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Progetto di traduzione ecoletteraria organizzato da ZEST Letteratura sostenibile, in collaborazione con il Colby College, [studenti del corso di Italiano condotto dalla prof.ssa Danila Cannamela in relazione all’Italian Program del Center for the Arts and Humanities] e la Scuola di Mediazione Linguistica di Vicenza [studenti del Master in traduzione editoriale e della laurea triennale in Traduzione e mediazione linguistica].


Saggio originale: Wild writing: The Implications of Capitalism on Seed Dispersal by Nate King (Colby College)

Scritture selvatiche: Le ripercussioni del capitalismo sul fenomeno della dispersione dei semi (commento sulla poesia Semi alati di Tiziano Fratus)
Traduzione verso l’italiano a cura di Giorgia Baron (SSML)


Originale e traduzione coperte da diritti da autore, riproduzione non consentita.


La poesia “Semi alati” di Tiziano Fratus affronta l’innata necessità dei semi di disperdersi lontano dall’albero di origine, ed esplora i vari modi in cui possono compiere questo viaggio. Fratus è in grado di trasmettere il punto di vista dei semi e fa sì che si riesca a immaginare come sarebbe viaggiare per lunghe distanze seguendo il volo degli uccelli.

Come Fratus ci incoraggia a nutrire la curiosità esplorando, lui stesso ci accompagna a esplorare questa storia, fatta di speranza di nuova vita e dell’avventura che i semi intraprendono per diffondersi e crescere. Tuttavia, nell’era dell’Antropocene, i meccanismi di disseminazione sono minacciati, dal momento che il range delle specie arboree varia, i tipi di semi che ne consentono la propagazione diminuiscono e il controllo sulla biodiversità cade nelle mani dei mercati dei semi. Fratus integra questo aspetto in “Semi Alati“, e quando affronta il tema del ruolo degli uccelli e della loro importanza negli ecosistemi si percepisce la sua profonda preoccupazione. Con la diminuzione delle popolazioni degli uccelli l’elemento dei semi che vengono disseminati per via area rischia di scomparire per sempre. Questa poesia è il ricordo di un tempo in cui i semi attendevano l’opportunità di volare lontano, invece di aspettare un volatile che non arriverà mai, e allude a un futuro in cui sarà l’uomo, invece degli uccelli, a dover disperdere questi semi. Sebbene “Semi alati” mostri un approccio celebrativo nei confronti dei sistemi di distribuzione dei semi, la poesia agisce come una richiesta di soccorso e contiene sfumature di paura, poiché ci avviciniamo a un futuro in cui l’intervento umano sarà l’unica opportunità per la pratica della disseminazione.

Dando alla poesia il titolo “Semi alati”, Fratus sintetizza in due parole il legame tra i semi e gli uccelli. Secondo l’Enciclopedia Britannica, le piante ornitocore, che si avvalgono degli uccelli per la dispersione, spesso producono frutti molto vistosi e attraenti per gli uccelli stessi.

In altri casi, gli uccelli diffondono inavvertitamente i semi attraverso il fenomeno di nome epizoocoria. Questi ultimi hanno infatti uncini, barbigli o setole che permettono loro di attaccarsi alle zampe o al corpo dell’animale, diffondendosi così in nuovi luoghi.

Questo tipo di dispersione è comune in molte aree del mondo, e alcune specie arboree si affidano esclusivamente agli uccelli per la loro diffusione. Nel caso dell’ornitocoria, uccelli e alberi hanno un rapporto simbiotico, dal momento che le loro interazioni portano benefici reciproci, legandoli indissolubilmente. Nessuna delle due può esistere e continuare le sue generazioni senza l’altra. Grazie all’evoluzione di questa relazione nel corso di milioni di anni, essa è diventata parte integrante della vita di molte delle foreste.

