosi quindi agli accadimenti che colpirono il cuore pulsante del capitalismo contemporaneo, Giraud valuta in prospettiva l’eurozona come attore principale di un possibile collasso delle economie del sud del continente, a cui inevitabilmente si legherebbero tensioni e ostilità fra i paesi coinvolti. L’equazione che sta spingendo i paesi della fascia mediterranea verso il baratro prevede l’imposizione dei così detti “aggiustamenti” nei tenori di vita per giungere ad una ipotetica competitività. Per contro, ai paesi del nord continentale, verrà sempre più naturale allestire politiche di “riforma strutturale” con flessibilizzazione del mercato del lavoro e smantellamento dello stato sociale. Al centro di questi allarmanti scenari la pervasività del settore bancario (a cui difficilmente si negano “linee di credito”) e in particolare gli eccessi della finanza non regolata e occulta. Nel quadro in divenire spicca la funzione di controllore politico (e non viceversa) riservato alla Banca Centrale Europea, organismo impegnato, fra le altre cose, a tutelare gli interessi della sfera finanziaria privata.
Per uscire dall’impasse – spiega Gaël Giraud – occorre individuare in modo prioritario i mezzi per far girare una macchina economica che potrebbe divenire deflazionistica per decenni – e questo significherebbe maggior disoccupazione e precarietà.
Uno dei cammini indicati dall’economista e gesuita francese è rappresentato dall’avvio di una transizione ecologica, di un’era post-fossile, a partire dalla mobilità, da un riassetto del settore edilizio in termini di risparmio energetico. Si tratta di una visione ambiziosa, a cui non farebbe difetto l’intraprendenza e il know-how delle grandi imprese europee, che tuttavia, per essere attuata, necessita di un impulso politico (un cambio di civiltà) capace di andare al di là degli interessi lobbystici (tasse più alte per chi inquina) e della logica finanziaria di breve termine. Un percorso di conversione – umano, tecnologico, istituzionale, culturale, sociale – che contempli l’identificazione delle risorse (naturali e riferite alla liquidità e al credito) come beni comuni e che promuova “l’esperienza della riconciliazione delle nostre società con lo Spirito che è all’opera nella nostra storia”.
“TRANSIZIONE ECOLOGICA – La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia” esplora minuziosamente il territorio opaco della finanza internazionale utilizzando un linguaggio accessibile a tutti. È una vera e propria opera di “svelamento” quella perseguita dallo studioso transalpino, quanto mai meritoria in quanto scardina le complesse strutture lessicali su cui il sistema finanziario poggia buona parte del suo potere. Accedendo al nocciolo dei problemi, identificando le cause e le spinte dirompenti, tenendo insieme, senza giustapporli, aspetti tecnici, istituzionali e culturali, Giraud accompagna il lettore a più equilibrate visioni della realtà, a considerare plausibile il cambiamento verso “un’economia finalmente capace di tornare a puntare sull’investimento, la qualità complessiva della vita economica, istituzionale e ambientale, la coesione sociale, lo sviluppo e la valorizzazione delle capacità personali” (Mauro Magatti).


Nota Biografica:

Nato nel 1970, economista, gesuita, è chief economist all’Agence Française de Développement. Direttore di ricerche al CNRS (Centre national de la recherche scientifique), fa parte del Centro di Economia della Sorbona, del Laboratorio d’Eccellenza di Regolazione Finanziaria e della Scuola di Economia di Parigi. ConTransizione ecologica, giunto in Francia alla 3ª edizione, ha vinto il Prix Lycéen.

 

Paolo Risi

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