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Nanao Sakaki (1923 – 2008), poeta giapponese, nei primi anni ‘60 incontra Gary Snyder e Allen Ginsberg. Fonda con altri “The Tribe”, un’esperienza comunitaria alternativa su Suwanose Island. Successivamente viaggia nel deserto australiano, e vive nelle terre aride del Sudovest degli Stati Uniti, sulla Sierra Nevada californiana e lungo la costa del Maine.
Il 1 gennaio 2023 ricorre il centenario della sua nascita e per festeggiare e omaggiare il poeta Nanao Sakaki, abbiamo tradotto alcune sue poesie tratte da How the Live on Planet Earth, Blackberry books 2013


traduzione di Antonia Santopietro

 

Certificato medico (dicembre 1983)

Le tue gambe diventano deboli per prime.
Poi il tuo stomaco, quindi la testa.
Alla fine è la tua mente a indebolirsi.

No, la nostra mente si indebolisce per prima.
Poi la tua testa, quindi lo stomaco.
Alla fine le tue gambe diventano deboli.

Né le gambe, né la mentema tu
il tuo io diviene debole per primo.

 

Il futuro sa (luglio 1979)

Quindi ho sentito:

Oakland, California
Alla domanda dell’insegnante
una ragazza di undici anni, risponde,
“L’oceano è
una enorme piscina con le pareti di cemento”

In una notte stellata
in un campeggio in Giappone
un ragazzo di nove anni di Tokyo, si lamenta,
“non mi piace, troppe stelle”

In un negozio di Tokyo
un mio amico acquista uno scarabeo
per suo figlio di sette anni.

Poche ore dopo,
il ragazzo porta l’insetto morto
al negozio di elettronica e chiede
“Cambi la batteria, per favore”

 

Perché (gennaio 1981)

Perché scalare una montagna?

Guarda! c’è una montagna lì.

Io non scalo la montagna.
La montagna scala me.

La montagna sono io.
Scalo me stesso.

Non c’è alcuna montagna

né un me stesso
Qualcosa si muove su e giù
nell’aria.

 

Davvero? (aprile 2003)

Da qualche parte
Noi, esseri umani
non possiamo sentire alcun suono
Là, i fiori cantano

Da qualche parte
Noi, esseri umani
non possiamo vedere alcunché
La, i fiori ballano

Da qualche parte
I fiori possono sentire e vedere
Là, l’umano canta e balla.

 

Primavera, vieni qui! (maggio 1991, fiume Nagara)

Diciassette anni mai più!
Mai più i fiori di un albero morto!

canzone giapponese del quattordicesimo secolo

Quando ho baciato il fiore di una magnolia
la dea della primavera
salta nel ruscello di montagna
e vola via

verso la cima del monte
salgo, gridando

“Primavera, vieni qui!”
“Vieni da me!”


 

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La poesia di Nanao Sakaki a cento anni dalla nascita

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