La poesia “Semi alati”, celebra proprio questo rapporto di interdipendenza. Sebbene la poesia di Fratus si concentri per lo più su alberi maturi e antichi, è interessante anche capire il processo che ha portato alla nascita di tutte le aree verdi che osserviamo nel mondo odierno. Una prima lettura di questa poesia ci guida attraverso la storia di semi desiderosi di volare verso nuovi luoghi e di scoprire nuove esperienze. I semi non sono affatto legati al loro albero d’origine. Il loro obiettivo finale è stabilirsi il più lontano e il più velocemente possibile. Fratus esprime questa idea di spezzare i legami quando scrive: “Portami lontano, fammi vedere il mondo degli emigrati” (Fratus 17)

Mentre gli alberi, ad eccezione delle specie invasive o introdotte, sono originari del loro ambiente, quando arrivano per la prima volta come semi diventano come nuovi abitanti di quell’area. Pertanto, si utilizza il termine “emigrante” per esprimere l’idea di un nuovo cittadino che non ha intenzione di tornare nel luogo da cui proviene. Queste piante creano a loro volta una sorta di melting pot, poiché i nuovi membri arrivano mentre quelli vecchi muoiono, ma tutti rimangono radicati nello stesso terreno. La natura intrinseca di un seme è quella di cercare di separarsi dal proprio passato e stabilirsi in un nuovo luogo, mantenendo sempre la speranza di riuscirsi, nonostante le scarse possibilità. Non si lascia bloccare dai dubbi e accoglie un’idea di libertà. Senza conoscere i meccanismi di dispersione dei semi e l’impatto dell’uomo su questo processo, la poesia celebra la libertà dei semi e i loro viaggi verso nuove destinazioni.

Quando Fratus affronta questo fenomeno curioso della natura, non si limita a osservarlo, ma ne sottolinea l’importanza. Dal 1970, le popolazioni di uccelli in Nord America sono diminuite del 29%, con una perdita netta di circa tre miliardi di uccelli (Rosenberg, 120). Questa tendenza si riscontra in tutto il mondo, e a darne prova è il fatto che molte persone hanno iniziato a notare l’assenza dei tipici cinguettii che risuonano in natura. Sebbene la poesia di Fratus non affronti esplicitamente il fenomeno della diminuzione degli uccelli, egli li definisce come “l’esercito/ dei trasportatori” (Fratus 17). Lo scopo di questa poesia è infatti quello di illustrarci la funzione degli uccelli, che consiste nel diffondere questi semi in nuove aree e metterli in contatto con nuovi ambienti.

I semi non potrebbero diffondersi senza l’aiuto di questo “esercito” di uccelli, e quando Fratus definisce la loro funzione come quella di “trasportatori”, sottolinea l’importanza di questo ruolo e quanto sia cruciale la presenza degli uccelli per la sopravvivenza degli ecosistemi. La drastica diminuzione delle popolazioni di uccelli ha un impatto su tutti gli ecosistemi, poiché molte specie dipendono da essi. Fratus, in quanto poeta affascinato dagli alberi, è pienamente consapevole delle numerose specie arboree che rischierebbero l’estinzione se gli uccelli scomparissero completamente. La sottovalutazione del ruolo di una nicchia biologica è comune in tutto il mondo. Analogamente al ruolo svolto dagli uccelli nella dispersione dei semi, le api e gli altri impollinatori sono fondamentali per la riproduzione di molte specie di piante da fiore e colture. Si stima che gli impollinatori contribuiscano annualmente all’industria agricola mondiale per circa 263 miliardi di dollari (Partap e Ya 1). La mancanza di riconoscimento del loro incredibile contributo in un settore così vasto ha portato al declino e all’estinzione locale degli impollinatori in alcune regioni dell’Asia meridionale. Per mantenere gli stessi livelli di produzione di sempre, in questi luoghi sono costretti a svolgere manualmente il tedioso lavoro di impollinazione delle colture, che comporta uno spreco di manodopera e risorse per sostituire un processo che una volta era svolto naturalmente (Partap e Ya 1). Se le popolazioni di uccelli continuano a diminuire al ritmo attuale, è molto probabile che presto anche i semi delle piante ornitocore debbano essere diffusi manualmente per preservare la biodiversità delle foreste in cui queste specie crescono. In tal caso, “Semi alati” diventerebbe un monumento commemorativo di un’epoca in cui la dispersione dei semi non era influenzata dall’intervento umano.

