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Ecopoesia: le poesie di Massimo D’Arcangelo
da INTATTO. INTACT. ECOPOESIA. ECOPOETRY (La Vita Felice,2017)

[ITA]
GLI OCCHI POSSO RESPIRARE

I blocchi di cemento accatastati accanto al cantiere
sono oggi coperti dalla neve. Gli occhi possono respirare.
Resto per un attimo fermo alla finestra a fissare, osservo.

Mai prima di allora avevo visto quel paesaggio immacolato.
Da tempo, qui, tutto è abbandonato alla sconfinata indifferenza.

I mezzi dismessi che costeggiano le inferriate
sono ormai arrugginiti, qualche cane randagio li abita.
L’olio bruciato caduto dai motori ha inaridito il campo, spettrale.

Resto per un attimo fermo alla finestra a fissare il candore della neve.
È notte. Vedo solo alberi. Gli occhi possono respirare.

[EN]
MY EYES CAN BREATHE

The cement blocks stacked by the construction site
are covered in snow today. My eyes can breathe.
I linger a minute by the window and absorb, observe.

I’d never seen the immaculate countryside before.
For years, here, all’s been left to sprawling indifference.

The abandoned machines that line the fence
are covered in rust, home to stray dogs; the fields,
other worldly, sucked dry by burnt motor oil.

I linger for a minute by the window and absorb the snow’s clarity.
It’s night. I see only trees. My eyes can breathe.


[ITA]
IL TIR DEL MACELLO SULLA STRADA PROVINCIALE

Lingue blu controvento leccano rugiada rugginosa.
Il sole delle dodici e trenta è un miracolo del passato
è un miraggio lontano, è il fratello rapito
agli occhi di chi con esso ha pascolato.

Le auto inebetite sfrecciano su ebano che brucia
spaccando il paesaggio. Nessuno pensa a quelle lingue
ferite, sorpassate ad alta velocità. La verità è nascosta
dalla bellezza del cielo, dal chiarore delle colline.

I bambini sorridono, dal lunotto
salutano, mandano baci ai vitelli
che s’immaginano andranno in montagna
o forse in quella valle giù all’orizzonte.

Ma nessuno ci pensa. A nessuno
viene in mente che nello stesso giorno
poche ore dopo, poco dopo, molto presto
prima che faccia notte quelle lingue saranno tagliate

il ventre della bestia squartato
mentre gli zoccoli possenti, amputati, suoneranno sordi
sulle mattonelle del macello in un oceano miasmatico di sangue
in un tumulto crepitante di bava bianca ondeggiante.

[EN]
BUTCHER TRAILER ON A COUNTRY ROAD

Blue tongues, upwind, drink rust-red dew.
The twelve-thirty sun is another time’s miracle,
a long mirage, an abducted brother
in the eyes of those who’ve grazed with it.

Half-wit cars slingshot around the burning black
and split the land. No one minds the swollen tongues,
glossed over at such a sprint. The truth is washed
in the beauty of the sky, the hillside glow.

The children in the backseat smile
and wave, blow kisses to the calves
who they picture high the mountains
or low, at the horizon, in the valley.

But no thoughts turn this way, nobody
slows to think that this same day,
in a few hours, a little later, not long,
before it’s even dark they’ll have no tongues,

their bellies quartered,
while their hard hooves, hacked off, sound mutely
on the slaughterhouse floor, in a stewing stream of blood,
in a sputtering torrent of swaying white slather.


[ITA]
MARE NERO

Non è la notte a rendere questo mare nero.
La morte ha allungato la falce prepotente
ha dettato la legge dell’umana incoscienza

strappato alle onde le ali del pellicano
che a mano a mano affondano come affonda
questo mostro d’acciaio che sanguina petrolio.

Un grido soffocato di madre emerge dall’acqua,
porge alle reti dei pescatori
un sudario di creature irriconoscibili.

Le branchie serrate, le squame bruciate
le pance gonfie, le pupille bianche
in fila fra le pieghe della battigia.

Il lato oscuro del progresso torna costante.


[EN]
BLACK SEA

It’s not the night that makes this sea black.
Death lowered its imperious reaper,
laid out the law of the human unconscious,

tore the pelican’s wings from the waves,
which, feather by feather, go under, as this steel
enormity bleeding petroleum goes under.

A mother’s stifled cry comes up from the water,
a shroud of unidentifiable creatures
offers itself to the fishing nets.

Gills closed, scales seared,
bellies swollen, pupils pale,
they form rows in the folds of the battle.

The dark side of progress returns eternal.


*Videopoesia “MARE NERO/ BLACK SEA” directed by Stefano Caranti

 


Massimo D’Arcangelo, ha pubblicato “Intatto. Intact. Ecopoesia. Ecopoetry” (La Vita Felice, 2017), un libro di ecopoesia bilingue italiano-inglese scritto in contrappunto con Anne Elvey e Helen Moore, una collaborazione internazionale che mette in luce le prospettive ambientali di luoghi geografici distanti tra loro (Italia, Inghilterra, Australia) legati dalle medesime preoccupazioni ecologiche.

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Ecopoesia: le poesie di Massimo D’Arcangelo