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Eclissi | Ezio Sinigaglia –
Nutrimenti Edizioni

di Paolo Risi

Eugenio Akron alle soglie dei settant’anni si regala un viaggio per godere di un’eclissi totale di sole. Approda su un’isola del nord Europa a 200 miglia dalla Scozia, il luogo ritenuto ideale per assaporare il breve evento planetario. Prende accordi con un arcigno pescatore per poter assistere all’eclissi da un’imbarcazione in mare aperto e visita il piccolo villaggio assorbendone ritmi, colori e asperità.

Ma a poche ore dal suo arrivo, all’interno della locanda che lo accoglie, fino a quel momento comoda, ospitale, fanno la loro apparizione turisti e astrofili, quasi tutti biondi, svedesi, che bivaccano rumorosamente sbattendo a mezz’aria boccali di birra.

Dal margine del locale, discosta da quell’aggregato festoso, una mano accenna ad un saluto, una donna richiama l’attenzione di Akron per invitarlo al suo tavolo, l’unico praticabile, ed è così che Eugenio Akron fa la conoscenza con Mrs Clara Wilson, americana di Boston, cacciatrice di eclissi, “una coetanea, suppergiù, elegante e dai modi squisitissimi”.

Fra i due si realizza un’indefinibile complicità, sfiorata dai ricordi, dalle amarezze della vita e corroborata da un gioco sbarazzino di meta-traduzione, entrambi comunicano nella lingua dell’altro, un po’ esercizio intellettuale un po’ slancio puerile che funzionerà da polverina reagente, capace di diluire i grumi della riservatezza.

Eugenio rivela alla donna di aver intrapreso quel viaggio nella convinzione che l’isola e l’evento planetario avrebbero fatto sorgere in lui una domanda, rimasta fino ad allora inespressa, confusa, e Clara desume la presenza di ferite profonde, intermittenti e pulsanti nell’anima di Eugenio, sanate di volta in volta da sottili spostamenti razionali che nei tre minuti dell’eclissi, delle tenebre, nulla potranno contro una consapevolezza dolorosa e rivelatrice.

Ezio Sinigaglia prenota ad Eugenio Akron il viaggio più complesso, lo slancio di separazione da un mondo smascherato, abitato da figli privi di passione, da uomini allo stesso tempo stupidi e intelligenti, per gettare l’ancora nelle profondità mistiche annidate ai margini della terra convulsa, del rumore… “Percorse a grandi passi tutto il molo, perlustrando le poppe dei pescherecci, fiutando il salmastro degli scafi, la ruggine dei cavi, degli ami, delle bitte, tendendo l’orecchio al cigolare dei legni e delle funi…”

Ma Sinigaglia non ritrae un personaggio rapito e ammaliato, in contemplazione muta di deliziosi o strabilianti eventi naturali, non lo abbandona allo stordimento, tutt’altro, lo pungola, lo mette alla prova affidandogli un idioma recalcitrante, lo immerge in apnea dentro un paesaggio potente, acuminato, descritto con amore.

E nel quadro seducente di profumi e nuvole mobili, nell’incedere magnifico della storia e nell’incontro decisivo fra un uomo e una donna appassionati, fanno capolino l’ironia preziosa e le piccole cose, tenere deviazioni luccicanti come stelle senza nome… “Sedette perciò accanto a lei sul castello di prora, attento ad averla alla propria destra, e incurante invece del sottile velo di umidità e di vapori disteso sul legno. Del resto uno degli ultimi suoi desideri – lo ricordava benissimo – era stato quello di cavalcare una barca con il sedere bagnato”.


Enzo Sinigaglia è nato a Milano nel 1948. Ha svolto diversi mestieri, tutti legati alla scrittura: redattore, traduttore, fotocompositore, copywriter, ghostwriter, autore di guide turistiche e, da ultimo, docente di scrittura all’Università di Milano Bicocca e in altre sedi. Dopo “Il Pantarei” (1985), ha continuato a coltivare in privato la sua voce narrativa, mentre quella saggistica ha occasionalmente trovato la via della pubblicazione. Per Nutrimenti ha tradotto il racconto “Leviatano” di Julien Green, pubblicato nel volume “Viaggiatore in terra” (2015).

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Eclissi | Ezio Sinigaglia

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