Fin dall’inizio della poesia, si percepisce l’importanza del ruolo della dispersione. Fratus, infatti, scrive: “Anche ai semi piace volare poco prima che la sera si componga in un rituale al cianuro (Fratus 17). Mentre i primi due versi di questa citazione chiariscono a cosa ci si riferisce, ovvero alla dispersione dei semi da parte degli uccelli e al momento in cui avviene, l’ultimo verso può essere interpretato in modi diversi da ognuno di noi. L’amigdalina è una molecola a base di cianuro e zucchero, presente in alcuni semi di frutta come mele e pere, che può essere tossica se consumata in quantità fortemente elevate (Brunning). Quando descrive questo patto come un “patto di cianuro”, Fratus potrebbe semplicemente riferirsi alla parte di cianuro che gli uccelli ingeriscono mangiando alcuni semi. Allo stesso tempo però, Fratus potrebbe invece usare la letalità del cianuro per rappresentare le probabilità di vita o di morte della relazione che intercorre tra alcune specie di uccelli e alberi. Senza entrambi, queste specie si estinguerebbero presto, distruggendo la biodiversità e l’estetica di molte aree. L’accordo esistente tra uccelli e alberi, si basa sul concetto di dare e ricevere, offrendo sostanze nutritive in cambio della propagazione delle future generazioni. Il termine “cianuro” non viene generalmente associato a qualcosa di positivo o prospero, e il suo uso in questo caso crea delle sfumature che ci fanno percepire la reali fragilità di questo patto.

“Semi alati” non è solo una poesia che descrive il processo e la natura della dispersione. Verso la fine della poesia, infatti, il seme viene personificato e la storia assume il suo punto di vista. Parlando agli uccelli, Fratus scrive: “Mangiami, sussurrano, mangiami, portatemi ai freschi, prima che una ruota mi sfasci, prima che uno scarpone mi sfaldi” (Fratus 17). Questo cambio di prospettiva aiuta a dare voce ai semi e a far emergere gli scenari che essi sperano di evitare.

I semi sono descritti come desiderosi di essere trasportati in un nuovo luogo per poter finalmente crescere e diventare alberi. Essi stessi sono fragili e facilmente soggetti a danni, e lo stesso vale per l’intero processo di dispersione. L’influenza dell’essere umano sui sistemi planetari e i processi naturali ha avuto e continuerà ad avere effetti negativi sulla dispersione dei semi. Insieme alla diminuzione globale delle popolazioni di uccelli, i cambiamenti climatici globali sposteranno gli ambiti climatici e altereranno la distribuzione delle diverse specie. Le reazioni a questi cambiamenti possono variare: alcune popolazioni si adatteranno alle nuove condizioni ambientali, mentre altre cercheranno di seguire la propria nicchia ecologica spostandosi verso nuovi territori (Johnson et al.).

Tuttavia, alcune di queste specie non sono in grado di adattarsi abbastanza rapidamente ai cambiamenti climatici, aumentando il rischio di un drastico declino delle loro popolazioni (Johnson et al.).

Nella poesia, Fratus riporta vari esempi di distruzione dei semi, tutti correlati all’azione umana, suggerendo un riferimento ai cambiamenti indotti dall’uomo nell’era dell’Antropocene.

Tra i versi emerge il concetto che i principali responsabili della mancata maturazione dei semi siano gli esseri umani e il nostro impatto sull’ambiente. L’uomo ha raggiunto il dominio totale sul clima e sull’ambiente, il che ha comportato numerose ripercussioni. Fratus pone l’uomo come la forza che limita il potenziale riproduttivo degli alberi e delle foreste. La deforestazione, ad esempio, provoca la perdita di biodiversità e distrugge le potenziali vite delle nuove piante. Allontanarsi dalle influenze umane rappresenta l’unico modo per evitare una morte prematura, e Fratus vede gli uccelli come gli unici salvatori capaci di rendere ciò possibile.

La libertà che emerge non si limita solo al volo, ma include anche la possibilità di sopravvivere oltre lo stadio di germinazione. Quando Fratus scrive “Mangiatemi, mormorano, mangiatemi“, trasmette appieno la speranza dei semi di raggiungere un nuovo luogo in cui crescere (Fratus 17). Le probabilità che un seme riesca a raggiungere un’area nuova con un terreno adatto alla sua crescita, con la giusta quantità di luce solare e spazio per svilupparsi, sono scarse o addirittura nulle. Tuttavia, ciò che emerge con forza in questa poesia è la speranza.

L’impatto dell’uomo non si limita ai cambiamenti climatici e alla distruzione degli habitat, ma si estende anche al mercato dei semi e ai cambiamenti nella biodiversità. La brevettabilità dei semi è una pratica che concede diritti esclusivi per la riproduzione, l’uso e la vendita di semi di una particolare specie vegetale. Se da un lato la brevettabilità dei semi può fornire incentivi finanziari alle aziende sementiere e agli allevatori, dall’altro può avere un impatto negativo sulla biodiversità delle piante. La diversità genetica è fondamentale per l’adattabilità e la flessibilità delle popolazioni vegetali, poiché consente loro di rispondere ai cambiamenti ambientali e di resistere a parassiti e malattie. Tuttavia, il brevetto dei semi può limitare l’accesso al materiale genetico e la capacità degli agricoltori e dei selezionatori di utilizzare la diversità genetica delle piante.

In primo luogo, la brevettabilità può portare alla concentrazione della proprietà delle sementi in poche aziende, limitando la disponibilità delle risorse genetiche vegetali e riducendo la diversità dei programmi di selezione delle piante. Di conseguenza, i selezionatori di piante sono costretti a fare affidamento su risorse genetiche limitate, riducendo la loro capacità di sviluppare nuove specie capaci di resistere a parassiti e malattie, nonché di adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali.

Nelle foreste, gli impatti dei brevetti dei semi si manifestano attraverso la creazione di alberi ibridi e la loro successiva reintroduzione. Un esempio è la reintroduzione del castagno americano nelle foreste degli Appalachi dopo che la peronospora del castagno aveva decimato la specie nelle foreste del Nord-Est a metà del XX secolo. Organizzazioni come l’American Chestnut Foundation hanno lavorato per ibridare il castagno americano con il castagno asiatico, che è resistente alla peronospora, nella speranza di creare un albero che abbia le caratteristiche originarie del castagno americano e la capacità di sopravvivere al fungo (The American Chestnut Foundation). Sebbene questo programma sia fondamentale per ripristinare la biodiversità delle foreste del Nord-Est, sorgono ancora domande sull’impatto che l’introduzione di un ibrido di alberi avrà sugli ecosistemi forestali e sui mercati che sosterranno questo progetto. Infatti, se i semi primari utilizzati non sono in grado di adattarsi all’ambiente degli Appalachi o se il fungo riesce a evolversi attaccando anche questo albero ibrido, il programma di riproduzione potrebbe rivelarsi più dannoso che benefico.

In secondo luogo, la brevettabilità può limitare lo scambio di risorse fitogenetiche tra agricoltori e selezionatori. Questa tendenza capitalista, che porta alla scarsità di mercato e limita lo scambio di beni, può avere un impatto negativo su diversi tipi di ecosistemi. Le aziende produttrici di sementi possono utilizzare i brevetti per impedire agli agricoltori di salvare e scambiare i semi delle varietà brevettate, limitando così la diffusione della diversità genetica e riducendo le opportunità per gli agricoltori di adattarsi alle condizioni locali (Upscale). Ciò può avere un impatto significativo sulla disponibilità di sementi di qualità, che sono fondamentali per la produzione alimentare su scala globale, e comporta un certo grado di rischio e incertezza nell’approvvigionamento alimentare se le varietà di sementi primarie utilizzate sono suscettibili all’insorgere di malattie e alle epidemie.

Fratus descrive una forma di libertà per i semi che è assente nelle economie capitalistiche, dove l’offerta e la domanda di mercato determinano la disponibilità dei beni. Quando Fratus si focalizza sull’impatto che l’uomo ha sui semi, prova un senso di perdita, mentre ammira la libertà che nasce dal volo. Invece di sfruttare a pieno le potenzialità offerte dal mondo naturale, gli esseri umani sono condizionati e limitati dal denaro. Fratus teme che, mantenendo un controllo così rigido sul mercato dei semi, questo controllo si estenderà presto anche agli ecosistemi forestali.

Inoltre, la possibilità di brevettare i semi può portare alla perdita della conoscenza delle pratiche tradizionali di conservazione e stoccaggio delle sementi, che sono fondamentali per preservare la diversità genetica. Gli agricoltori che si occupano della conservazione e dello scambio dei semi che ancora si affidano a tali metodi vengono scoraggiati dai divieti imposti dalle regole dei brevetti, con la conseguente perdita di conoscenze e pratiche preziose che contribuiscono al mantenimento della diversità genetica. Come accennato in precedenza, le conoscenze e le pratiche tradizionali svolgono un ruolo vitale in molti ecosistemi, in quanto la gestione ecologica delle foreste può migliorare, se non mantenere, la biodiversità delle stesse. Quando le aziende monopolizzano lo scambio di semi, si elimina la possibilità per gruppi più piccoli di coltivatori di preservare le aree che si adattano meglio al paesaggio locale. Le popolazioni locali sono spesso i detentori delle maggiori conoscenze sulle migliori pratiche per gli ecosistemi circostanti, ma molto probabilmente non dispongono delle risorse necessarie per difendere al meglio le proprie tradizioni. I brevetti sui semi possono limitare la possibilità di questi gruppi di preservare la biodiversità dei loro paesaggi.(Upscale). Il verso migliore di “Semi alati” che si riferisce a questo argomento è quando Fratus scrive che “I semi non hanno obbligo di firma” (Fratus 17).

La brevettazione comporta un eccesso di supervisione a tutti i livelli, poiché le aziende cercano di proteggere la loro proprietà e di ottenere i guadagni finanziari a cui ritengono di avere diritto. I gruppi locali e gli agricoltori hanno limitate possibilità di agire per preservare la biodiversità e si trovano in uno stato di sorveglianza, che ha come fine prevenire di fare passi indietro, distruggere ancora; questo atteggiamento ha l’idea di andare verso una libertà che deriva dal seguire l’ordine naturale tradizionale.

l testo poetico “Semi alati” pone il nostro sguardo sul ciclo di vita di un seme, trasportandoci attraverso il testo come un seme nel becco di un uccello. Ho scelto questa poesia per l’immaginario che evoca, descrivendo la libertà del volo e l’impazienza di un seme. Non avevo mai considerato l’attesa di un seme che aspetta il momento in cui finalmente verrà liberato dai legami originari e si potrà stabilire altrove. Questa poesia celebra le forze che portano a una nuova vita, ma è anche un modo per preservare la memoria di un processo che rischia di subire danni permanenti. In un’epoca in cui l’impatto dell’uomo sui sistemi globali è dominante, la dispersione naturale dei semi è a rischio di subire alterazioni drastiche che avranno conseguenze nei secoli a venire. Fratus riesce ad esprimere ammirazione per il momento in cui un seme viene trasportato per la prima volta da un uccello, pur rimanendo critico sulle conseguenze dell’Antropocene. L’eccessivo coinvolgimento dell’uomo nei processi della natura è un comune sintomo di un sistema incentrato sulla monetizzazione dei beni. Esso continuerà a influenzare la biodiversità dei paesaggi mentre gli esseri umani li modellano e li conformano per adattarli alle presunte esigenze di una società prospera. “Semi alati” rende evidente la fragilità dei processi ecosistemici ed esprime l’amore per la natura in un momento in cui la sua continuità è incerta.


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Semi alati, commento alla poesia di Tiziano Fratus | riflessioni sulla disseminazione

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